Archivio mensile:maggio 2018

Vangelo della domenica (27-05-2018)

SS.ma Trinità – SCELTI DA DIO PER ESSERE SUO POPOLO

In quanto cristiani siamo stati battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo”, ossia, siamo stati “immersi” nel mistero della comunione che Dio è: la Santissima Trinità. Questo mistero non è una conquista dell’intelletto umano, una teoria frutto di una elaborazione astratta, ma è il centro della rivelazione che Gesù, il Figlio, ci ha donato. La vita e la parola di Gesù ci mostrano un Padre vicino all’umanità, che ci fa dono del suo Spirito, attraverso il quale possiamo diventare una comunità che vive del suo amore.

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Vangelo della domenica (20-05-2018)

Pentecoste -EFFONDI SU DI NOI IL TUO SANTO SPIRITO

Le letture di oggi ci chiedono di riscoprire lo Spirito Santo, questa presenza silenziosa e nascosta, questo sussurro di Dio che abita in noi e conduce la storia verso il suo compimento.
La prima lettura presenta l’icona della Pentecoste dipinta dall’evangelista Luca. Il “battesimo nello Spirito e fuoco” profetizzato da Giovanni Battista e promesso da Gesù finalmente accade: “…tutti furono colmati di Spirito Santo” .

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Attualità (20-05-2018)

VIENI, SPIRITO SANTO

Vieni, Spirito Santo, a ridestare la nostra fede! Strappaci alle paure, ai sospetti e ai pregiudizi che paralizzano la nostra esistenza e suscita in noi un coraggio nuovo.
Vieni, Spirito Santo, illumina la nostra intelligenza; donaci un cuore limpido perché possiamo aderire alla verità e cogliere la realtà profonda delle cose e degli avvenimenti. Non permettere che cadiamo vittime dello smarrimento. Rischiara la nostra esistenza con la luce e la forza della Parola che esce dalla bocca di Dio. Continua a leggere

Vangelo della domenica (13-05-2018)

Ascensione del Signore -COSI’ IL SIGNORE  RITORNERA’

L’Ascensione è una festa strana nella quale nostalgia ed esultanza si mescolano insieme. E’ una conclusione ed un inizio: termina la sequela fisica di Gesù ed inizia la nostra storia, l’intervallo di tempo in cui il Risorto scompare agli occhi dei suoi, per iniziare con loro un tipo diverso di rapporto. E’ un momento di transito in cui i discepoli sono chiamati ad abbandonare la sponda familiare dei modi di presenza per una terra sconosciuta.

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attualità (13-05-2018)

UNA MISSIONE CHE CONTINUA

Il Figlio di Dio se ne va; ma si fida di noi e ci affida il compito di portare un po’ di fraternità e di dolcezza su questa terra, che soffre di una crudele mancanza di tenerezza. Non pensiamo che egli sia stanco di seminare parole di vita nei solchi del mondo. Si attende da noi che prendiamo il testimone per annunciare agli uomini di questo tempo le meraviglie del suo amore.
Non pensiamo soprattutto che egli non abbia più nulla da dire. Egli sa che possiamo regalare il nostro tempo, offrire il nostro sorriso, che siamo capaci di costruire con i nostri fratelli una terra di solidarietà e di condivisione. Oggi egli ci invita a diffondere dovunque ottimismo e speranza… E conta veramente su di noi. Allora mettiamoci in cammino! Continua a leggere

Vangelo della domenica (6-05-2018)

VI domenica di Pasqua – DIO VEDE IL CUORE  DELL’UOMO

Non è difficile trovare la parola chiave della liturgia di oggi: amore. Ma che cosa significa amare? Ci sono, infatti, molti modi di essere qualificati con il termine “amore” che spaziano dall’avidità alla gratuità, dalla ricerca del piacere al dono della vita: “dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio, all’amore di Dio fino al disprezzo di sé” (S. Agostino).
Consapevoli di questa ambiguità, le letture ci conducono in un percorso di verifica della qualità del nostro amore.
Il vangelo è focalizzato sul “come” dell’amore ponendo al centro della nostra riflessione l’unico comandamento di Gesù: “che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. L’amore gratuito, l’amore che si fa servizio fino al dono della vita, diviene così l’unico “obbligo” del discepolo.
La prima lettura rivela uno scontro tra due tipi di amore: l’amore inclusivo e l’amore esclusivo che divide l’umanità generando sospetto e paura nei confronti dell’altro.
La seconda lettura presenta l’antidoto alla paura dell’altro: l’agape. L’autore afferma, infatti, che Dio non ci ha amato soltanto perché lo amiamo, ma perché impariamo ad amarci gli uni gli altri. Di fronte all’amore di Dio ogni risposta umana è insufficiente: l’unica vera risposta è lasciare traboccare il suo amore per noi sui nostri fratelli.

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Attualità (6-05-2018)

FARSI PROSSIMO

Uno dei profeti del nostro tempo, don Tonino Bello, sosteneva che amare è voce del verbo morire: “Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell’egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell’altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione” Continua a leggere