Archivio mensile:luglio 2014

Vangelo della domenica (3-08-2014)

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
LA FAME DELL’UMANITA’

Il vangelo di questa domenica fa parte di una unità chiamata “sezione dei pani”, perché gravita intorno al racconto delle due moltiplicazioni dei pani. In essa Gesù appare come il nuovo Mosè, che offre una manna assai superiore a quella antica, trionfa sulle acque del mare come Mosé, libera il popolo dal legalismo in cui la legge di Mosè era caduta e apre l’accesso alla terra promessa non solo ai membri del popolo eletto, ma anche ai pagani. Il vangelo di oggi ci offre l’immagine della Chiesa: è in essa che si realizza la grande abbondanza di beni che era la caratteristica dei tempi messianici. La moltiplicazione dei pani è vista nella luce dell’ultima cena, come anticipazione e promessa. La stessa raccolta dei frammenti avanzati in “dodici ceste”, oltre che indicare l’abbondanza messianica, non può non avere un riferimento simbolico alla vita della chiesa. Non si tratta soltanto di un prodigio per la folla affamata: è il simbolo della comunità degli “ultimi tempi”, che si siede a mensa con Cristo, e si fa segno della sua presenza permanente per dare all’umanità di ogni tempo il vero pane di vita. Continua a leggere

Attualità (3-08-2014)

“EFFATA’” APRITI

Lettera dell’Arcivescovo ai cristiani della chiesa di Lucca per l’anno pastorale 2014-2015.
Carissimi,
negli ultimi anni la nostra Chiesa di Lucca ha preso coscienza della necessità di uscire con decisione da un cristianesimo di tradizione, per vivere un’esperienza più evangelica capace di incidere in profondità nelle persone e nelle comunità, facendo dialogare il Vangelo con la vita.
Nella consapevolezza che questo non avviene come risultato di particolari strategie pastorali ho chiesto di concentrarci sull’essenziale, anche sulla spinta dello Spirito che muove Papa Francesco il quale ci indica una Chiesa fraterna, povera e all’insegna della semplicità.
A tal fine, in questi ultimi anni, mi sono fatto vicino a ciascuno di voi, ad ogniComunità, indicando e sollecitando un profondo ascolto di Dio e dell’uomo con tre parole-chiave: Ascolta, Rispondi, Vai!
La proposta è sembrata generica e la recezione è stata lenta: le Comunità sono per lo più rimaste concentrate nei loro programmi e nelle loro attività consuete.
Ma non si può costruire l’edificio senza fondamento! Non si può immaginare la vita cristiana se non fondata sull’ascolto del Signore. Continua a leggere

Vangelo della domenica (27-07-2014)

XVII DOM.DEL TEMPO ORDINARIO
IL REGNO DI DIO

L’immagine del regno non richiama quasi più nulla alle nostre menti. Eppure il regno costituisce l’oggetto fondamentale della predicazione di Giovanni Battista e di Gesù, all’inizio del Nuovo Testamento: “Il regno di Dio è vicino”.
Usando un’espressione evocatrice per il popolo di Israele, il Messia gli vuole annunciare che la lunga attesa è compiuta: le promesse sono diventate realtà.. Ma vuole anche correggere una mentalità che si era formata nel tempo: il regno di Dio non consiste nella restaurazione della monarchia davidica, né in una rivalsa di tipo nazionalistico. Gesù si inserisce nella linea dei profeti, quando paragona il regno al tesoro o alla perla preziosa (vangelo), per i quali conviene spendere tutto il resto; quando afferma che la buona novella è annunciata ai poveri e si accede a questo regno soltanto assolvendo ad esigenze assai precise che si riassumono nelle parole : conversione, penitenza. Continua a leggere

Attualità (27-07-2014)

