Archivio mensile:agosto 2015

Vangelo della domenica (23-08-2015)

“DA CHI ANDREMO? TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA”

domenica XXI to anno bQuando è che si può dire che una persona ha fede? Molti ritengono che la fede è l’adesione della mente a delle frasi che l’autorità ecclesiastica afferma essere vere (dogmi). Per molti altri è una specie di ottimismo che nutre una speranza tenace, che non viene meno.
Papa Francesco, nell’enciclica “Lumen Fidei” afferma che: “Cristo non è soltanto colui in cui crediamo, la manifestazione massima dell’amore di Dio, ma anche Colui al quale ci uniamo per poter credere.
La fede non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere”.

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Attualità (23-08-2015)

VERI E FALSI MAESTRI

Molti seguono un maestro e i maestri sono formatori di persone e personalità. Per maestro non intendiamo solo insegnante, ma colui che sollecita ideali, fa intravedere mete e indica sentieri, consiglia nei casi di dubbio e offre la propria esperienza come confronto per il discepolo. Non offre soluzioni, ma avvia al discernimento. Non si sostituisce al discepolo, piuttosto ne suscita la libertà e proprio per questo fa prendere coscienza della responsabilità nell’orientamento e nella condizione della sua esistenza.
Non esistono solo buoni maestri. Alcuni si pongono come maestri e attirano seguaci, ma agiscono e parlano per diventare protagonisti e mettersi in primo piano. Non fanno crescere la libertà, perché puntano sulla suggestione emotiva e in questo modo inducono a scelte che in realtà non sono tali, perché il seguace, affascinato da un leader, fa quasi automaticamente tutto ciò che egli vuole.

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Vangelo della domenica (16-08-2015)

20° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO “LA MIA CARNE E’ VERO CIBO E IL MIO SANGUE VERA BEVANDA”.

I Vangeli ci presentano spesso Gesù che mangia e beve. Anzi egli appare come colui che interviene perché il banchetto risulti più gioioso, come alle nozze di Cana, come colui che è attento ai bisogni primari moltiplicando la solidarietà come nella moltiplicazione, come colui che utilizza l’immagine del banchetto per annunciare i tempi nuovi inaugurati dal regno di Dio e che troveranno pieno compimento alla fine dei tempi. E’ nel contesto del convito che egli anticipa il mistero della sua morte sulla croce come vita donata per la salvezza del mondo e proprio nei segni semplici e umili del pane e del vino affida alla Chiesa il mandato di perpetuare la memoria viva del suo sacrificio e della sua vittoria sulla morte.

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Vangelo (15-08-2015)

“GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE”

Assunta“Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita” (Dal Prefazio di oggi).
Maria accompagna la Chiesa nel suo cammino e la precede alla meta. Assunta in cielo in anima e corpo, vive nella completa e definitiva perfezione della comunione con Dio e costituisce la primizia della Chiesa gloriosa, che si compirà alla risurrezione universale dei morti, ponendosi davanti a noi come modello concreto della speranza cristiana. La verità dell’assunzione di Maria è emersa lentamente lungo i secoli con crescente chiarezza, nel comune senso della fede del popolo cristiano. Continua a leggere

Vangelo della domenica (9-08-2015)

“IO SONO IL PANE DELLA VITA”

dom XIX to anno bLa parola di Dio di questa domenica ci pone una domanda fondamentale: “La fede è dono di Dio o dipende dagli uomini?” Nell’esperienza di Elia fa tutto l’angelo di Dio: porta al profeta stanco e addormentato il nutrimento per riprendere il cammino (prima lettura). Gesù afferma che nessuno può arrivare a lui se non lo attira il Padre. E allora, la fede dipende solo da Dio o anche dall’uomo?
E’ una domanda ingannevole, perché considera la fede come una “cosa”, un  “oggetto”, una specie di “pacco regalo” che dipende solo da colui che fa il dono, e non anche da colui che lo riceve. Continua a leggere

Attualità (9-08-2015)

PREGARE O RECITARE PREGHIERE?

Gran parte dei cristiani è stata abituata non a pregare, ma a dire le preghiere. Confessando le persone spesso tra i peccati ci si accusa: “non ho detto le preghiera del mattino e della sera”. Alla domanda: “Durante il giorno, preghi?”, spesso si guarda il confessore con meraviglia: “Che domande sono queste? Non sono mica un prete o una suora. Ho da fare, io|”. Se poi il confessore domanda: “Durante il giorno non ti rivolgi mai al Signore per ringraziarlo, per chiedere aiuto, per chiedere perdono?”, spesso si risponde: “Sì, quello sì. Io ci parlo con il Signore, però non so se questo vale! Ma, siccome non sono preghiere, non contano. Come se il dire preghiere fosse un modo per accumulare dei meriti da presentare poi a Dio per ottenere ciò che vogliamo. E allora giù rosari, coroncine, novene, messe…
Questo modo di concepire la preghiera fa sì che la giornata trascorra senza la luce, l’aiuto, la compagnia del Signore.
C’è differenza tra dire le preghiere e pregare? Continua a leggere