Archivio mensile:ottobre 2015

Vangelo della domenica (1-11-2015)

Tutti i Santi – LA SANTITA’ E’ DONO DI DIO

tutti i SantiDa principio la Bibbia riservò a Dio il titolo di “Santo”, parola che aveva allora un significato molto vicino a quello di “sacro”: Dio è l’”Altro”, così trascendente e così lontano che l’uomo non può pensare di partecipare alla sua vita. Davanti alla sua santità l’uomo non può provare che rispetto e timore.
In una religione di salvezza come quella di Israele, Dio doveva comunicare la sua santità al popolo, il quale diviene esso pure “altro”, manifestando nella sua vita quotidiana, e soprattutto nel suo culto, un comportamento diverso da quello degli altri popoli.

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Attualità (1-11-2015)

SEGNI DEL POTERE O POTERE DEI SEGNI

Essere cristiani, evangelicamente, significa vivere la missione con passione, a fianco degli ultimi. Se i credenti vivessero con coerenza questa affermazione produrrebbero effetti devastanti nell’attuale situazione. Basti pensare alla persistente dissennatezza dei poteri che governano le sorti politiche ed economiche del mondo, fino alle nostre piccole realtà locali. Per non parlare dello sconquasso valoriale derivante da una concezione fortemente materialistica dell’esistenza umana e dalle derive di certi fondamentalismi che si impongono con violenza sul palcoscenico della storia. In questa baraonda, in cui è sempre più difficile cogliere la linea di demarcazione tra bene e male, si avverte l’esigenza di un nuovo umanesimo, nella consapevolezza che, come ci ha insegnato il Concilio, “solamente nel mistero del verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (Gaudium et Spes, 22). Continua a leggere

Vangelo della domenica (25-10-2015)

IL CAMMINO DELLA FEDE

DOM XXX del to anno bLa descrizione profetica del ritorno gioioso degli esuli in patria (prima lettura) è letta dalla liturgia in chiave evangelica. E’ Gesù Cristo che chiama tutti, anche i deboli, gli zoppi, i ciechi al grande ritorno e li colma di consolazione e di gioia.
E’ il cammino della conversione alla quale siamo chiamati anche noi. Essa è un ritorno, si tratta di fare a ritroso il cammino percorso nell’allontanarci da Dio. E’ la liberazione da una schiavitù umiliante, la riscoperta di una gioia prima dimenticata: quella di sentirci circondati dalle braccia amorose del Padre che ci accoglie nel suo amore. E’ il tema della misericordia che caratterizzerà il Giubileo che inizierà l’8 dicembre, cioè della gratuita e preveniente iniziativa di Dio, mentre il vangelo sottolinea la partecipazione e la risposta attiva dell’uomo, proponendo la guarigione del cieco nel quadro di un rituale catecumenale.

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Attualità (25-10-2015)

UNIONI CIVILI: QUALCHE RIFLESSIONE
OLTRE LE POSIZIONI IDEOLOGICHE

Il tema delle unioni civili è uno dei più laceranti del momento politico italiano. Posizioni ideologiche fisse, sclerotizzatesi nel tempo dalle mancate decisioni rendono il dibattitto difficile e irto di posizioni insuperabili. Un politico un tempo diceva: “Su dieci questioni che arrivano sul mio tavolo, nove si risolvono da sé, lasciandole al tempo. Compito del politico è capire qual’è quella che, non risolta, può diventare una questione rilevante”. La questione delle unioni civili risente sicuramente dei molti rinvii che ha subito, fino a diventare una questione di difficile soluzione. Continua a leggere

Vangelo della domenica (18-10-2015)

DOMENICA XXIX DEL T.O. ANNO B
SALVATI DALLA SUA MORTE

dom XXIX delto anno b“Il Figlio dell’uomo… è venuto per servire… per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Questo è uno dei detti più importanti dei vangeli, con cui Gesù enuncia il motivo della sua morte.
La parola “riscatto” indica la liberazione di una persona, di uno schiavo, dietro versamento di un prezzo.Gesù attacca il male, il peccato, alla radice, facendosi obbediente sino alla morte. “Per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Isaia,53,5). Dio ha amato gli uomini fino a mandare il suo Figlio nel mondo, per riconciliarci con sé.