L’ASINO DELLA PARROCCHIA

Tre contadini si misero d’accordo di avere in comune un asino per lavorare i loro campi. Il primo contadino fece lavorare l’asino da mattina a sera e poi lo portò nella stalla senza dargli da mangiare: “ci penserà domani il mio amico”. Il secondo contadino fece lavorare l’asino da mattina a sera e poi lo portò nella stalla senza dargli da mangiare: “ha già mangiato ieri e mangerà domani”. Il terzo contadino fece lavorare l’asino da mattina a sera e poi lo portò nella stalla senza dargli da mangiare: “Sono sicuro che ci hanno pensato gli altri”. La mattina seguente trovarono il povero asino morto stecchito.
Come faceva Gesù, abbiamo usato questa parabola per destare l’attenzione di chi legge. Continua a leggere

Vangelo della domenica (20-07-2014)

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
LA PAZIENZA

XVI dom to anno aUna tendenza diffusa è quella di dividere l’umanità in due grandi categorie: i buoni e i cattivi,. Questa tendenza si trova anche nel piano religioso. Da una lettura superficiale della Bibbia si ricava, talora, l’idea di un Dio impaziente, vendicativo e castigatore. Una lettura più attenta e approfondita smentisce questa impressione. Elia comprende che Dio non sta nell’uragano o nel terremoto, ma nella brezza leggera e delicata. Giacomo e Giovanni sono rimproverati da Gesù per il loro desiderio di far cadere la folgore sui Samaritani che non accolgono Gesù. Tutta la Scrittura parla della pazienza divina. La collera, di cui pure si parla, non è mai l’ultimo e definitivo momento della manifestazione divina: vince sempre il perdono. Dio è ricco di grazia e di fedeltà ed è sempre sollecito a ritirare le sue minacce quando Israele si incammina nuovamente sulla via della conversione (1a lettura). Gesù è il buon pastore, venuto soprattutto per i peccatori. Non esclude nessuno dal regno. Tutti vi sono convocati, tutti vi possono entrare. Gesù incarna sempre la pazienza divina. Nessun peccato taglia irrimediabilmente i ponti con la misericordia di Dio (vangelo). La missione della chiesa è quella di incarnare tra gli uomini la pazienza di Gesù; il suo compito, sulla terra, è quello di rivelare il vero volto dell’amore di Dio.Qui in terra, al grano è sempre mescolata la zizzania, e la linea di demarcazione tra l’uno e l’altra passa solo nel cuore e nella coscienza di ogni uomo. Continua a leggere

Attualità (20-07-2014)

COMUNITA’ CRISTIANA “PICCOLO GREGGE”

Alcuni cristiani leggono i cambiamenti in atto nella vita della chiesa con angoscia e negatività. La diminuzione del numero dei partecipanti alle celebrazioni, l’allontanamento dei giovani, il disinteresse delle famiglie al cammino di fede dei figli, l’impossibilità di dare alle feste lo splendore di un tempo… vengono guardate con preoccupazione e aumenta lo scoraggiamento. Potrebbe avvenire che coloro che restano dentro si uniscano fortemente per combattere il mondo cattivo che sta fuori. Vanno in questa direzione alcune scelte di parrocchie che ritornano alle devozioni più tradizionali, spesso sostenute proprio da chi fa poco vita di comunità e si rende presente solo in queste occasioni. Si punta tutto sulla conservazione a oltranza di ciò che c’è, perché si pensa il buono è ciò che c’è sempre stato. Una parrocchia così impostata comunica un’immagine di chiesa più contro il mondo che nel mondo. La fede sarebbe un patrimonio da difendere più che un messaggio di gioia (vangelo) da comunicare. Qualche volta è questo il messaggio che si comunica anche ai fanciulli nella catechesi. Continua a leggere

Vangelo della domenica (13-07-2014)

 XV DOM.DEL TEMPO ORDINARIO LA PAROLA

XV dom anno a
“Hanno bocca e non parlano” (Salmo 113). Questa satira degli “idoli muti” sottolinea per contrasto uno dei tratti più caratteristici del Dio di Israele. Egli parla agli uomini, non solo attraverso il linguaggio silenzioso della natura, ma anche attraverso interventi nella storia e attraverso uomini che egli sceglie: i profeti e gli apostoli.

