Archivio mensile:novembre 2015

Vangelo della domenica (29-11-2015)

LA REDENZIONE E’ VICINA
AVVENTO E GIUBILEO  DELLA MISERICORDIA

Nessun avvento assomiglia all’altro, perché ogni volta questo tempo liturgico assume un volto e un sapore particolare sia per i singoli cristiani che per le comunità.
Ma questo Avvento reca con sé qualcosa di eccezionale. L’8 dicembre si aprirà il Giubileo della Misericordia, “come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti” (Bolla di indizione). Papa Francesco lo afferma con chiarezza: ”abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia”; che è “fonte di gioia, di serenità e di pace”, “condizione della nostra salvezza” (Bolla). In questo nuovo anno liturgico, i cattolici verranno invitati in modo particolare a tenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “volto della misericordia del Padre”, per diventare essi stessi “segni efficaci della misericordia del Padre”.

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Attualità (29-11-2015)

TERRORISMO E “RESILIENZA”

Da un po’ di tempo si va riscoprendo una parola bellissima: “resilienza”. E’ la capacità di far fronte ai traumi in maniera vitale. E’ forza di ricostruirsi, restando sensibili alle cose positive che la vita offre.
In questi giorni, segnati dalla follia omicida di terroristi fanatici, ci vediamo offrire note e parole di resilienza, che sono un vero e proprio inno alla vita. Sono note di resilienza quelle della Marsigliese che uscendo dallo Stade de France, dopo le prime ore di terrore, consumatesi all’esterno, gli spettatori della partita hanno cantato, aggrappandosi l’uno all’altro, per trovare la forza di continuare a vivere. Sono note di resilienza quelle che sono riecheggiate nelle strade e nelle piazze di Parigi e negli stadi, nei teatri e nelle manifestazioni di piazza organizzate, anche a Roma e a Milano, dai Mussulmani italiani. Sono note di resilienza quelle che ha offerto il giovane musicista italo-tedesco Davide Martello, sabato mattina, 14 novembre, nei pressi del Bataclan, dove, poche ore prima, la musica era stata sovrastata e interrotta dal rumore dei kalashnicov e dal boato delle esplosioni che si sono portate via 89 giovani e hanno segnato per sempre centinaia di loro coetanei. Martello trascina con la sua bici una pianola e inizia a suonare “imagine” di John Lennon. Continua a leggere

Vangelo della domenica 22-11-2015)

GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO –
GESU’ SIGNORE FA LIBERI GLI UOMINI

CRISTO REGesù si è presentato come un re, ma il suo regno non è di questo mondo. Comincia a edificarsi quaggiù, ma non fa concorrenza ai regni terrestri. Durante tutta la sua vita pubblica Gesù ha badato con cura estrema che non si potesse dare un’interpretazione politica alla sua missione. A parecchie riprese lo vogliono fare re, ma ogni volta egli si sottrae.
Gesù è re, perché è l’unico mediatore della salvezza. In lui tutte le cose trovano compimento, la loro vera consistenza secondo il disegno creatore di Dio.
La regalità di Cristo è universale e ha un reale potere su tutto e su tutti. Egli ha acquisito questa regalità per mezzo della sua morte sulla croce in remissione di tutti i peccati.

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Attualità (22-11-2015)

PAPA FRANCESCO:CE LA FARA’?

In tanti respiriamo sentimenti di affetto e gioia per le novità che sta portando il pontificato di Francesco alla Chiesa, anche se non sono pochi, dentro e fuori la Chiesa, quelli che lo rimproverano di non dar seguito alle riforme promesse, e anche quelli che lo accusano di portare la Chiesa alla “deriva”.
“Chi sono io per giudicare?”. Questa frase, pronunciata sull’aereo nel viaggio di ritorno dal Brasile, nell’agosto 2013, testimonia il rifiuto del Papa di condannare e di escludere qualsiasi individuo o gruppo dalla comunione con la Chiesa e rappresenta una rottura decisa di una tradizione millenaria, ancora presente oggi, che afferma la supremazia del pontefice sia nell’ordine del potere spirituale, sia in quello temporale. Continua a leggere

Vangelo della domenica (15-11-2015)

