Vangelo della domenica (28-08-2016)

domenica XXII del t.o. anno C – GLI ULTIMI POSTI

dom XXII to anno cLa nostra cultura ci ha abituati alla competizione: la lotta per i primi posti, la ricerca del profitto, la concorrenza fino ad eliminare chi è percepito come avversario, la raccomandazione per scavalcare altri, la corruzione per aggirare la legge, la furbizia per non pagare il dovuto e tanti altri comportamenti simili sono proposti e diventano con facilità i valori portanti del nostro vivere sociale.
Il cristianesimo insegna tutt’altro, rappresenta la vera rivoluzione alternativa alle nostre “mode”: orgoglio e autosufficienza sono, davanti a Dio, negazione della vera sapienza, che la celebrazione odierna ci invita invece ad accogliere e a praticare.

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Attualità (28-08-2016)

VERSO UN NUOVO MODELLO DI PARROCCHIA

La società, si va ripetendo, è oggi secolarizzata e come tale rivendica la sua completa “autonomia” rispetto ad ogni religione e fede. Che cosa significa e che cosa comporta questo per le parrocchie? E’ un male contro cui combattere o è forse anche un’opportunità per un rinnovamento un tempo impensabile e oggi divenuto impellente?
Si è detto che la società di oggi è “liquida”, cioè attraversata da continui cambiamenti, a cui volentieri si dà il nome di “crisi”: crisi sociali ed economiche, crisi delle istituzioni a tutti i livelli, crisi nelle relazioni, anche in quelle ritenute più stabili, crisi nelle coscienze… Ciò che sconcerta molti è l’imporsi di un diffuso e confuso relativismo: tutto è privato di senso e valore, o livellato in una forma di indifferenziazione, dove sembra prevalere un invincibile soggettivismo individualistico che mette in discussione ogni valore tradizionale. Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-08-2016)

21 domenica del t.o. anno C – LA PORTA STRETTA

XXI domenica TO ANNO CIl richiamo alla “porta stretta”, del vangelo di oggi, non deve scoraggiare, ma aiutare a prendere consapevolezza del limite che contrassegna il nostro cammino verso la pienezza della vita: esso è metafora che invita a cogliere tutte le occasioni e le opportunità per aderire all’offerta da parte di Dio. Dio si rivela come la forza che permette di affrontare la vita: la sua destra è garanzia di salvezza. Chi si affida a lui sa che Dio non abbandonerà l’opera delle sue mani: il credente sa però anche che di fronte a Dio non può essere che umile: nessuna pretesa, nessuna arroganza. Di fronte a Dio non abbiamo motivi per insuperbirci. Egli rivela la sua gloria risollevando il servo che confida in lui e guidando il suo cammino.
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Attualità (21-08-2016)

“SONO POCHI QUELLI CHE SI SALVANO?”

La domanda che un “tale” rivolge a Gesù è inquietante, e ne nasconde un’altra: “Io mi salverò?”.
E’ probabile che il “tale” appartenga a una èlite religiosa che gli fa presumere di poter avanzare meriti nei confronti di Dio e quindi di salvarsi con le sue sole forze. L’idea di salvezza di questo personaggio, che non vale neanche la pena di nominare, non ha a che fare con l’esperienza del dono, ma sembrerebbe un diritto maturato dall’obbedienza alle leggi. I “tali” che pongono questa domanda non sono pochi neppure oggi. Tanti fondamentalisti, presenti anche nelle nostre comunità credono che la salvezza sia raggiungibile attraverso la semplice appartenenza alla chiesa e all’osservanza delle leggi e delle tradizioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-08-2016)

XX domenica del t.o. anno c – LA PAROLA DI CRISTO
SEGNO DI DIVISIONE

XX dom to anno cSiamo abituati a pensare Gesù come annunciatore della nonviolenza e le parole del vangelo di oggi potrebbero sembrare in contraddizione con la nostra immagine di lui. Gesù ha predicato certamente la pace, ma non una pace facile. Gesù non è un rappresentante dell’ideologia “pacifista”. Davanti alla propria missione Gesù vive l’anelito che crea tensione: un desiderio di compimento che interpella. E così gli animi possono dividersi e, anche in seno alle relazioni umane più forti possono crearsi conflitti: Gesù può essere segno di contraddizione. La mitezza evangelica, infatti, non è da confondere con un temperamento remissivo. Non si identifica con la rassegnazione passiva, né con l’atteggiamento gregario e tanto meno con l’indifferenza: e proprio in questa lotta per il regno di Dio abbiamo bisogno di sentire Dio come nostra “difesa”.

