Archivio mensile:aprile 2016

Vangelo della domenica (24-04-2016)

Va DOMENICA DI PASQUA – LA NUOVA GERUSALEMME

V dom di pasqua anno cCieli nuovi e terra nuova sono l’aspirazione di tutti coloro che sono impegnati in un superamento dell’attuale ordinamento sociale, così pieno di ingiustizie e sfruttamenti. “Ecco io faccio nuove tutte le cose”: è la grande speranza cristiana: un mondo nuovo.
Ma non è l’uomo nel suo sforzo solitario a costruire questo mondo nuovo. E’ l’uomo insieme con Dio. Centro propulsore di questo cambiamento non sono la lotta e la violenza, ma l’amore.. Il Signore Gesù ha lasciato ai suoi il “comandamento nuovo”, che si ricapitola nell’amore vicendevole, manifestazione dell’amore divino che circola nella Trinità (vangelo). Continua a leggere

Attualità (24-04-2016)

LA MISERICORDIA E LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA

Non basta che la chiesa parli di misericordia, bisogna fare la verità (Gv 3,21). Soprattutto oggi che la chiesa è giudicata più in base alle sue azioni che alle sue parole. Il suo messaggio deve far sentire i suoi effetti sulla passi concreta e promuovere una cultura della misericordia in tutta la vita. Ce ne ha dato un chiaro esempio Papa Francesco anche in questi giorni, Ha visitato a Lesbo i migranti in attesa di una decisione su di loro e portato a Roma tre famiglie siriane accolte dalla S. Sede.
Fin dagli inizi, la prassi caritativa delle prime comunità cristiane si distinse per il fatto che non affidò tale prassi alla religiosità privata, ma la praticò come comunità in forma istituzionalizzata. Continua a leggere

Vangelo della domenica (17-04-2016)

IV DOMENICA DI PASQUA –  GESU’ BUON “PASTORE”

IV DOMENICA DI PASQUA ANNO CNel clima di anonimato e di massificazione tipico della nostra cultura, e spesso di disprezzo nei confronti della persona e della sua dignità, l’immagina di Gesù “pastore” capovolge queste logiche e mostra la possibilità di rapporti personali accoglienti e valorizzanti, soprattutto nei confronti dei più deboli. Il suo amore ci coglie nella nostra identità, egli ci “conosce” e in lui noi “riconosciamo” colui che ci salva. Attraverso di lui ci sentiamo nelle mani buone di un Padre che nutre interesse per la nostra umana avventura.

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Attualità (17-04-2016)

L’ANNUNCIO DELLA  MISERICORDIA DI DIO

La comunità cristiana, che rende testimonianza della misericordia di Dio, non predica solo la verità più profonda a proposito di Dio, ma predica anche la verità più profonda a proposito dell’uomo. La verità su Dio è infatti che Dio è amore, che dona se stesso e che è sempre pronto a perdonare (1Gv 3,8.16). La verità sull’uomo è che Dio ci ha meravigliosamente creati nel suo amore, non ci ha abbandonati nemmeno quando ci siamo allontanati da lui e anzi ha di nuovo ristabilito misericordiosamente in modo mirabile noi e la nostra dignità. Egli è disceso nei bassifondi in cui eravamo finiti per ricondurci a lui e attrarci vicino al suo cuore. Là possiamo trovare definitivamente riposo e pace. Dice S. Agostino nelle sue Confessioni: Ci hai creati per te e il cuor nostro è inquieto finchè non riposa in te”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (10-04-2016)

SALVATI PER ANNUNCIARE LA GLORIA DEL RISORTO

III dom di pasqua anno cLa Pasqua continua nella vita della chiesa: passione e risurrezione sono costantemente presenti nella sua vita guidata dallo Spirito.
Il senso pasquale della lode liturgica, il riconoscimento che la salvezza viene da Dio e da Colui che è stato crocifisso e risuscitato, devono trasparire anche dalla vita del cristiano e della comunità.
All’accusa e alla proibizione di insegnare “nel nome” di Gesù, Pietro, a nome di tutti, parla con franchezza e con forza, come testimone della risurrezione: E’ una testimonianza di parole e di fatti, perché dopo essere stati frustati, se ne vanno “lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù” (prima lettura).

