6a DOMENICA DI PASQUA  – GESU’ RISORTO TESTIMONIATO DAI CRISTIANI CHE SI AMANO

Nel vangelo di questa domenica Gesù promette l’invio di un altro Paraclito (sostenitore, il primo è Gesù stesso) che è motivo di fiducia e di rassicurazione. La vita cristiana non è priva di difficoltà, il cammino della fede non è a buon mercato. La promessa dello Spirito è garanzia che non siamo lasciati soli, non siamo abbandonati a noi stessi: Gesù continua la sua presenza, continua a custodire i suoi. La promessa dello Spirito è strettamente legata al tema dell’amore di Dio, manifestatoci da Gesù. E dell’amore tra coloro che credono nello stesso Signore. Lo Spirito che il Signore promette e che viene dal Padre, è Spirito di amore: e di questo i cristiani sono chiamati a rendere testimonianza.
Una testimonianza visibile e convincente sarà quell’amore scambievole che deve caratterizzare le comunità cristiane. “Guardate come si amano”, dicevano i pagani a proposito dei primi cristiani. Oggi i nuovi pagani possono dire altrettanto guardando ai cristiani? O il comportamento dei cristiani è tale da farli diffidare del cristianesimo e della sua insistenza sull’amore? Quanti giudizi, maldicenze, calunnie, divisioni, settarismi, abitano nelle nostre comunità! “e poi, osserva giustamente qualcuno, tutti vanno a fare la comunione!”. Nella seconda lettura Pietro ci ricorda che i segni esistenziali che testimoniano la comunione sono la mitezza, la buona coscienza, il rispetto reciproco, il saper soffrire operando il bene piuttosto che il male. Sono tutti atteggiamenti che traducono in concreto l’amore di Cristo e mediante i quali i cristiani possono dare ragione della speranza che è in loro e rendere credibile la missione evangelizzatrice.
Gesù ha promesso alla chiesa il dono dello Spirito come presenza attualizzante della propria opera ormai compiuta. Questa promessa si realizza in modo tutto particolare nella celebrazione eucaristica. E’ lo Spirito del Signore risorto che crea la comunione fra tutti i membri della comunità, fra questa e tutte le altre comunità che celebrano la medesima eucarestia. E’ lo Spirito di verità che illumina e attualizza la parola di Dio proclamata nella celebrazione, la fa penetrare nei cuori perché diventi realtà di vita e si traduca in atteggiamenti ispirati all’amore evangelico. Il tempo della Chiesa, il nostro, è tempo dello Spirito.
Nella preghiera eucaristica, lo Spirito Santo viene invocato per la santificazione del pane e del vino, perché diventino “il corpo e il sangue di Gesù Cristo”, e per la comunione della chiesa, perché noi che ci nutriamo del corpo e del sangue del Signore

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