Archivio mensile:marzo 2018

Domenica delle Palme – BENEDETTO COLUI CHE VIENE
NEL NOME DEL SIGNORE

La liturgia di oggi apre la settimana santa ponendo al centro della vita delle nostre comunità la croce. Nel racconto della passione, l’evangelista Marco dipinge un quadro a tinte forti, realistico e crudo. Gesù muore tra gli scherni di passanti e presenti, abbandonato dai discepoli e persino dal Padre. Tuttavia proprio nelle tenebre che avvolgono il Calvario, l’identità del Cristo è finalmente rivelata da un non-discepolo, non-giudeo, un centurione romano responsabile di coloro che hanno inchiodato Gesù alla croce: “Davvero quest’uomo era figlio di Dio!”.

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Attualità (25-03-2018)

CONTEMPLARE LA CROCE (2)

Dolore e morte sono sempre stati considerati “maledizione”, segno della lontananza di Dio nell’esperienza umana, mentre i credenti proclamavano la loro fede nella vicinanza di un Dio crocifisso, credendo che nella morte di Gesù anche il loro dolore poteva ritrovare senso, perché abitato da Dio. Continua a leggere

Vangelo della domenica (18-03-2018)

V domenica di quaresima anno b -CHI VEDE ME VEDE IL PADRE

Avvicinandosi al cuore del mistero pasquale, la liturgia ci chiede di riflettere sulla valenza salvifica della croce, paradosso di morte e vita, annientamento e gloria.
La prima lettura presenta un’alleanza nuova promessa in uno dei momenti più tragici della storia di Giuda: l’assedio, la distruzione di Gerusalemme e l’esilio. Mentre tutto sembra perduto, Dio promette un nuovo inizio caratterizzato dal perdono e dall’amore incondizionato.

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Attualità (11-03-2018)

IN CERCA DI UNA GUIDA

Uno dei dogmi della cultura attuale è l’autosufficienza dell’individuo. Ciascuno è padrone di se stesso, sceglie secondo il proprio gusto; il mondo appartiene ai vincenti e tutti mirano al primo posto; ciascuno deve essere protagonista. Si disegna così una cultura in cui l’io è enormemente gonfiato: le parole chiave sono autostima, affermazione, protagonismo. L’uomo non deve chiedere. Non ha bisogno degli altri. L’insicurezza o la titubanza sono viste come un male da curare. Ma la sensazione di inquietudine e di incertezza è palpabile. La società “senza padri” si rivela spesso smarrita, priva di veri punti di riferimento. Non lo si vuole ammettere, ma la sensazione di essere soli e insicuri è talvolta angosciante. Ne sanno qualcosa i genitori che non vogliono e non possono riferirsi ai modelli tradizionali di educazione e al contempo non sanno come comportarsi con i propri figli. In un mondo in cui tutti sanno tutto e in cui non occorre la parola altrui. Si rimpiange il tempo in cui le cose erano più chiare e i criteri della vita consolidati. Qual è la cosa giusta da fare o da dire? Quale strategia è meglio oggi e sarà meglio domani? Dove ho sbagliato e che cosa avrei dovuto fare? Queste domande attraversano le esperienze di molti. Sono nascoste dietro la maschera della sicurezza o addirittura della supponenza, come se si avessero sempre e comunque soluzioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (4-03-2018)

III domenica di quaresima anno b -LA LEGGE DEL SIGNORE
E’ PERFETTA

La prima lettura e il vangelo di oggi parlano di legge e di tempio. Quale è la relazione tra questi due pilastri della fede? Entrambi sono doni di Dio per educare l’umanità a vivere come sua immagine e somiglianza: in altri termini sono luoghi di educazione alla relazione con Dio, con l’altro, con se stessi e la creazione. Tuttavia, entrambi possono trasformarsi in maschere capaci di nascondere falsità e ipocrisia sotto un cerone di pietà e obbedienza o in una manipolazione di Dio.

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Attualità (4-03-2018)

RILEGGERE I COMANDAMENTI

Il decalogo è così familiare che rischia di non essere ascoltato. E’ parte del percorso catechistico di ogni generazione, e spesso è trasformato in un testo morale o in un elenco di cose da fare o da evitare, buono per l’esame di coscienza. In questo modo, però si perde il suo valore relazionale.
La Torah, di cui il decalogo è una sintesi, può essere compresa solo in un contesto dialogico.
Inizia dicendo chi è Dio: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra di Egitto, dalla condizione servile”. Dio si presenta come colui che ha donato ad Israele la sua identità di popolo rendendolo libero. Le parole che seguono sono passi di un percorso di libertà: lo scopo di Dio è dunque educare Israele a vivere nella libertà e a condividere il dono della libertà. Come avviene questo cammino? Continua a leggere