La centralità della parola di Dio, nell’Antico Testamento, prepara il fatto sconvolgente del nuovo, dove questa parola –il Verbo– diventa carne.
Anche oggi, come al tempo di Gesù, è la parola che convoca e raduna la chiesa attorno al Padre, ed è nell’approfondimento della parola che i cristiani prendono coscienza di essere famiglia di Dio, suo nuovo popolo di salvati. E’ ancora l’atteggiamento nei confronti della parola (indifferenza, rifiuto, trascuratezza, o accoglienza) che definisce la nostra posizione nel regno di Dio (vangelo). Continua a leggere

Attualità (13-07-2014)

LA PARROCCHIA
NELLA SOCIETA’ CHE CAMBIA

Proseguiamo la riflessione, avviata domenica scorsa sul nuovo modello di parrocchia.
Si sta delineando una situazione nuova della comunità cristiana nella società. Da nessuna parte, anche nei paesini più piccoli, la comunità cristiana coincide più con il paese e la società, ammesso che ciò accadesse in passato. Questo fatto è reso particolarmente evidente dalla presenza sempre più numerosa di altre religioni, ma, soprattutto, dalla diminuzione della frequenza alle liturgie e alle iniziative pastorali proposte dalle parrocchie e delle celebrazioni dei sacramenti, in particolare, matrimoni, battesimi e cresime. Continua a leggere

Vangelo della domenica (6-07-2014)

XIV DOM.DEL TEMPO ORDINARIO
                 AMORE PER GLI ULTIMI

Le letture di oggi ci presentano molti paradossi. Il re messianico, il cui “dominio sarà da mare a mare” (1a lettura), è mite e indifeso, cavalca un asinello e non un focoso cavallo da guerra. La sua “epifania” (manifestazione) non è quella sfolgorante e trionfante del re guerriero e vittorioso, che trascina dietro a sé colonne di prigionieri, come prede di guerra. Egli è re di pace che spezza i simboli e gli strumenti di guerra. La sua persona e il suo programma richiamano la figura del servo di Dio descritto dal profeta Isaia, che si presenta come modello dei “poveri di Dio”. E’ il paradosso di un re umile eppure dominatore del mondo. Richiama Gesù che nel giorno delle palme entra in Gerusalemme come un re pacifico cavalcando un mite puledro. Continua a leggere

Attualità (6-07-2014)

LA NUOVA PARROCCHIA

Si afferma spesso che la società e la chiesa stanno vivendo un passaggio epocale. Per la verità, la chiesa non ha mai smesso di “passare” da una situazione ad un’altra.. La chiesa, infatti, sta dentro la storia e ne subisce i contraccolpi. Di fronte a questa situazione di cambiamento, i cristiani assumono atteggiamenti diversi: c’è chi vede la chiesa come detentrice della verità, che va proposta con forza, e chi invece vede la chiesa come compagna di viaggio degli uomini, dei quali condivide tutto, anche lo stato di incertezza e di provvisorietà. I primi vedono la chiesa come una certezza in mezzo al mondo in travaglio e di passaggio, i secondi la vedono come punto di riferimento possibile, per chi vuole e chi ci sta, mentre tutti insieme si sta “passando”. Questo vale per la chiesa universale, ma anche per la chiesa locale, la diocesi e la parrocchia. Per quest’ultima, forse, vale ancora di più perché nelle più ridotte realtà della chiesa, la frizione fra quello che era e quello che è diventa più evidente e tangibile La parrocchia sente la difficoltà a “fare parrocchia” come si è sempre fatto e la fatica a inventarne una nuova. I preti diminuiscono, i laici restano ancora troppo ai margini della vita pastorale, gli organismi di partecipazione faticano a funzionare. La “nuova” pastorale, là dove si tenta di attuarla, non cambia in profondità l’identità e l’agire della parrocchia, perché si aggiunge semplicemente al vecchio modo r dà origine a un complesso pesante di lavoro. Ma, soprattutto, la convergenza di antico e nuovo rende più difficile l’elaborazione di una linea coerente di vita pastorale. Il fatto fondamentale del cambiamento è che la chiesa, soprattutto a livello locale, da maggioranza è divenuta minoranza; e il passaggio non riguarda solo i numeri, ma anche le idee, i modi di pensare e di fare. Continua a leggere