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attualità (18-10-2015)

IL GIUBILEO

Papa Francesco ha indetto, a partire dall’8 dicembre 2015 fino a fine novembre 2016, il “Giubileo della Misericordia”. Nella bolla di indizione e in una lettera inviata a Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, ha ribadito lo spirito con cui chiede ai cristiani e alle comunità di vivere questo anno. Deve essere un anno di conversione profonda da vivere non tanto in grandi manifestazioni e celebrazioni, ma anche e soprattutto nelle chiese locali, con percorsi di riflessione e di celebrazione dei sacramenti e di esperienze concrete di perdono, accoglienza e misericordia. La tentazione allo spettacolo, alle sceneggiature è sempre forte nell’uomo religioso, soprattutto quando la sua fede è poco vissuta o impegnata.
Il significato del Giubileo sta nel perdono generale (un tempo di chiamava “indulgenza”) aperto a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e con il prossimo. Così l’Anno santo diventa un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana. Continua a leggere

Vangelo della domenica (11-10-2015)

XXVIII domenica del t.o. anno b
LA RICCHEZZA E IL REGNO

dom XXVIII to anno bLa parola di Gesù sulla ricchezza è una di quelle che lasciano interdetti. E’ così difficile per un ricco entrare nel regno di Dio? Gli stessi discepoli sono sconcertati davanti a queste parole, ma Gesù rincara la dose.
In che senso la ricchezza è un ostacolo nella prospettiva del regno di Dio? E’ un ostacolo perché è facile attaccare il cuore e farne il tesoro della propria vita, mentre Gesù richiede che al di sopra di tutto ci sia l’amore per lui. Conoscendo il cuore dell’uomo, Gesù realisticamente mette in guardia dall’attaccamento a ciò che si possiede, che corre il rischio di diventare la vera ragione di vita. Chi è più esposto a questa deriva del cuore? I ricchi, certamente, i potenti, ma anche coloro che pur non avendo grandi ricchezze e potere, fanno un idolo di quel poco che hanno e vivono nell’invidia verso coloro che hanno di più.

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Attualità (11-10-2015)

LA FAVOLA DEL CLUB DEI POTENTI

C’era una volta… ma molti affermano che c’è ancora, in una certa città un sodalizio importante formato da persone importanti la cui occupazione principale è appunto l’appartenenza al sodalizio. Queste persone si sono messe insieme, cooptandosi reciprocamente, per darsi importanza a vicenda e trascorrono il loro tempo a studiare strategie, alleanze e sinergie (parole magiche!) per conquistare spazi, potere e fama.
Nel Club si è creato un senso di delirante onnipotenza, con conseguente senso di impunità, derivante dall’unanimismo che i componenti praticano con assiduità. Le assemblee del Club durano pochi minuti: tutti d’accordo su tutto! E il gruppo dirigente va orgoglioso del proprio operato che propaganda con raffiche di annunci pubblicitari, comunicati stampa ed eventi commentati sempre favorevolmente da cronisti compiacenti e asserviti, di alcuni dei quali si dice anche che facciano parte del Club. E poi la permanente presenza a inaugurazioni, convegni, manifestazioni, sempre in prima fila, naturalmente, con l’immancabile codazzo di chi dal Club viene garantito di colazione pranzo e cena, con lauti compensi e qualche altro benefit per sé e parenti e amici. Continua a leggere

Vangelo della domenica (4-10-2015)

XXVII domenica del tempo ordinario
“L’UOMO NON DIVIDA QUELLO CHE DIO HA CONGIUNTO”

dom XXVII del to ANNO BIl tema di questa domenica è l’incontro tra l’uomo e la donna secondo il disegno di Dio. La controversia sul divorzio che mette Gesù di fronte ai farisei (vangelo) è preparata dal racconto della creazione dell’uomo e della donna della Genesi (prima lettura). L’episodio di Gesù e i bambini (vangelo) sottolinea l’esigenza, per i discepoli di Gesù, di accogliere il regno di Dio e di accogliere i più piccoli. La seconda lettura, che da oggi per alcune domeniche sarà tratta dalla Lettera agli Ebrei, mostra il Cristo, che, diventato uomo, si umilia sino alla sofferenza, si fa come uno di noi e nostro fratello. La solidarietà di Dio nei nostri confronti si attua nell’incarnazione e nella morte in croce del suo Figlio.

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Attualità (4-10-2015)

LAUDATO Sì

(terza e ultima parte)
Il capitolo quinto contiene alcune linee di azione: l’idea chiave è quella del dialogo, a partire da quello sull’ambiente nella politica internazionale, a quello finalizzato allo sviluppo di nuove politiche nazionali e locali, al dialogo come metodo inseparabile dalla trasparenza dei processi decisionali, a quello fra politica ed economia in vista della promozione dell’umano, fino al dialogo fra religioni e scienze nel servizio alla causa ecologica. Il presupposto di queste diverse forme di dialogo è il “concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune… L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune” (n.164), specialmente per favorire la “transizione energetica” e l’opzione condivisa per le energie rinnovabili. Francesco denuncia come in questo campo “i negoziati internazionali non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale” (n. 169), e manifesta ancora una volta la sua preoccupazione per i popoli e le categorie più deboli del pianeta. “Anche in questo caso piove sempre sul bagnato” (n. 170). E ribadisce l’urgenza di arrivare ad una autorità politica mondiale in grado di intervenire sulle scelte che riguardano il bene di tutti e tutelare i più poveri (n. 175). “La grandezza politica –osserva il Papa- si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine” (n. 178). Continua a leggere