Archivio mensile:febbraio 2016

Vangelo della domenica (28-02-2016)

DIO NON CI SALVA  SENZA DI NOI

3a domenica to anno cSiamo chiamati ad entrare nella terra di Dio. La sua parola è oggi chiara: Dio discende a fianco degli uomini, in particolare dei più deboli, degli umiliati dalla vita, si schiera dalla parte degli oppressi, per guidarli oltre la schiavitù, qualunque forma essa possa qui assumere. In questo consiste la sua misericordia verso di noi: ci apre un futuro sempre nuovo, senza fissarci nelle colpe. D’altra parte chiede conversione a lui, ascolto e disponibilità ad imparare da lui: è l’ascolto della parola di Dio che può liberarci. Cogliamo la sua presenza attraverso quello che fa per noi, ma non possiamo sottrarci alla nostra responsabilità, ossia all’invito di dare personalmente risposta.

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Attualità (28-02-2016)

LA MISERICORDIA NEI SALMI

I salmi parlano in molti passi della misericordia di Dio con un meraviglioso linguaggio poetico: “Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti” (Sal 25,10). “Signore, il tuo amore è nel cielo, la tua fedeltà fino alle nubi” (Sal 36,6). “Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore” (Sal 103,8; 145,8). “Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore é tenero verso quelli che lo temono” (Sal 103,13). Come già avviene nei profeti, così anche nei salmi sono costoro quelli che vengono ascoltati, consolati e aiutati da Dio (Sal 9,10.19; 10,14.17; 22,25; 113,4-8 ecc.). Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-02-2016)

 SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA
DIO SI FA “ALLEATO” DELL’UOMO

II DOM DI QUARESIMAL’esperienza della trasfigurazione, che ci è narrata dal vangelo di oggi, ci parla della gloria di Dio che si riflette nella persona di Gesù. Essa ci mostra la centralità di Gesù nella vita cristiana delle comunità e dei singoli credenti, poiché la gloria di Gesù, che è gloria, manifestazione del Padre, fa riflettere i suoi benefici su quanti lo incontrano. Secondo la concezione dell’evangelista Luca, infatti, questa “gloria” che si manifesta sul volto trasfigurato di Gesù illumina il suo essere Figlio, ma allo stesso tempo fa valere la stessa identità sul volto di ogni figlio dell’uomo. Da questa esperienza comprendiamo che cosa significhi per noi essere “a sua immagine e somiglianza”.

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Attualità (21-02-2016)

MISERICORDIA: L’OPZIONE DI DIO PER LA VITA E PER I POVERI.

Il messaggio dell’Antico Testamento sulla misericordia non è soltanto di carattere spirituale, ma è un messaggio di vita e possiede un’essenziale dimensione concreta e sociale. Con il peccato, l’uomo ha meritato la morte, nella sua misericordia, Dio gli concede nuovamente vita e spazio vitale. Dio non è, infatti, un Dio morto, non si compiace della morte del peccatore, ma vuole che si converta e viva. Gesù ha ripreso questo messaggio dall’Antico Testamento, e ha detto che Dio non è un Dio dei morti, ma dei vivi. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-02-2016)

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA- VIVERE LA FEDE

La Quaresima è un tempo privilegiato per sperimentare la misericordia di Dio, per avvertire la sua presenza accogliente nella nostra vita e per un cammino di purificazione interiore, nel distacco dalla idolatria delle cose (questo è il senso del digiuno) e nel riorientare la nostra vita spirituale alla sequela di Gesù (questo è il senso della conversione autentica). Al termine del cammino sta la luce della Pasqua, una luce che può dare forza e coraggio perché la sequela di Gesù non è sempre rose e fiori, ma spesso comporta lotta, diffidenza e persecuzioni.