IL FIGLIO DELL’UOMO RADUNERA’ I SUOI ELETTI DAI QUATTRO VENTI

XXXIII dom to anno bSiamo quasi alla fine dell’anno liturgico e la parola di Dio ci invita a non dimenticare la nostra condizione di creature e il destino della nostra vita. Il linguaggio è quello apocalittico: il sole che si oscura, la luna che non dà più la sua luce, le stelle che cadono dal cielo, il Figlio dell’uomo che viene sulle nubi. E’ un linguaggio simbolico: nessuno sa come e quando avverrà la fine dei tempi.
E’ bene però ogni tanto ritornare a questo tema, pensare la fine della storia, al termine della nostra vita su questa terra. Sono argomenti che fanno riflettere, anche se spesso si cerca di evitarli.

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attualità (15-11-2015)

DAL CENTRO “TI ASCOLTO”: CASA, CIBO, LAVORO

Il rapporto di Caritas Italiana sulla povertà e l’esclusione sociale per il 2015, parla di “povertà plurali”. Plurali, non solo perché si sono moltiplicate le persone che, purtroppo, le sperimentano nella loro quotidianità, ma anche perché differenti e numerosi sono i percorsi, le modalità e le cause che le contraddistinguono.
Si tratta infatti di un fenomeno complesso, non semplificabile, che rivela la povertà non solo come mancanza di mezzi di sussistenza, ma anche come esclusione sociale, cioè come mancanza di relazioni e mancata partecipazione al godimento di diritti e servizi essenziali alla dignità della persona e delle famiglie. In questo modo si chiamano in causa sia le istituzioni, sia le comunità.
Sono aspetti rilevati anche dai volontari del nostro Centro “Ti Ascolto”. La crisi economica ha fortemente drammatizzato i fenomeni, ma ha anche messo in luce piccoli segni di solidarietà e di condivisione all’interno delle nostre comunità. Sono aumentati i modi di attenzione alle povertà e ai disagi delle persone e delle famiglie, come la riscoperta di forme di prossimità e di aiuto di vicinato, e di collegamento tra fede e condivisione con l’offerta di generi alimentari alle messe della domenica o in occasioni di feste di famiglia come battesimi e matrimoni. Sul piano dei consumi, pur tra mille contraddizioni, si va riscoprendo il valore della sobrietà e dell’essenzialità e l’abbassamento degli sprechi. Continua a leggere

Vangelo della domenica (8-11-2015)

domenica XXXII del tempo ordinario
“GETTO’ TUTTO QUELLO CHE AVEVA, TUTTA LA SUA VITA”

XXXII dom to anno bL’opposizione tra Gesù e gli scribi è radicale. In polemica con loro Gesù dona l’ultimo insegnamento alla folla, Che “lo ascoltava volentieri” (vangelo). Egli mostra l’incoerenza tra ciò che insegnano (amore di Dio e amore del prossimo) e ciò che fanno. Mostra senza mezzi termini come il loro agire sia improntato ad ambizione e vanagloria, a ricerca di prestigio e privilegi, e si consumi in aperte ingiustizie, coperte da finta religiosità. Su di loro ricadrà in modo pesante il giudizio di Dio. Gesù attacca così violentemente le guide di Israele proprio nella loro roccaforte: il tempio.

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Attualità (8-11-2015)

CHIACCHIERE E  PETTEGOLEZZI

“Le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente”. Con queste parole Papa Francesco si rivolgeva alla Curia romana nel dicembre del 2013, pochi mesi dopo la sua elezione. Su questo tema è ritornato diverse altre volte, a significare che il chiacchiericcio è una piaga ricorrente nel mondo ecclesiale, e non solo. Proprio in questi giorni è ritornato di grande attualità.
Nessun ambiente ne è del tutto esente e neppure nessuna persona, religiosa o no. Chiunque deve farci i conti, sia perché si trovi dalla parte del pettegolo che da quella della vittima.
Perché si spettegola? A che cosa serve? Si può smettere? E come?
Il pettegolezzo serve a mantenere la coesione sociale di un gruppo, serve a difendersi da minacce che potrebbero minare il potere e l’immagine di un gruppo di persone. Continua a leggere