Vangelo della domenica (22-10-2017)

domenica XXIX del t.o. anno a – IL COMPITO DEL CRISTIANO
NEL MONDO

La fede cristiana non suggerisce la fuga dal mondo, o meglio l’evasione dai compiti terreni che ogni persona deve affrontare. Al contrario, la fede vera aiuta ad assumere impegni con responsabilità, ad essere sale della terra e luce del mondo. Il concilio Vaticano II ha dedicato ampio spazio a riflettere sulla presenza del cristiano nel mondo d’oggi e a fare proprie le preoccupazioni e le speranze, le ansie e le gioie dei contemporanei. Le indicazioni che il concilio dà a questo riguardo, fondate sul vangelo di Gesù, dovrebbero far superare reticenze e spronare ad una testimonianza chiara dei valori del vangelo. La prima lettura descrive come Dio può scegliere i suoi strumenti con libertà per agire nella storia: Ciro, il grande conquistatore persiano, viene presentato dal profeta come servo del Signore per liberare il popolo dall’esilio e riportare in patria gli ebrei esuli a Babilonia. Tanto è imprevedibile l’agire di Dio!
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Attualità (22-10-2017)

I CRISTIANI E LO STATO

I cristiani sono nel mondo, ma sono del mondo. Non hanno qualcosa di più degli altri, però hanno uno sguardo abituato a leggere le cose del mondo. Hanno una visione e sanno di essere chiamati a costruire una convivenza nella pace, secondo un giusto ordine nel rapporto con la natura, tra gli uomini, con le istituzioni. La lealtà verso l’autorità si costruisce a partire dalla pratica di relazioni di giustizia.

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Vangelo della domenica (15-10-2017)

XXVIII domenica del t.o. anno a – DAVANTI A ME
TU PREPARI UNA MENSA

In tutte le culture il banchetto è simbolo di comunione. A questa visione non è estranea la comunità cristiana che, fin dalle sue origini, ha trovato nella mensa eucaristica il centro e la sorgente della sua vita di fede. La chiesa, infatti, è fedele a se stessa solo proponendosi come realtà che unisce gli uomini con Dio e tra di loro: perciò la sua missione è di andare incontro all’umanità, in ogni luogo, per creare legami. In mezzo agli uomini il cristiano non è mai un “isolato”, anche se può sentirsi diverso, per mentalità, valori e scelte, rispetto a tanti altri. E la sua vita può diventare segno di salvezza per tanti a condizione che lavori per l’unità e non per la divisione tra gli uomini. Nel banchetto che il Signore prepara, secondo la prima lettura, egli stesso offre doni ai convitati a partire dalla sua presenza, che si manifesta come amicizia e protezione. La visione profetica è perfino suggestiva: non ci sarà più ignoranza di Dio, non ci saranno più morte, lacrime o condizioni disonorevoli.

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Attualità (15-10-2017)

L’INDIFFERENZA RELIGIOSA

La parabola del vangelo di oggi è inquietante. Quegli invitati siamo noi che non comprendiamo il valore di partecipare al banchetto di nozze del figlio del re, che non apprezziamo questa opportunità, che veniamo infastiditi da un diversivo che ci distoglie dai nostri interessi. E dentro di noi ci diciamo: “Chi se ne importa? Ho altro da fare!”.
L’indifferenza verso Dio e verso il suo amore per l’umanità è molto estesa. Ma non tutte le persone hanno lo stesso comportamento: c’è chi vive l’indifferenza verso Dio come una delle forme di una più complessiva passività, che rende stanchi della vita, pigri, apatici; c’è quella di chi avverte Dio come un concorrente delle proprie attività e dei propri interessi; c’è chi è indifferente perché non ha capito il valore dell’invito. Tutte e tre queste categorie di persone vivono Dio come un intruso che disturba l’esistenza. Continua a leggere

Vangelo della domenica (8-10-2017)

XXVII DOMENICA DEL T.O. ANNO A 

La “vigna” è nella Bibbia immagine sia della storia del popolo di Israele sia di quella del popolo cristiano: è immagine di un rapporto tra Dio con la sua proposta e l’uomo con la sua risposta; in questa storia a due facce sono sempre possibili elezione e rifiuto. Il popolo “eletto” rifiuta Gesù come messia, ma Dio continua la storia della salvezza in modi nuovi. E, tuttavia, anche il popolo cristiano deve confrontarsi con questo “mistero”: la vicenda del rifiuto si può ripetere, nella coscienza di ogni cristiano e nella storia stessa della comunità. La proposta divina, infatti, richiede sempre una risposta personale.

