Archivio mensile:febbraio 2015

Vangelo della domenica (1-03-2015)

“Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”

Nel Vangelo di Marco questo brano costituisce un momento importante nel cammino di rivelazione di Gesù. All’inizio del Vangelo, al battesimo di Gesù, “E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Mc 1,11). Nel proseguimento del Vangelo Gesù si fa conoscere dai suoi discepoli e dal popolo attraverso parole e opere; al capitolo 8, 29 Pietro esprimerà un primo riconoscimento a questo cammino con la sua professione di fede: “Tu sei il Cristo”. È un cammino alla ricerca dell’identità di Gesù, o meglio, un cammino in cui Gesù ci svela la sua identità. Sei giorni dopo la professione di Pietro troviamo l’episodio della Trasfigurazione che sigilla tutto il cammino sull’identità di Gesù con la conferma del Padre: “Venne una nube che li copri con la sua ombra e dalla nube usci una voce: “Questi e il Figlio mio, I’amato: ascoltatelo!” (Mc 9, 7). II cammino sull’identità di Gesù si conclude con le parole del centurione sotto la Croce: “Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!»” (Mc 15,39). Così il messaggio del Vangelo diviene universale, per tutti gli uomini, per ognuno di noi in prima persona. È un’ulteriore professione di fede, questa volta da parte di un pagano, a indicare che Gesù muore per tutti gli uomini, la sua salvezza è universale, non solo per i discepoli e non solo per il popolo d’Israele.

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Attualità (1-03-2015)

DAL BURKINA FASO
LA SCHIAVITÙ DEL LAVORO MINORILE

Si chiamano Zaccarie, Modest, Basile, Pascal, Irené, George….i nomi di coloro che avrebbero fatto carte false per entrare a Essakane, la miniera d’oro situata nel nord del Burkina Faso e in cui negli ultimi anni si sono riversate migliaia e migliaia di persone nella speranza di trovare fortuna. Zaccarie ce l’ha fatta, lavora all’esterno della miniera come falegname specializzato per realizzare strumenti da lavoro e supporti da utilizzare nei cunicoli interni. Proprio lui che qualche hanno fa se n’era andato dal villaggio da fallito dopo essersi formato come artigiano e aver avviato con il microcredito, una piccola falegnameria sulla strada che collega Kaya a Dori, poi, la crisi si era fatta sentire ed era stato costretto a presentare domanda per entrare a Essakane. Continua a leggere

Vangelo della domenica (22-02-2015)

22 feb 2015 Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo

Il brano di questa prima domenica presenta dei versetti, nei quali Marco indica quattro elementi
chiave di tutto il Vangelo:
1. Il tempo è compiuto
2. Il Regno di Dio è vicino (= è qui)
3. Convertitevi
4. Credete al Vangelo.
Entriamo dentro ad ognuna di queste espressioni.
II Tempo è compiuto: il popolo d’Israele viveva il tempo come una continua attesa del Messia, di colui che li avrebbe liberati da ogni male. Ora, con Gesù, è finito il tempo dell’attesa, con Gesù si compie il capovolgimento della predicazione fatta dai profeti. I profeti del passato, predicavano il futuro, Gesù predica che il futuro è ormai qui, è presente, è Lui la promessa tanto attesa. La possibilità concreta è offerta “ora” all’uomo. Il presente è ciò che conta, perché in questo tempo si rende vicino Dio. Il presente è un’opportunità, un tempo di grazia per ciascuno di noi affinché ci lasciamo incontrare da Gesù. Non ha senso attendere, affannarsi in vane ricerche; quel che l’uomo spera è già a portata di mano. La “perla preziosa” è qui. Questa espressione di Gesù ci porta a non considerare inutili tanti attimi della nostra giornata e a non sprecarli perché ogni istante può essere un occasione per lasciarsi incontrare dal Signore.

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attualità (22-02-2015)

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2015
Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

Seconda parte
2. “Dov’è tuo fratello?” (Gen 4,9) – Le parrocchie e le comunità
Quanto detto per la Chiesa universale è necessario tradurlo nella vita delle parrocchie e comunità. Si riesce in tali realtà ecclesiali a sperimentare di far parte di un solo corpo? Un corpo che insieme riceve e condivide quanto Dio vuole donare? Un corpo, che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa ? (cfr Lc 16,19-31).
Per ricevere e far fruttificare pienamente quanto Dio ci dà vanno superati i confini della Chiesa visibile in due direzioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (15-02-2015)

VI DOMENICA T.O. ANNO B
Ne ebbe compassione … e gli disse: “Guarda di non dire niente a nessuno”

domenica VI anno bSono passate poche settimane da quando la televisione ci mostrava ogni giorno le immagini dell’emergenza Ebola. Quelle tute gialle ci hanno impressionato e spaventato. E non si tratta di un horror ma della realtà: gli approfondimenti sul tema e le notizie drammaticamente confermano la prima impressione.
Avete capito che, di fronte al vangelo di oggi, la mia mente corre a questa malattia grave quanto e più della lebbra. Nella Bibbia di fronte al contagio si sceglie di emarginare anche crudelmente gli ammalati: “porterà vesti strappate … velato fino al labbro superiore, andrà gridando: Impuro! Impuro! … abiterà fuori dell’accampamento”. Obiettivamente dobbiamo sottolineare che di fronte all’Ebola non abbiamo assistito soltanto alla emarginazione del sentirci “fortunati” perché quella malattia colpisce solo poche nazioni abbastanza lontane da noi; non abbiamo visto solo l’abituale emarginazione dei media che, avendo bisogno di catturare il nostro interesse, passano rapidamente da una tragedia ad uno show … Dicevo che accanto all’emarginazione dobbiamo notare l’impegno serio e disinteressato di tanti che a rischio della propria vita si sono “velati ben oltre il labbro superiore” per stare vicini agli ammalati.

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Attualità (15-02-2015)

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2015

Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

prima parte-

Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare. Continua a leggere

Vangelo della domenica (8-02-2015)

V Domenica del tempo
ordinario. Anno b
Si ritirò in un luogo deserto e là pregava … Tutti ti cercano!

In questa domenica il vangelo di Marco ci presenta gdom V to anno bli ultimi atti della giornata di Gesù. Dopo la preghiera in sinagoga Gesù va a casa di Simone e vi resta fino alla notte. All’alba esce per pregare da solo. In queste attività Gesù incontra molte persone ma l’evangelista Marco insiste su ammalati e indemoniati: nella sinagoga Gesù scaccia un demonio, a casa di Pietro guarisce la suocera, davanti la porta della stessa casa guarisce e caccia demoni … Continua a leggere

Attualità (8-02-2015)

MERCOLEDI’ 11 FEBBRAIO
XXIII GIORNATA MONDIALE
DEL MALATO

Mercoledì prossimo anche nella nostra unità pastorale celebreremo la XXIII giornata mondiale del Malato.
Come ricorda Papa Francesco -nel messaggio per la giornata del malato- bisogna far nostra l’invocazione del Salmo ‘Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio’ (sal 90,12).
Abbiamo tutti bisogno di questa sapienza del cuore per aprirci alla sofferenza degli altri e riconoscere in essi l’immagine di Dio. Continua a leggere