Vangelo della domenica (28-05-2017)

Ascensione del Signore Gesù- ALLA DESTRA DI DIO

La metafora di Gesù “che siede alla destra di Dio” rivela il senso della solennità liturgica dell’Ascensione al cielo. Il suo sottrarsi agli occhi del corpo non equivale al venir meno della sua presenza, all’eclissarsi della vita dei credenti. Allude piuttosto al nuovo modo di presenza e al significato profondo del suo mistero: Gesù può essere ora riconosciuto come il Figlio, colui che condivide la “gloria” del Padre, che continua a irraggiare su di noi la bellezza di Dio. Per questo può essere chiamato “Signore” e professato “della stessa sostanza del Padre”, come diciamo nel Credo.

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Attualità (28-05-2017)

ACCOGLIENZA DI MIGRANTI A MASSAROSA

La parrocchia di Massarosa, accogliendo pressanti richieste rivoltele dalla Prefettura e dall’Amministrazione comunale, ha messo a disposizione di una cooperativa accreditata e convenzionata presso la Prefettura, i locali, finora inutilizzati di via Cenami per l’accoglienza di una decina di immigrati richiedenti asilo che saranno trasferiti dal centro di pronta accoglienza di Lucca. Il progetto partirà operativamente nei prossimi giorni. La parrocchia ha preso questa decisione, con i suoi organismi rispondendo anche all’appello di Papa Francesco del 6 settembre scorso, che invitata parrocchie, comunità religiose, monasteri e santuari ad accogliere persone richiedenti asilo e protezione internazionale. Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-05-2017)

VI domenica t.o. anno a -NON VI LASCIO ORFANI

La missione cristiana non è in primo luogo una iniziativa frutto di decisione umana, ma una risposta al disegno di Dio rivelato in Gesù. Perciò anche nei momenti più difficili, addirittura anche nella persecuzione, la comunità cristiana non è abbandonata a se stessa, ma accompagnata e assistita dalla presenza del Risorto. Gesù continua a custodire i suoi lungo il corso della storia, continua ad assisterli e a guidarli mediante il suo Spirito. Da lui siamo resi collaboratori di Dio nella diffusione della Buona Notizia e nella trasformazione del mondo, per un cammino di crescita nella verità e nell’amore. Cristiani infatti si è non per se stessi, ma per tutta l’umanità.

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Attualità (21-05-2017)

AMORE E COMANDAMENTI

Amore e comandamenti: due realtà che sembrano distanti, se non addirittura opposte tra loro. Secondo una certa visione romantica della vita l’amore è tutto spontaneità, effusione, tenerezza, passione e anche sregolatezza. “Non si può comandare al cuore” ripetono incessantemente le telenovelas. E quindi non si può mettere un freno alla passione. Comandamento evoca tutt’altro: sa di imposizione, di ordine. Evoca l’obbedienza, la sottomissione, il rispetto delle regole.
Come mettere assieme, dunque, cuore e regole, passione e limiti, tenerezza e ordini?
Se vediamo le cose in questo modo, le parole di Gesù ci suonano come strane, irrealizzabili. Ma Gesù sembra non avere dubbi, al punto da ripetere la stessa frase per due volte, in pochi versetti: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-05-2017)

V domenica di Pasqua anno a – IO SONO VIA, VERITA’ E VITA

Ai discepoli turbati a causa dell’annuncio, da parte di Gesù, della sua “partenza”, egli affida una direttiva chiara, li invita a superare la paura mediante la fede; “abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Questa incondizionata fiducia è fondata sulla certezza che egli sarà per loro “via, verità e vita” in ogni situazione, una promessa che ha lo scopo di stimolare i credenti contro ogni forma di male e di ingiustizia. Infatti, espressione precisa di questo “credere” sarà l’amore reciproco dei discepoli, una forza che può trasformare le relazioni umane e aiutare nel superare tensioni e difficoltà. La sequela di Gesù diventa così il luogo della sua presenza nella vita dei credenti e nel mondo.
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attualità (14-05-2017)