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Attualità (14-08-2016)

QUANDO LA FEDE PROVOCA CONFLITTI IN FAMIGLIA

Capita spesso che la fede e la “pratica religiosa” diventino cause di conflitto in famiglia tra i coniugi e tra genitori e figli. E spesso il conflitto si allarga agli stili di vita, alla morale e alla spiritualità personale.
Tante volte il rifiuto della fede ha la sua radice proprio in una fede vissuta in modo chiuso e intransigente dal coniuge o da un genitore.
Un devozionismo bigotto, più che ammirazione e imitazione, suscita disprezzo nei confronti della preghiera. La presunzione di una fede che si atteggia a giudizio nei confronti degli altri giustifica l’espressione di chi si ritiene dispensato dal “praticare” la fede con la scusa che “chi va in chiesa è peggiore degli altri”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (7-08-2016)

NON DIMENTICARE LA VITA DEI POVERI

dom XIX to anno cLa vita cristiana è sempre esistenza sotto il segno della venuta del Signore. L’attesa di chi ci viene incontro per salvarci è l’atteggiamento che deve caratterizzare tutta l’esistenza del cristiano. L’attesa dell’incontro con il Signore assume un carattere di decisività, che comporta sensibilità per Dio, per le persone che chiedono aiuto, e in tutte le relazioni che costruiamo. Il contrario sono indifferenza e inerzia, la fuga dalle proprie responsabilità. La vita quotidiana può incontrare molte tentazioni che addormentano lo spirito: la dissipazione, il divertimento, la centralità delle cose da fare, gli interessi… possono creare disattenzione e pigrizia spirituale. Gesù richiama all’essenziale della vita “spirituale”: non perdere di vista nel quotidiano l’attenzione a Dio e ai fratelli.

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Attualità (7-08-2016)

IL PICCOLO GREGGE

Diciamo “piccolo gregge” e con facilità pensiamo alla minoranza. Sulla bocca di Gesù queste parole sona di consolazione. La comunità cristiana, che vive nella storia, è sempre un “piccolo gregge”: non trascura la visibilità e la consistenza, ma si esprime sempre nella sua “piccolezza evangelica”, che esalta l’umiltà di chi pone la sua fiducia nel buon Pastore e nel suo Regno. Continua a leggere

Vangelo della domenica (31-07-2016)

Domenica XVIII del to anno c   TENETEVI LONTANI  DA OGNI CUPIDIGIA

dom XVIII del to anno cContro la permanente tentazione a riporre la nostra sicurezza nei beni della terra e in particolar modo nella “ricchezza”, la parola di Dio invita a guardare in alto, a tenerci lontano da ogni cupidigia, a rivolgere piuttosto attenzione ai beni che non periscono. In questo consiste l’attesa di Dio nella nostra esistenza. La presenza di Gesù è opportunità di salvezza, inaugura per tutti il tempo della chiamata alla decisione. Dio fa credito alla nostra maturità. Dio non guarda alle nostre colpe, ma al futuro: da noi aspetta decisioni positive per una vita feconda. Attende consapevolezza e responsabilità per diventare collaboratori del suo disegno di salvezza. Ci dà tempo per la conversione e portare frutti.

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Attualità (31-07-2016)

NECESSITA’ DELLA “ROBA” PER LA PROPRIA VITA

Possedere o poter disporre di una buona dose di “roba” costituisce un desiderio centrale per ogni persona. Per “roba” si intende tutto ciò che rappresenta qualcosa di buono, di prezioso, di cui si può disporre per i propri scopi personali o di gruppo, beni procurati con il proprio lavoro o ricevuti in eredità e da altre fonti. Continua a leggere