Archivio mensile:settembre 2017

Vangelo della domenica (1-10-2017)

domeniva XXVI del t.o. anno a – CHI SI CONVERTE VIVRA’

Il tema della Parola di questa domenica può essere individuato nel fatto che agli occhi di Dio nessuno è emarginato: la parabola dei due figli, che assumono comportamenti diversi nei confronti del Padre, sembra giustificare l’orientamento che Gesù ha seguito nella sua vita nei riguardi dei socialmente disprezzati. A coloro che si scandalizzano per la sua predilezione per i peccatori egli ribadisce che questi sono i prediletti del Padre, più che i benpensanti convinti di essere nel giusto: Il sentimento di autosufficienza è, anche nella nostra cultura, quello che più tiene lontani dalla fede, e più chiude gli animi nel proprio egoismo. Perciò la Parola invita alla conversione, per dare nuovo orientamento alla vita.

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Attualità (1-10-2017)

LA SPERANZA DI UN MONDO MIGLIORE

La speranza è una cosa seria, perché suscita la nostra libertà. C’è il rischio che si dica di no alla speranza, condannando la persona alla rassegnazione e al fallimento. E’ seria perché quando l’essere umano ha sperimentato la chiusura e il fallimento, è necessario che incontri qualcuno o si trovi a vivere un’esperienza che lo libera dalla chiusura e dalla sfiducia, e gli restituisca la possibilità di dire sì alla vita e all’amore.
Ma non si può partecipare al nuovo se non si è nuovi. Il mondo nuovo è per quelli che sono pronti ad essere uomini e donne nuovi. Si illude, allora, chi pensa di rinnovarsi unicamente con un rito, chi pensa che basti l’appartenenza ad una religione, ad una tradizione, ad una cultura, ad un paese, ad una famiglia. Continua a leggere

Vangelo della domenica (24-09-2017)

XXV domenica t.o. anno a -IO SONO LA SALVEZZA DEL MIO POPOLO

La giustizia di Dio e la giustizia degli uomini non coincidono: il comportamento misericordioso di Dio può diventare un modello, ma risulta spesso difficile per noi e richiede un continuo lavoro su noi stessi per lasciare i nostri criteri e i nostri valori, e porsi nell’ottica della giustizia di Dio. Il primato della bontà di Dio non contrasta necessariamente con l’esigenza umana di giustizia, ma va oltre e offre la sua “alleanza” non come un contratto basato sul principio del “do ut des” (ti do se mi dai), ma piuttosto sulla gratuità dell’amore.

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attualità (24-09-2017)

NUOVE RELAZIONI NELLACHIESA

Il problema della comunicazione della fede ai non credenti oggi non riguarda più solo uomini e popoli non ancora raggiunti dalla predicazione cristiana: anche dentro la comunità cristiana, della quale nessun battezzato può essere ritenuto estraneo, fino a che non sia egli stesso a chiedere di essere considerato tale, ci sono persone incerte nella loro adesione alla fede e altre che di fatto hanno abbandonato nella loro pratica di vita ogni riferimento alla fede e alla chiesa. Continua a leggere

Vangelo della domenica (17-09-2017)

domenica XXIV del t.o. anno a – SPEZZARE  LA CATENA DELL’ODIO

Il dono della riconciliazione, attraverso il perdono chiesto e donato, viene da Dio e i cristiani possono essere nel mondo il segno visibile di tale possibilità di spezzare la catena dell’odio nei rapporti umani. Questa visione non è un sogno, ma richiede una seria consapevolezza: ossia, che la pace vera non può nascere da un pacifismo ideologico, per quante bandiere dispieghi nelle sue manifestazioni di piazza, ma può essere promossa e realizzata da autentici costruttori di pace, capaci di incontro, di accoglienza e di condivisione.

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Attualità (17-09-2017)

SEGNI DEI TEMPI

“Nessuna ambizione terrena spinge la Chiesa; essa mira a questo solo: a continuare, sotto la guida dello Spirito paraclito, l’opera stessa di Cristo, il quale è venuto nel mondo a rendere testimonianza della verità, a salvare e non a condannare, a servire e non a essere servito” (Gaudium et Spes 3). Il Concilio afferma il “dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo”: Si tratta di “discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (10-09-2017)

XXIII domenica del t.o. anno a – COMPIMENTO DELLA LEGGE                                                                                     E’ L’AMORE

L’invito evangelico alla correzione fraterna presuppone che nella comunità le relazioni siano davvero fraterne: se tra i membri manca un rapporto personale, un rapporto che renda ognuno responsabile dei fratelli, viene meno un supporto fondamentale per l’intervento suggerito dal vangelo. Il fondamento dunque di questa pratica non può essere una legge, ma soltanto l’amore. Da questo sentimento creativo può allora scaturire la consapevolezza che l’altro non è un estraneo, così come la coscienza che ogni peccato lede la comunità. Riconciliarsi con l’altro è ristabilire la comunione, percorso nel quale può trovare il posto giusto e i gesti giusti anche la correzione fraterna.

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Attualità (10-09-2017)

IL POPOLO DI DIO E’ SOGGETTO DELL’EVANGELIZZAZIONE

L’atto di comunicare agli uomini la notizia su Gesù “vangelo) rendendo gli altri partecipi della propria esperienza di fede, prolunga nel tempo la stessa esistenza della chiesa: senza l’atto della comunicazione della fede da un soggetto a un altro la chiesa semplicemente cesserebbe di esistere.
Una delle prese di posizione più importanti del Concilio è stata la definizione del popolo di Dio come soggetto responsabile della evangelizzazione. Essa ha significato il superamento della diffusa visione del clero come unico soggetto della missione, di cui i fedeli sarebbero semplicemente i destinatari. “A ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di disseminare, per quanto gli è possibile, la fede”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (3-09-2017)

Domenica XXII t.o. anno a – VENIRE DIETRO A TE

Seguire Gesù comporta la legge della Pasqua, legge di morte e risurrezione. Per far questo è necessario fidarsi di lui. Mettere i nostri piedi sulle sue orme senza pretendere di capire sempre dove porta la strada che egli percorre. Spesso questa scelta chiederà di non conformarsi alla logica di questo mondo, potrà esigere di lasciare il modo di ragionare “secondo gli uomini” per imparare a ragionare “secondo Dio”. Occorre cercare dentro le nostre giornate le occasioni che non fanno vincere noi, ma fanno vincere l’amore.

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Attualità (3-09-2017)

PARROCCHIA, GRUPPI,  AGGREGAZIONI, CONFRATERNITE

La parrocchia è cellula base dell’articolazione della chiesa nel territorio. Le associazioni che in essa si inseriscono sono aiutati ad incarnare il loro carisma (la loro specificità) in mezzo al popolo di Dio, in sinergia con altri carismi ed esperienze.
Ultimamente a questo rapporto tra parrocchia e associazioni, con le “unità pastorali”, si aggiunge anche quello tra le parrocchie che, in precedenza, erano autonome, intorno alla propria chiesa, al proprio campanile e al proprio parroco, ed ora sono chiamate ad unirsi e a collaborare. La parrocchia viene così ad essere una “comunità di comunità”, una realtà comunitaria posta tra le case degli uomini che aggrega persone e comunità diverse intorno alla Parola, alla mensa eucaristica, al servizio della carità fraterna. Continua a leggere