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Attualità (8-10-2017)

IL CORAGGIO DELLA SPERANZA

C’è gente che non si fa più domande e che non coltiva più attese e speranze. Ma ci sono anche persone che continuano a sperare, che si portano dentro una fame che nessun prodotto consumistico può saziare. Queste persone hanno diritto a una risposta, vera e concreta. Il racconto di ciò che accade in certe esperienze che non salgono agli onori delle cronache, perché non costituiscono uno scoop, perché “fa più notizia un albero che cade che una foresta che cresce”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (1-10-2017)

domeniva XXVI del t.o. anno a – CHI SI CONVERTE VIVRA’

Il tema della Parola di questa domenica può essere individuato nel fatto che agli occhi di Dio nessuno è emarginato: la parabola dei due figli, che assumono comportamenti diversi nei confronti del Padre, sembra giustificare l’orientamento che Gesù ha seguito nella sua vita nei riguardi dei socialmente disprezzati. A coloro che si scandalizzano per la sua predilezione per i peccatori egli ribadisce che questi sono i prediletti del Padre, più che i benpensanti convinti di essere nel giusto: Il sentimento di autosufficienza è, anche nella nostra cultura, quello che più tiene lontani dalla fede, e più chiude gli animi nel proprio egoismo. Perciò la Parola invita alla conversione, per dare nuovo orientamento alla vita.

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Attualità (1-10-2017)

LA SPERANZA DI UN MONDO MIGLIORE

La speranza è una cosa seria, perché suscita la nostra libertà. C’è il rischio che si dica di no alla speranza, condannando la persona alla rassegnazione e al fallimento. E’ seria perché quando l’essere umano ha sperimentato la chiusura e il fallimento, è necessario che incontri qualcuno o si trovi a vivere un’esperienza che lo libera dalla chiusura e dalla sfiducia, e gli restituisca la possibilità di dire sì alla vita e all’amore.
Ma non si può partecipare al nuovo se non si è nuovi. Il mondo nuovo è per quelli che sono pronti ad essere uomini e donne nuovi. Si illude, allora, chi pensa di rinnovarsi unicamente con un rito, chi pensa che basti l’appartenenza ad una religione, ad una tradizione, ad una cultura, ad un paese, ad una famiglia. Continua a leggere

Vangelo della domenica (24-09-2017)

XXV domenica t.o. anno a -IO SONO LA SALVEZZA DEL MIO POPOLO

La giustizia di Dio e la giustizia degli uomini non coincidono: il comportamento misericordioso di Dio può diventare un modello, ma risulta spesso difficile per noi e richiede un continuo lavoro su noi stessi per lasciare i nostri criteri e i nostri valori, e porsi nell’ottica della giustizia di Dio. Il primato della bontà di Dio non contrasta necessariamente con l’esigenza umana di giustizia, ma va oltre e offre la sua “alleanza” non come un contratto basato sul principio del “do ut des” (ti do se mi dai), ma piuttosto sulla gratuità dell’amore.

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attualità (24-09-2017)

NUOVE RELAZIONI NELLACHIESA

Il problema della comunicazione della fede ai non credenti oggi non riguarda più solo uomini e popoli non ancora raggiunti dalla predicazione cristiana: anche dentro la comunità cristiana, della quale nessun battezzato può essere ritenuto estraneo, fino a che non sia egli stesso a chiedere di essere considerato tale, ci sono persone incerte nella loro adesione alla fede e altre che di fatto hanno abbandonato nella loro pratica di vita ogni riferimento alla fede e alla chiesa. Continua a leggere