Archivio mensile:giugno 2017

Vangelo della domenica (25-06-2017)

Domenica XII del t.o. anno a – IL SIGNORE E’ FORZA E SALVEZZA

La figura del “servo sofferente” è immagine di Gesù e dei suoi discepoli nei rapporti con un mondo ostile alla loro persona e alla loro testimonianza. Il motivo che spiega il dramma del rifiuto e della “p0ersecuzione” è identificato dal libro della Sapienza in questi termini: il “giusto” è per l’empio “insopportabile solo al vederlo”, è di imbarazzo in quanto testimone del Dio vivente che si preferisce non ascoltare. Tuttavia, per il giusto di ogni tempo la sofferenza sopportata a motivo della sua fede non è l’ultima parola, la risurrezione di Cristo manifesta che Dio è forza e salvezza di chi a lui si affida.

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Attualità (25-06-2017)

LA CONFESSIONE: RACCONTARE TUTTO? (3)

“Perché raccontare tutto” dice qualcuno, “Non basta dire: Ho sbagliato?”. Quello che pesa è raccontare le nostre mancanze. Non è difficile capire il perché: il racconto delle nostre debolezze ci espone ad un’altra persona in tutta fragilità; e questo non ci piace; quest’altra persona non è uno sconosciuto, ma il prete che incontriamo normalmente nella comunità; tanto è vero che molti cercano di confessarsi lontano dalla propria parrocchia, proprio perché non conoscono e non sono conosciuti; ma l’elemento più problematico in tutto questo è il fatto che raccontare le proprie debolezze le rende più evidenti anche a se stessi; e, questo, in genere, non ci piace. Continua a leggere

Vangelo della domenica (18-06-2017)

SS. Corpo e Sangue del Signore – MEMORIALE  DELLA SUA PASQUA

Possiamo incontrare Gesù attraverso la “memoria sacramentale” del dono che egli ci ha fatto della sua vita. L’eucaristia non è un nuovo sacrificio, ad opera dell’uomo, ma la continua presenza, mediante i segni sacramentali, della sua offerta, della sua parola e della sua vita data per noi. Questo “mistero” della sua presenza costruisce ogni giorno la chiesa, fa diventare la comunità dei credenti il “corpo di Cristo” attraverso la “partecipazione attiva” al dono che egli continua a fare di sé.
Per mezzo della memoria eucaristica continuiamo a vivere nel nostro tempo la presenza salvante di Gesù Cristo.

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Attualità (18-06-2017)

PERCHE’ CONFESSARSI  DA UN PRETE? (2)

Non si fa molta fatica a comprendere l’importanza del perdono. Ma rimane la domanda: perché devo chiedere perdono a un prete? E’ una domanda importante, perché ci permette di comprendere meglio il senso e il ruolo del prete nella comunità dei cristiani.
I preti sono, infatti, attraverso il ministero loro affidato in comunione con i vescovi, successori degli apostoli, e agli apostoli Gesù aveva affidato il compito di “perdonare i peccati” in suo nome. Continua a leggere

Vangelo della domenica (11-06-2017)

Domenica della SS.ma Trinità – DIO E’ COMUNIONE

Comunione è Dio stesso come si rivela e si comunica all’uomo, è il suo progetto sull’uomo e sull’intero creato, è il frutto dell’alleanza data come dono e guida. Questo processo di rivelazione e di autocomunicazione trova il vertice nella persona di Gesù Cristo: egli si manifesta come Figlio amato, che mostra all’uomo il volto del Padre e guida e illumina la comunità umana attraverso il suo Spirito. Per il credente celebrare la festa della Trinità significa proclamare l’amore di Dio anche come anima, modello e forza trasformante delle relazioni umane.

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Attualità (11-06-2017)

PERCHE’ CONFESSARSI?

La confessione è uno dei sacramenti poco amati, perché poco compreso. Ci si domanda: “Perché devo dire le mie cose a un prete?”
In passato questa domanda non aveva senso, perchè nel prete veniva riconosciuta la persona di ministro di Dio e della Chiesa; oggi questo riconoscimento è un po’ in crisi e molti preferiscono pensare che tra loro e Dio non ci sia bisogno di intermediari: “Io confesso i miei peccati direttamente a Dio, perché solo Dio mi può perdonare”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (4-06-2017)

Domenica di Pentecoste – RICEVETE LO SPIRITO SANTO

Il dono dello Spirito è considerato da Luca l’evento fondatore della chiesa cristiana: lo Spirito donato è l’origine della fede: La narrazione dell’evento di Pentecoste da parte di luca rimanda infatti al dono dell’alleanza, con cui Dio ha dato origine ad un popolo, col quale si è vincolato per un disegno di comunione destinato a tutta l’umanità. La “nuova alleanza” in Gesù, dunque, continua il progetto legato alla prima alleanza, assicura una presenza capace di trasformare il cuore degli esseri umani, chiama continuamente ad una conversione della vita perché il mondo diventi una casa accogliente, dove tutti si comprendono al di là delle differenze e dei limiti che contrassegnano la storia umana.

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Attualità (4-06-2017)

LO SPIRITO NELLA COMUNITA’ CRISTIANA

Il cuore del racconto della pentecoste è quel linguaggio capace di essere comunicativo per tutti: fascino. mistero, prodigio. Il linguaggio, però, non è solo grammatica. La vita degli apostoli affascina perché è credibile, coerente, l’annuncio coniugato in verbi e sostantivi si incarna nei fatti.
E la comunità cristiana ha credibilità e possibilità di annuncio proprio perché lo Spirito la rende viva e vivificante, e la aiuta a tradurre le parole in gesti autentici. Non va però dimenticato che lo Spirito è forza: vento o fuoco. Ma è forza. Al di là anche delle simbologie.
Per cui quando la comunità cristiana si spegne, o si disorienta, ecco che il soffio dello Spirito accende i santi, quelli che senza creare partiti di opposizione, da dentro, perché amano la chiesa, e la contestano proprio perché le amano, la rinnovano e la rendono giovane.
Il 2 giugno si celebrerà a Bozzano il dono della confermazione a un gruppo di adolescenti. E’ il segno di una chiesa e di una comunità che non si stanca di rinnovarsi, e di questa giovinezza tutti sono chiamati ad aver cura. Continua a leggere