Vangelo della domenica (18-02-2018)

1a domenica di quaresima anno b-IL TEMPO E’ COMPIUTO
E IL REGNO DI DIO E’ VICINO

Il vangelo di Marco è un racconto che inizia nel deserto di Giuda e si conclude nel deserto della croce, dove Gesù muore nell’abbandono totale. Condotto dallo Spirito Gesù vive nel deserto l’esperienza della tentazione. Gesù è presentato da Marco come il nuovo Adamo che, nell’obbedienza al Padre, ricrea l’armonia originaria tra Dio e le sue creature e nella creazione stessa.

Continua a leggere

Attualità (18-02-2018)

IL DESERTO

L’esperienza del deserto è necessaria nella vita del credente. E’ il momento di discernimento, di scelta, di prova, che si concretizza in una domanda fondamentale: “Su chi fondo la mia esistenza? Chi è il signore della mia vita?”. Si tratta della prova alla quale viene sottoposto l’amico di Dio, come Abramo, Giobbe. E’ il momento nel quale scaturisce una domanda: “Chi sei Tu per me? Chi sono io per Te?”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (11-02-2018)

domenica VI del t.o. anno b -SONO VENUTO A SALVARE I PECCATORI

Anche la liturgia di questa domenica, come la precedente, intende far prendere coscienza della potenza salvifica presente in Gesù, nella sua parola e nella sua azione liberatrice dal male. Il richiamo alla lebbra, nella prima lettura e nel vangelo, diventa anche per noi linguaggio simbolico che ci parla del male onnipresente, in noi e attorno a noi. E ci parla in positivo della possibilità di trovare liberazione attraverso l’incontro con Gesù, che si è fatto carico delle nostre sofferenze per poter manifestare in esse l’amore e la grazia trasfigurante del Padre.

Continua a leggere

Attualità (11-02-2018)

DA GRANDE SI FECE PICCOLO

Francesco d’Assisi chiamava i suoi frati “minori”. Con questo aggettivo egli intendeva qualificare il sostantivo “fratello”. Nella relazione con l’altro il credente si considera sempre “fratello minore”. Solo così si fa veramente fraternità.
Possiamo dire che la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme. E’ la stessa logica del “farsi povero da ricco che era” (2 Cor 8,9) e della “spoliazione”. Icona di questo farsi piccolo è la lavanda dei piedi dei discepoli nell’ultima cena. Continua a leggere

Vangelo della domenica (4-02-2018)

V domenica t.o. anno b -IL SIGNORE RISANA I CUORI AFFRANTI

La guarigione di persone malate è, nel vangelo di Gesù, uno dei segni della presenza del Regno di Dio tra gli uomini. Guarendo le persone, nel corpo e nell’anima, Gesù si manifesta come il Salvatore, anticipa la promessa di risurrezione per tutta l’umanità, presente nella sua risuscitazione: l’azione dello Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra. La guarigione è l’anelito di ogni ammalato, è l’anelito della creazione che sperimenta il limite e la morte. La grande speranza di cui l’esperienza cristiana si fa portatrice, e che la distingue da ogni altra forma di religione, è questa: una vita nuova, una pienezza di vita, la salvezza ad opera di Dio. Continua a leggere

Attualità (4-02-2018)

PERCHE’ OGGI AVVENGONO POCHE GUARIGIONI MIRACOLOSE?

Abbiamo detto che le guarigioni compiute da Gesù sono il segno della presenza di Dio tra gli uomini. Ma, allora, perché oggi non avvengono più tante guarigioni miracolose come si narra nel vangelo?
Per rispondere a questa domanda è necessario soffermarsi sulla finalità dei miracoli compiuti da Gesù. Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-01-2018)

III domenica del t.o. anno b  – CONCEDICI LO SPIRITO DI SAPIENZA

L’esperienza che l’uomo fa del tempo ha diversi aspetti: da una parte ha a che fare ogni giorno con il tempo della natura, a volte buono e a volte cattivo, un tempo che egli non può dominare; dall’altra sperimenta il successo degli avvenimenti nei quali ha spesso parte di responsabilità. Qui egli avverte il bisogno di discernimento e sa che molto dipende dalla saggezza delle sue scelte. Nella Bibbia il tempo vissuto è ritmato dagli interventi di Dio, tanto che il credente sente la storia come una storia di salvezza. Perciò il credente invoca da Dio la sapienza. E nel nostro tempo sperimentiamo quanto bisogno di sapienza segni la nostra quotidianità.

Continua a leggere

Attualità (21-01-2018)

FEDE: DECISIONE SENZA TENTENNAMENTI

La maggior parte delle persone adulte sono cresciute in un ambiente che le ha educate ad una vita cristiana quasi naturale: tutti venivano battezzati da bambini, ricevevano la comunione e la cresima dopo aver frequentato il catechismo, andavano alla messa la domenica e le altre feste comandate, tutti facevano riferimento al parroco e alla parrocchia e molti davano anche una mano alle varie attività. Se avessimo domandato a qualcuno da quando era divenuto credente e quale evento avesse determinato la sua fede, non avrebbe saputo rispondere, e avrebbe detto che era stato credente fin dalla nascita ed era cresciuto nell’esperienza della fede. Spesso questo modello di fede accompagnava il fedele fino al termine del suo cammino in terra, e non si cercavano, né si sentiva l’esigenza di modelli di fede differenti. Anzi, la fedeltà era proprio intesa come impegno a ripetere questi atti e a trasmetterli alle nuove generazioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-01-2018)

II domenica t.o. anno b – TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA

Nella prospettiva cristiana la vita è intesa come vocazione, come chiamata a realizzare noi stessi attraverso la relazione con Dio, a realizzare quel progetto che Dio ha su di noi: ai suoi occhi siamo unici, ma egli ci conduce alla pienezza del nostro essere non senza la nostra collaborazione. Per questo diventa importante l’ascolto della sua Parola. E la parola di Dio si è fatta carne nella persona di Gesù, che diventa dunque per noi la via per scoprire la nostra personale vocazione e anche per rispondere in maniera positiva: attraverso di lui, come fondamento e guida, possiamo sperare nella piena riuscita della nostra vita. Continua a leggere

Attulaità (14-01-2018)

GIORNATA DEI MIGRANTI

Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Migrazioni, come quello per la Giornata della pace, è incentrato su quattro verbi che mettono al primo posto la dignità della persona: accogliere, proteggere, promuovere, integrare.
Il papa invita a leggere questo fenomeno, che ormai non è più un’emergenza, ma un fatto strutturale, sotto la guida dello Spirito, nell’ottica dei “segni dei tempi”.
La mobilità umana è motivata da molte ragioni quali: la fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dal mancato rispetto dei diritti fondamentali delle persone e dei popoli dalla ricerca di sopravvivenza contro la carestia, la siccità, la desertificazione. Tutte queste situazioni rivelano la necessità che tutti i popoli e tutti coloro che li governano collaborino alla costruzione di un mondo in pace. Continua a leggere