Archivio mensile:febbraio 2017

Vangelo della domenica (26-02-2017)

XXVIII domenica del t.o. anno a – SERVIRE DIO O IL DENARO?

La metafora del “servire a due padroni”, che per il vangelo di oggi è presentato come qualcosa di impossibile, rappresenta un invito a riflettere su chi o su che cosa noi poniamo la nostra fiducia.
Il termine aramaico “mammona” deriva dalla stessa radice della parola “amen”, con la quale ancora oggi esprimiamo, nella preghiera, la nostra adesione e fiducia in Dio.
Dunque di chi ci fidiamo? A chi ci affidiamo? E’ qui in gioco la nostra libertà interiore. Per un discepolo di Cristo il primato di Dio nella vita è l’essenza della fede, esprime la scelta di riconoscere la sua signoria e crea le condizioni per un agire capace di trasformare se stessi e la società nella direzione indicata da Gesù. Continua a leggere

Attualità (26-02-2017)

LA PARROCCHIA ESPERIENZA DI COMUNITA’ (prima parte)

Pubblichiamo di seguito la prima parte dello schema di lavoro dato dall’Arcivescovo a tutte le comunità.
Come specificato dal vescovo è chiesto a ciascun cristiano di leggere e di rispondere per scritto alle schede. Una sintesi, meglio se per gruppi, dovrà essere presentata in parrocchia entro la Pasqua . E’ un impegno gravoso di cui ringraziamo il Vescovo, perché ci permette di discutere della nostra chiesa mettendoci soprattutto in ascolto dello Spirito Santo. Continua a leggere

Vangelo della domenica (19-02-2017)

VII Domenica del tempo ordinario anno a – AMARE SENZA CONFINI

Non rispondere al male col male, mostrare con la propria vita l’alternativa possibile del bene, amare persino colui che si dichiara nemico… il programma di vita indicato da Gesù rappresenta una società chiaramente in contrasto con l’esistente. Eppure, quanti cristiani veri hanno fatto di questa proposta la norma della loro vita! Ovviamente non è facile, perché richiede quella conversione dall’esteriorità all’interiorità nelle convinzioni e nelle scelte. La storia della chiesa non manca in questo di figure esemplari: gente che per amore di Gesù ha perdonato nemici, genitori che per fedeltà a Gesù sono stati capaci di andare oltre pesanti offese da parte dei figli, persone che hanno saputo dimenticare calunnie e diffamazioni nei loro confronti, operai che si sono mostrati solidali verso compagni di lavoro di avversa ideologia… Gesù sollecita i discepoli a non costruire muri, ma ad abbattere barriere e a superare i confini che possono dividere.

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attualità (19-02-2017)

I BUONI CAMBIANO IL MONDO

Capita ad ognuno di sentirsi oggetto di calunnie, di violenza, di maldicenze… Il cristiano affronta tutte queste situazioni con bontà. Oggi la bontà viene scambiata spesso col buonismo. Se sei buono non vali molto, se non ti imponi sei uno che non ha idee e non sa farsi valere. La bontà non è buonismo, ma lo strumento umile per incontrare, entrare in relazione e dialogare con l’altro, con chi considero diverso da me, con chi mi fa paura, con chi considero avversario o nemico. La bontà è la filosofia di vita del cristiano, è l’unica via per costruire la pace: “Beati i costruttori di pace…”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (12-02-2017)

VI Domenica del tempo ordinario anno a – LA LEGGE E IL VANGELO

Gesù è punto discriminante tra antico e nuovo, in ogni ambito di vita. Riflettendo sul senso della legge antica, egli propone ai suoi discepoli un “di più” che deve caratterizzarli, un di più che riguarda il cuore delle persone, e che si fa concreto nei vissuti quotidiani, nella capacità di costruire fraternità, nell’amore tra uomo e donna, nell’uso sincero delle proprie parole e in tanti altri campi. La legge può rimanere qualcosa di imposto dall’esterno, e in quanto tale non trasforma l’intimo dell’essere umano. Il nuovo a cui Gesù richiama si pone oltre l’esteriorità e tocca l’essere più profondo di ognuno: non l’apparire, ma l’essere diventa importante. Non l’esteriorità delle azioni, ma il cuore dell’uomo davanti a Dio determina l’autenticità della fede cristiana.

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Attualità (12-02-2017)

GESU’ GUARISCE LE RELAZIONI UMANE

Ansia, angoscia, depressione sono le malattie del nostro tempo. Spesso esse dipendono da relazioni frustranti con noi stessi e con gli altri. Gesù ci invita a rivolgere lo sguardo dentro di noi. Egli non viene per criticare o sostituire la legge dei Padri, ma per completarla superando gli atteggiamenti formali e convenzionali di scribi e farisei. La sua attenzione non si rivolge soltanto ai fatti, ai comportamenti e agli atteggiamenti esteriori sanzionabili dalla legge, ma in particolare alla nostra disposizione interiore, alla nostra intenzione, che nessuna legge può punire. Continua a leggere

Vangelo della domenica (5-02- 2017)

V Domenica del tempo ordinario –  IL SALE DELLA TERRA E
LA LUCE DEL MONDO

“Vedano le vostre opere buone”. Le comunità cristiane devono interrogarsi seriamente di fronte a questo invito, poiché la cultura diffusa oggi è quella di una società retorica, ipocrita, che punta molto sull’apparire, ma senza contenuto. In questa mentalità anche i cristiani rischiano di nascondere il loro essere di Cristo (e la luce di Cristo!) dietro schermi ipocriti: ad esempio, le molte parole sulla solidarietà e l’accoglienza in certe situazioni cariche di emotività cedono molto presto il passo al disinteresse e alla politica del lavarsene le mani. Le stesse istituzioni ecclesiali e i mezzi di comunicazione sono carichi di retorica vuota, ma molto refrattari alla vera testimonianza. Di fronte alla nostra cultura della superficiale apparenza rimane più che attuale l’interrogativo: la luce di Cristo illumina ancora, attraverso i suoi discepoli, questo mondo in decadenza?

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Attualità (5-02-2017)

QUANDO COMINCIA LA MESSA?

Guardando ai modi e ai tempi con cui i fedeli entrano in chiesa le risposte sembrano poter essere diverse. La più curiosa è quella che dice che” finché le candele fumano si è sempre in tempo” perché la messa sia valida. Evidentemente questa risposta fa riferimento al precetto che prescrive di ”andare alla messa la domenica e le altre feste comandate”. Qualcuno risponde che la messa ha inizio quando con il celebrante facciamo il segno della croce. Questa risposta era esatta secondo il rito preconciliare. Oggi le norme del Messale Romano recitano così: “Quando il popolo è radunato, mentre il sacerdote fa il suo ingresso con il diacono e i ministri, si inizia il canto di ingresso. La funzione propria di questo canto è quella di dare inizio alla celebrazione”. Continua a leggere