Archivio mensile:aprile 2015

Vangelo della domenica (26-04-2015)

IL BUON PASTORE

buon pastoreIn questa quarta domenica di Pasqua in tutti e tre gli anni liturgici (A,B,C) si celebra la domenica del Buon Pastore rileggendo alcuni versetti del capitolo 10 di Giovanni.
Di solito in questa domenica si celebra anche la giornata per le vocazioni di speciale consacrazione e ai tempi del Seminario, era questa la domenica per far conoscere la vita quotidiana di coloro che scelgono di seguire Gesù nella via del presbiterato. Forse oggi a sentir parlare di gregge, pecore e pastore ci viene subito in mente una vita fatta di odori non troppo belli, di non tanta pulizia ma ai tempi di Gesù questa era la realtà di molti che lavoravano facendo proprio i pastori; non per niente la notte di Natale il primo annuncio della nascita del Salvatore viene fatto proprio ai pastori. Prima di prenderne con troppa facilità le distanze, rileggiamo con molta attenzione il testo del Vangelo di questa domenica (Gv 10,11-18).

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Attualità (26-04-2015)

Quando la pace nasce dalla parola

I Vangeli con le apparizioni del Risorto di queste domeniche di Pasqua ci hanno posto di fronte alla parola pace.
Gesù appare, sta con i suoi discepoli e dice loro ‘pace a voi’. La pace sembrano dirci i vangeli nasce dalla comunità che sa ritrovarsi insieme nel giorno del Signore per celebrare l’Eucarestia e nella comunione con gli apostoli e i loro successori.
Non vogliamo, e non dobbiamo far sì che la parola pace esca dai nostri vocaboli giornalieri per lasciare spazio ad altre parole. Ecco perché il cristiano non è solo l’uomo della domenica, ma l’uomo che a partire dalla domenica e dall’incontro della comunità con il Signore sa scoprire nuovi spazi di pace, di convivenza, di superamento dei conflitti che non sono solo quelli fatti con le armi. Continua a leggere

Vangelo della domenica (12-04-2015)

2a domenica di Pasqua

2-di-PasquaNell’ottava di Pasqua, o domenica della Divina Misericordia, la Chiesa ci fa ascoltare il brano del Vangelo in cui l’apostolo Tommaso, assente durante la prima apparizione di Gesù Risorto ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo, viene presentato come paradigma dell’uomo che vuole prima vedere per poi credere, e soprattutto come modello del credente che dinanzi al Risorto emette la più toccante professione di fede: “Mio Signore e mio Dio!” (Gv 20,28). Per questo nella Preghiera Colletta la Chiesa si rivolge al Dio di “eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravviva la fede del suo popolo” affinché le possa far sperimentare la forza rigeneratrice della Pasqua e così, rinnovata dallo Spirito, la comunità dei fedeli possa credere e aderire con tutto il cuore al Signore Risorto. Continua a leggere

Vangelo della domenica (5-04-2015)

PASQUA DI RISURREZIONE

pasqua di risurrezioneLo dico a tutti, ch’egli vive / ed è risorto, / che tra di noi si muove / e ci sta sempre accanto. / Lo dico a tutti…che su tutti i luoghi albeggia ora / il nuovo regno dei cieli», scrive Novalis nei suoi Canti spirituali, e aggiunge: «Nelle profondità del mare / s’inabissa l’orrore della morte, / e ognuno può candido e lieve / guardare al suo avvenire». In Cristo risorto, infatti, l’uomo riacquista la dignità perduta a causa del peccato. In lui l’immagine infranta viene ricomposta ed è condotta alla sua pienezza. Per questo San Cirillo di Gerusalemme può affermare: «È questo il tempo della creazione del cosmo…La restaurazione avvenne in quel medesimo tempo in cui era avvenuta la perdita dell’immagine di Dio» (Catechesi XIV). Gli fa eco, molto tempo dopo, papa Francesco: «Gesù non è un morto, è risorto, è il Vivente! Continua a leggere