Archivio mensile:luglio 2015

Vangelo della domenica (2-08-2015)

LO SGUARDO DELLA FEDE

dom XVIII del to anno bAnche le letture di oggi, come quelle di domenica scorsa ruotano intorno al tema evangelico di Gesù, “pane di vita”. Egli solo è in grado di saziare la nostra fame di Dio e la fame di senso e di verità che Egli ha posto nel nostro cuore.
La ricerca della folla, come quella del popolo di Israele nel deserto, é superficiale. Pur vedendo i segni non capiscono e pretendono di piegare e utilizzare Dio per i propri scopi. Certe aspettative rispetto a Dio ci chiudono la possibilità di incontrarlo. Gesù si sottrae a chi lo cerca per farlo re e rimprovera chi lo cerca solo per avere da lui il cibo. Continua a leggere

Attualità (2-08-2015)

PER DENARO O PER AMORE?

Spesso guardare ai poveri significa tentare di colmare l’abisso tra gli Epuloni e i Lazzari, ma senza modificare il loro stato, in modo che continuino a convivere gli Epuloni e i Lazzari. I poveri, in quest’ottica, sono una figura sociale necessaria come le stelle del cielo o l’acqua della terra. E assicurare loro le briciole che cadono dal nostro tavolo, ci mette a posto la coscienza e non cambia il sistema che è organizzato sempre a nostro vantaggio. Continua a leggere

Vangelo della domenica (26/07/2015)

IL PANE DEI POVERI

dom XVII t.o. anno bIl vangelo presenta il miracolo della moltiplicazione dei pani, già annunciato dai profeti, con un chiaro significato eucaristico, e come preludio di quel banchetto che il Signore ha preparato sul monte per tutti i popoli alla fine dei tempi. Le azioni che Gesù compie sono le stesse dell’istituzione dell’Eucarestia: “prese il pane e dopo aver reso grazie, lo distribuì…” L’Eucarestia viene così vista nel suo senso più genuino di abbondanza di vita e quindi capace di dare la vita eterna nell’ambito del banchetto messianico. Continua a leggere

Vangelo della domenica (19-07-2015)

XVI domenica del t.o. anno b                                      SERVI DEL GREGGE NON PADRONI

XVI dom t.o. anno bProfondamente  radicata nell’immagine dell’”arameo errante”, come furono Abramo e i patriarchi di Israele, la metafora del pastore che guida il gregge esprime in modo mirabile le caratteristiche dell’autorità.
Il pastore è una guida che ama. E’ un uomo forte, capace di difendere il suo gregge contro le bestie feroci, ed è pure delicato con le sue pecore, conoscendo il loro stato, adattandosi alla loro situazione, portandole sulle sue braccia, amando teneramente l’una o l’altra “come una figlia”. La sua autorità è indiscussa, fondata sulla devozione e sull’amore. Continua a leggere

Attualità (19-07-2015)

MIGRANTI E GRECIA… QUALE EUROPA?

Il problema dei migranti, la questione della Grecia… e l’Europa?
Per diversi statisti, anche italiani, l’Europa, meglio, la “Comunità Europea”, è stata un sogno e un ideale. Col passare del tempo il termine “comunità” è stato sostituito con “unione”, apparentemente più concreto e prammatico, ma sicuramente meno carico di ideali e di valori.
Tutto questo è il risultato dell’affermarsi del liberismo, dei nazionalismi e dei poteri forti della finanza, a scapito della solidarietà e del la libertà. Nel recente passato si è parlato anche della necessità di riaffermare i valori cristiani che stanno alla base della cultura europea, tra questi sicuramente l’accoglienza e la solidarietà. Oggi il valore preminente da difendere è il massimo profitto del singolo paese, delle singole banche, dei singoli investitori. Continua a leggere

Vangelo della domenica (12-07-2015)

dom XV del t.o.MANDATI A EVANGELIZZARE

Il profetismo, in Israele, non è una istituzione, come il re e il sacerdozio: Israele può darsi un re, ma non un profeta: questo è un dono di Dio, oggetto di una promessa, accordato liberamente. Profeta si diventa per una speciale chiamata divina, non per designazione o consacrazione degli uomini.
Il vento soffia dove vuole, e nessuna costrizione umana può bloccare la sua azione. Amos non è, come Amasia, un profeta stipendiato dal re, o un “cappellano di corte”. Egli è stato scelto da Dio e quindi è libero da legami umani, l’unico suo linite è la verità, la fedeltà a Dio che l’ha scelto (1° lettura). Continua a leggere

Attualità (12-07-2015)

L’ENCICLICA “LAUDATO SI’”

Dopo lo scoop della pubblicazione dell’enciclica di Francesco “Laudato sì”, giornali e televisioni sembrano aver già accantonato l’evento e soprattutto i contenuti della lettera del papa, mettendo da parte anche l’invito calorosamente fatto a discutere, confrontarsi, dialogare.
Succede così per tutte le notizie, ma questa volta si può anche pensare che l’accantonamento dell’enciclica sia legato alla sua novità e al suo spirito critico verso la cultura dominante, di cui i mezzi di comunicazione sono espressione, sostegno e promozione.
“Laudato sì” è profetica. Colpisce e sfida la cultura basata sul buon senso e sul pensiero comune. La sua visione della realtà mondiale, specie quella della natura e dell’ambiente, parte dalla lettura del mondo impoverito del Sud, che sfida il Nord ad una svolta decisiva e coraggiosa. Continua a leggere

Vangelo della domenica (5-07-2015)

IL PECCATO: RIFIUTARE CRISTO

Idolatria e incredulità fanno parte dell’esperienza religiosa del popolo di Israele. Ne è espressione il rifiuto dei profeti e di tutti coloro che mettevano in discussione le sicurezze religiose e proponevano una fede non basata solo sulle tradizioni e le consuetudini consolidate. Il confidare in queste piuttosto che nella continua novità della rivelazione di Dio, è come confidare più in se stessi che in Dio stesso. E’ sostituire se stessi a Dio.
L’incredulità del popolo è sempre stata uno scandalo.
Il rapporto di Gesù con il suo popolo è stato allo stesso tempo tenero e tempestoso. Come i loro padri si erano comportati con i profeti, così gli Israeliti si comportano con Gesù: “sono un popolo di ribelli… sono figli testardi e dal cuore indurito” (1° lettura). Continua a leggere

Attualità (5-07-2015)

UN PO’ DI STORIA ….
LA PROCESSIONE DEI BRUCI

Negli anni trenta – quaranta in quella Massarosa agricola, si faceva la Processione dei bruci: si faceva poiché nella mentalità dei contadini di quel tempo si mischiava la Religione con il profano.
Il bruco era il nome volgare di quel piccolo insetto che attaccava l’oliva e la seccava: l’Agronomo non aveva ancora trovata una medicina per combatterla e così il contadino pensò di scomodare la Chiesa e quella, sia pure con scetticismo volle accontentare i suoi fedeli e decisero di fare quella Processione “poiché era sempre un rivolgersi a Dio con la Preghiera”, con la speranza che non facesse attaccare le piante degli olivi da quei dannati bruchi. Continua a leggere