Archivio mensile:gennaio 2018

Vangelo della domenica (21-01-2018)

III domenica del t.o. anno b  – CONCEDICI LO SPIRITO DI SAPIENZA

L’esperienza che l’uomo fa del tempo ha diversi aspetti: da una parte ha a che fare ogni giorno con il tempo della natura, a volte buono e a volte cattivo, un tempo che egli non può dominare; dall’altra sperimenta il successo degli avvenimenti nei quali ha spesso parte di responsabilità. Qui egli avverte il bisogno di discernimento e sa che molto dipende dalla saggezza delle sue scelte. Nella Bibbia il tempo vissuto è ritmato dagli interventi di Dio, tanto che il credente sente la storia come una storia di salvezza. Perciò il credente invoca da Dio la sapienza. E nel nostro tempo sperimentiamo quanto bisogno di sapienza segni la nostra quotidianità.

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Attualità (21-01-2018)

FEDE: DECISIONE SENZA TENTENNAMENTI

La maggior parte delle persone adulte sono cresciute in un ambiente che le ha educate ad una vita cristiana quasi naturale: tutti venivano battezzati da bambini, ricevevano la comunione e la cresima dopo aver frequentato il catechismo, andavano alla messa la domenica e le altre feste comandate, tutti facevano riferimento al parroco e alla parrocchia e molti davano anche una mano alle varie attività. Se avessimo domandato a qualcuno da quando era divenuto credente e quale evento avesse determinato la sua fede, non avrebbe saputo rispondere, e avrebbe detto che era stato credente fin dalla nascita ed era cresciuto nell’esperienza della fede. Spesso questo modello di fede accompagnava il fedele fino al termine del suo cammino in terra, e non si cercavano, né si sentiva l’esigenza di modelli di fede differenti. Anzi, la fedeltà era proprio intesa come impegno a ripetere questi atti e a trasmetterli alle nuove generazioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-01-2018)

II domenica t.o. anno b – TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA

Nella prospettiva cristiana la vita è intesa come vocazione, come chiamata a realizzare noi stessi attraverso la relazione con Dio, a realizzare quel progetto che Dio ha su di noi: ai suoi occhi siamo unici, ma egli ci conduce alla pienezza del nostro essere non senza la nostra collaborazione. Per questo diventa importante l’ascolto della sua Parola. E la parola di Dio si è fatta carne nella persona di Gesù, che diventa dunque per noi la via per scoprire la nostra personale vocazione e anche per rispondere in maniera positiva: attraverso di lui, come fondamento e guida, possiamo sperare nella piena riuscita della nostra vita. Continua a leggere

Attulaità (14-01-2018)

GIORNATA DEI MIGRANTI

Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Migrazioni, come quello per la Giornata della pace, è incentrato su quattro verbi che mettono al primo posto la dignità della persona: accogliere, proteggere, promuovere, integrare.
Il papa invita a leggere questo fenomeno, che ormai non è più un’emergenza, ma un fatto strutturale, sotto la guida dello Spirito, nell’ottica dei “segni dei tempi”.
La mobilità umana è motivata da molte ragioni quali: la fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dal mancato rispetto dei diritti fondamentali delle persone e dei popoli dalla ricerca di sopravvivenza contro la carestia, la siccità, la desertificazione. Tutte queste situazioni rivelano la necessità che tutti i popoli e tutti coloro che li governano collaborino alla costruzione di un mondo in pace. Continua a leggere

Vangelo della domenica (7-01-2018)

Battesimo del Signore – QUESTI E’ IL FIGLIO MIO PREDILETTO

Gesù viene proclamato “Figlio prediletto” e in questa “rivelazione” si manifesta anche il senso del nostro personale battesimo. Siamo stati resi figli nel figlio, figli amati di un amore irreversibile e unico. Nella consapevolezza di noi cristiani d’oggi è paradossale proprio il fatto di non avvertire la grandezza e le esigenze della scelta battesimale, di non riuscire a riscoprire la centralità di questo momento decisivo per la nostra esistenza. Abbiamo bisogno urgente di una nuova presa di coscienza, abbiamo bisogno di ripercorrere vie comunitarie e personali che ci portino all’esperienza di vivere il proprio battesimo” nella quotidianità. Continua a leggere

Attualità (7-01-2018)

LA VERA CARITA’

Queste riflessioni settimanali vogliono essere una lettura di ciò che accade nella nostra società e nelle nostre comunità, delle virtù donate dal Signore, ma anche delle debolezze che, a volte, le pongono in contraddizione con il vangelo. Sicuramente le nostre comunità cristiane sono una presenza viva, ricca di doni e tutt’altro che marginali nella società, anche se in evidente minoranza, non solo numerica, ma anche culturale. L’elemento maggiormente attestato è la testimonianza della carità. Spesso questo elemento è anche quello più contestato da ideologie esterne.
C’è stata, negli anni dopo il Concilio, una costante attenzione ai deboli e ai poveri: i fedeli, attraverso il volontariato e la disponibilità di doni, hanno reso possibile una organizzazione della carità veramente efficace, capace di raggiungere, in modo capillare, le realtà della sofferenza e del bisogno. La Caritas, diocesana e parrocchiale, i Centri di ascolto, le iniziative di accoglienza di poveri e di immigrati, e non solo, conferiscono alle comunità cristiane un volto caritatevole, attento prioritariamente ai poveri. Continua a leggere

Vangelo della domenica (31-12-2017)

Santa Famiglia FAMIGLIA, PICCOLA CHIESA

La famiglia appare nella Scrittura come il luogo della benedizione di Dio: pace e concordia, solidarietà e reciprocità d’aiuto, apertura al futuro attraverso la generazione dei figli ne sono le caratteristiche che la rendono immagine della relazione di alleanza di Dio con il suo popolo. Oggi la crisi della famiglia crea difficoltà a percepire questo messaggio. E tuttavia la comunità cristiana non può rinunciare a comprendersi come “famiglia di Dio” e a modellare anche le relazioni intra familiari sui valori che vengono proposti dalla parola di Dio e dall’esempio che veine dalla famiglia di Nazaret.
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attualità (31-12-2017)

PREGARE E ASCOLTARE PER TESTIMONIARE ED AGIRE

La Bibbia dice che, nella preghiera, la cosa più importante è ascoltare. Non siamo noi i protagonisti della preghiera, ma Dio, che è Parola rivolta a noi, che manifesta il suo amore per noi: Dio è Parola. L’essere umano è ascolto. Ecco perché il grande comandamento di Dio ai credenti è “ascolta, Israele!” (Deut 6,4). E il credente è colui che ha ascoltato: “la fede nasce dall’ascolto” (Rm 10,17).
La preghiera ci porta a scoprire la nostra verità più profonda: Dio è in noi, non come frutto della nostra ricerca o risultato del nostro desiderio, ma come dono che Egli fa di sè attraverso la sua Parola. Continua a leggere