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Attualità (14-02-2016)

MISERICORDIA, SANTITA’,GIUSTIZIA E FEDELTA’ DI DIO

Nell’antico Testamento è strettissimo il nesso tra misericordia e santità di Dio. In ebraico, il termine che noi traduciamo con “santo” significa separare. La santità di Dio è perciò la sua radicale differenza e la sua superiorità rispetto a tutto l’umano e a tutto il male. La santità di Dio è descritta in modo mirabile in una visione di Isaia, nella quale Dio viene cantato dai serafini come tre volte santo. Tale visione suscita un santo sgomento nel profeta e gli fa prendere coscienza di tutta la sua indegnità: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono, e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito” (Is 6,3-5). Continua a leggere

Vangelo della domenica (7-02-1016)

UNA COMUNITA’ MISSIONARIA

V dom to anno cVocazione profetica e missione sono le parole chiave che riassumono un tratto essenziale dell’esperienza cristiana. Il vangelo oggi proclamato mostra Gesù in un atteggiamento che richiama quello del Risorto: infonde coraggio ai suoi discepoli, li invita a non avere paura, affida loro la missione di diventare “pescatori di uomini”. Il potere che Gesù ha mostrato nell’evento della pesca miracolosa diventerà anche quello di Pietro e della comunità cristiana nel loro futuro ministero missionario: essere testimoni del vangelo nella storia dell’umanità. Chi accoglie la chiamata è consapevole di essere depositario di una missione, nonostante le sue debolezze: continuare l’opera di evangelizzazione da lui iniziata. Il sentimento della riconoscenza contraddistingue la risposta accogliente a tale chiamata.

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Attualità (7-02-2016)

LA MISERICORDIA COME
CARATTERISTICA PECULIARE DI DIO

L’apice della rivelazione della misericordia di Dio nell’antico Testamento si trova nel profeta Osea. Egli è, con Amos, il primo profeta della Scrittura e visse e operò in una situazione drammatica, alla fine del regno del nord e fino alla sua scomparsa (722 a.C.). Alla drammaticità della situazione corrisponde la drammaticità del suo messaggio. Il popolo ha infranto l’alleanza, è diventato una prostituta disonorata: perciò anche Dio ha rotto con il suo popolo e ha deciso di non mostrare al popolo infedele alcuna misericordia (Os 1,9). Continua a leggere

Vangelo della domenica (31-01-2016)

IV domenica del t.o. anno c  – UNA COMUNITA’ DI PROFETI

IV domenica toIl ministero profetico viene prospettato da Dio a Geremia come una guerra da combattere. Il profeta, però, riceve anche la promessa che Dio sarà con lui. La sua non sarà una battaglia solitaria, Dio lotterà con lui per riportare il suo popolo alla fedeltà (prima lettura). Anche la parola profetica di Gesù nella sinagoga di Nazaret, incontra l’ostilità e la diffidenza dei suoi concittadini (vangelo).
La comunità cristiana, nel suo porsi profeticamente in alternativa al mondo e alle sue logiche, non può attendersi un trattamento differente. Proprio qui si dimostra la sua qualità profetica nel testimoniare la sua “diversità”, che non consiste nel rivendicare privilegi o potere, ma nel rendere testimonianza alla presenza e al primato di Dio rispetto ad ogni idolo prodotto dalla cupidigia umana.

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Attualità (31-01-2016)

LA RIVELAZIONE DEL NOME DI DIO
COME RIVELAZIONE DELLA SUA MISERICORDIA

Nell’antico Testamento la rivelazione della misericordia di Dio è strettamente legata alla rivelazione di Dio in occasione dell’esodo e della liberazione di Israele dall’Egitto, e con la sua
rivelazione al Sinai (o Oreb). L’evento si verifica in una situazione difficile, anzi disperata, del popolo di Israele. Il popolo è oppresso e costretto a svolgere il duro lavoro degli schiavi; Mosè deve fuggire dalla polizia egiziana, che gli dà la caccia. Nel roveto ardente, sul monte Oreb, Dio gli si rivela come il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, riallacciandosi, quindi, all’inizio della storia della salvezza, cominciata con Abramo. Dio si rivela come un Dio che chiama e conduce fuori. Egli è un Dio della storia. Dio vede la miseria del suo popolo e ode il suo grido: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto” (Es 3,7s). Dio è un Dio che si prende cura della miseria degli uomini, che parla, che agisce e interviene, che libera e redime. La formula “Yawè che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto” diventa l’affermazione fondamentale dell’Antico Testamento. Continua a leggere