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attualità (10-04-2016)

PREDICARE  LA MISERICORDIA DI DIO

Il primo compito della chiesa è quello di predicare il messaggio della misericordia. Specie nella situazione odierna, nella quale vivono come se Dio non esistesse, esso non può essere messo in secondo piano. Deve penetrare nel cuore del messaggio del vangelo e mettere il messaggio di Dio misericordioso al centro. La chiesa non deve predicare un Dio pallido, vagp, genericamente generoso e filosoficamente astratto, né parlare in termini puerili e banali del “buon Dio” o incutere timore con l’immagine di Dio che giudica e condanna, ma deve lodarlo con i salmi per la sua misericordia che mai si esaurisce e presentarlo come “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Cor 1,3), “ricco di misericordia” ( Ef 2,4). Deve raccontare la storia del Dio misericordioso con gli uomini così come è testimoniata nell’Antico e nel Nuovo Testamento, spiegare questa storia così come ha fatto Gesù nelle sue parabole e rendere testimonianza a Dio che ha rivelato definitivamente la propria misericordia nella morte e risurrezione di Gesù. Continua a leggere

Vangelo della domenica (3-04-2016)

II DOMENICA DI PASQUA MISERICORDIA E PERDONO

Misericordia e perdono: questi sono i poteri del Risorto, che egli trasmette alla sua comunità. L’uomoII dom di pasqua anno c “pasquale” è l’uomo rinnovato dalla energia vitale che sprigiona dalla risurrezione di Gesù e che accetta di collaborare per diffondere qui il suo regno. Gesù vuole una chiesa che sia segno della sua presenza anche nel mondo d’oggi, che contro ogni forma di violenza e di disgregazione testimoni la comunione. La libertà pasquale non può rimanere solo interiore: se è libertà vera, deve investire tutta la persona e diffondersi attorno nel creare una comunità autenticamente umanizzata e accogliente di tutti.
L’apparizione di Gesù ai discepoli e a Tommaso diventa, nel vangelo, modello di un aprirsi ad una visione della vita dal respiro e dagli orizzonti più vasti: Colui che è uscito dall’angustia della morte può ora attraversare tutte le situazioni della vita e porsi al centro di ogni comunità come punto di riferimento per chi si sente chiuso o braccato dal mondo.

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Attualità (3-04-2016)

LA CHIESA E LA MISERICORDIA

“Siate misericordiosi come il Padre vostro”. Questo comandamento non vale solo per il singolo cristiano, ma anche per tutta la chiesa, che è corpo di Cristo; per la chiesa universale e per le comunità locali (diocesi e parrocchie). La chiesa non è una specie di agenzia sociale e caritativa, “non è una onlus”, direbbe Papa Francesco; è, nella sua qualità di corpo di Cristo, sacramento della permanente presenza efficace di Cristo nel mondo, ed è, come tale, sacramento della misericordia. Perciò nei suoi membri e nelle persone bisognose di aiuto la chiesa incontra lo stesso Cristo. La chiesa deve rendere presente nella storia e nella vita del singolo cristiano il vangelo della misericordia, che Gesù Cristo personalmente è, mediante la parola, il sacramento e mediante tutta la propria vita. Anch’essa è oggetto della misericordia di Dio. La chiesa è, come corpo di Cristo, salvata da Gesù, però racchiude nel suo seno anche peccatori e deve perciò essere continuamente purificata per essere pura e santa (Ef 5,23,26) La chiesa deve perciò domandarsi di continuo in modo autocritico se corrisponde effettivamente a ciò che è e deve essere: una chiesa senza carità e senza misericordia non sarebbe più la chiesa di Cristo. Continua a leggere