GUSTARE I RITI

Siamo spesso preoccupati di inventare gesti, segni, riti… nella ricerca di rendere le nostre celebrazioni più coinvolgenti, più chiare, più comprensibili. Questo talvolta suscita contrarietà e critiche da parte di coloro che vogliono le celebrazioni come eventi standard, preordinati e definiscono “teatro” ogni novità che si inserisce. Ma questa ricerca oggi è quanto mai necessaria e opportuna soprattutto per i più piccoli, per i quali il linguaggio liturgico non è sempre di facile comprensione. E una comunità cristiana non si deve preoccupare solo o soprattutto di mantenere riti e tradizioni, ma di trovare metodi e linguaggi utili a trasmettere la fede alle nuove generazioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (7-05-2017)

4a domenica di Pasqua anno a -IO SONO IL VOSTRO PASTORE

L’immagine del pastore richiama l’esperienza di una relazione stretta tra chi ha il compito di guidare e custodire, da una parte, e chi si sente protetto e difeso, dall’altra. E’ un’immagine biblica, desunta dalla vita pastorale, per indicare la sollecitudine e la cura di Dio nei confronti del “suo popolo”, fatta propria da Gesù per indicare la sua relazione nei confronti di chi avrebbe accettato di seguirlo. Nell’esperienza cristiana, dunque, questa immagine parla della fede, come dono e come compito: la sequela di Gesù non è un passatempo o una moda, ma un cammino nel quale ci si lascia guidare e proteggere e, allo stesso tempo, si è disponibili ad una relazione di fiducia che crea impegno e responsabilità. Continua a leggere

Attualità (7-05-2017)

LA RELAZIONE COL PASTORE

L’esperienza religiosa può assumere molti volti. Anche quello del commercio, quando ci si illude di essere a posto perché si è pagato il “pedaggio” dovuto, e quindi ci si attende di ricevere qualcosa in cambio. Anche quello dell’idolatria, quando si ritiene di poter mettere le mani su Dio per il semplice fatto che ci si trascina dietro un suo simulacro, una sua immagine. O ancora quello della costruzione psicologica, quando proiettiamo su Dio l’immagine che ci siamo costruita noi, secondo i nostri bisogni e le nostre attese. Continua a leggere

Vangelo della domenica (30-04-2017)

III dom di Pasqua anno a – IN MEMORIA DI ME

La memoria di Gesù morto e risorto è il centro di ogni celebrazione sacramentale delle comunità cristiane, ma in modo del tutto particolare della celebrazione eucaristica: qui il segno dello “spezzare il pane” rimanda allo stesso tempo al corpo “spezzato” sulla croce e al dono perenne e condiviso della sua “vita” per tutti. Vivere l’eucarestia, dunque, è vivere e annunciare al mondo la sconfitta della morte attraverso il dono della vita da parte di Dio. Ma proprio per questo celebrare e vivere l’eucarestia rinvia sempre anche alla lotta umana per la liberazione da ogni forma di corruzione e di alienazione che fa morire l’uomo e la sua speranza di vita. Continua a leggere

Attualità (30-04-2017)

IL SILENZIO NELLA LITURGIA

In una società piena di parole, di suoni e di rumori, il silenzio può fare paura, e allora ci preoccupiamo di riempire di parole, di musica, di gesti ogni momento che, temiamo, possa restare “di silenzio”, di vuoto. Ma, nella liturgia il silenzio fa parte del rito. E’ una sua componente. Recitano le norme liturgiche: “Si deve anche osservare il sacro silenzio, come parte della celebrazione…: prima della stessa celebrazione è bene osservare il silenzio in chiesa… perché tutti possano prepararsi devotamente e nei giusti modi alla sacra celebrazione”. Durante l’atto penitenziale e dopo ogni invito alla preghiera (quando il celebrante dice: “Preghiamo”), il silenzio aiuta il raccoglimento; dopo le letture e l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato, dopo la comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica. Continua a leggere