Archivio mensile:agosto 2019

Vangelo della domenica (18-08-2019)

XX domenica del t.o. anno c -LA VERITA’ SUSCITA OPPOSIZIONE

Le letture di oggi invitano al coraggio e alla perseveranza nella fede. Credere in Dio è certamente un grande dono ed è fonte di pace e di gioia: tuttavia chi crede deve mettere in conto ostilità e persecuzioni da parte di un mondo che spesso vive in radicale opposizione al disegno di Dio. Ciò non deve spaventare, ma deve ricordare ai discepoli che la fede non è un gioco e che non sono ammessi compromessi di sorta. Sull’esempio dei profeti dell’Antico Testamento e dello stesso Gesù, i cristiani sono chiamati a fare della propria vita un sacrificio gradito a Dio, rinunciando ai piccoli e grandi egoismi che distolgono dall’adempimento fedele e obbediente della sua volontà.
Per questo motivo possiamo paragonare la vita cristiana ad una lotta che richiede impegno, allenamento, concentrazione e sacrificio, sapendo però che i nostri sforzi sono sostenuti dalla grazia di Dio e dall’azione potente dello Spirito che abita in noi.

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attualità (18-08-2019)

CHIESA E TEOLOGIA  NEL MEDITERRANEO

Come la chiesa e la teologia, che è il suo pensiero, è chiamata all’accoglienza e al dialogo. E’ il tema che papa Francesco ha svolto a Napoli il 2 giugno alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. In quell’intervento papa Bergoglio ha sostenuto la necessità di apertura e interesse per la altre religioni e le altre forme di pensiero con cui la comunità cristiana si trova a contatto. E’ la parola d’ordine di questo pontefice che prosegue, nonostante le aspre critiche provenienti da alcuni settori della chiesa. Una rivoluzione che non può lasciare indifferente nessuno. Continua a leggere

Vangelo della domenica ((11-08-2019)

domenica XIX  del t.o. anno c -VIGILANZA OPEROSA E RESPONSABILE

Il tema che lega tra loro le letture di oggi riguarda essenzialmente la fede, virtù fondamentale per la vita del discepolo, insieme alla speranza e alla carità. Spesso consideriamo fede, speranza e carità esclusivamente come doni di Dio, altre volte siamo portati a ritenerle espressione della nostra religiosità. In maniera più equilibrata, dovremmo riconoscere che esse sono doni di Dio che interpellano la nostra responsabilità, sollecitandoci a vivere protesi verso Dio e il prossimo in un mondo troppo spesso ripiegato sui propri interessi ed egoismi, ed usa Dio e i suoi santi come inverosimile conferma a questi.
Per tale motivo Gesù chiede ai suoi discepoli che vivano in un costante atteggiamento di vigilanza operosa e responsabile, senza affidare nulla al caso e senza ritenere che, per il fatto di essere stati chiamati, tutto sia loro dovuto.

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attualità (11-08-2019)

ESSERE CREDENTE OGGI

Qual è la differenza tra chi è credente e chi no? Spesso non cogliamo chiaramente i confini tra una vita ispirata dalla fede in Gesù e una vita ispirata a valori umani di giustizia e solidarietà. In che cosa il cristiano dovrebbe essere “differente”?
E’ la parola di Dio che definisce il credente e quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.
Anche nel nostro continente dalle radici cristiane, i cristiani sono, come dice Gesù, un “piccolo gregge”. Siamo in pochi, un “piccolo resto”, direbbe l’Antico Testamento. Continua a leggere

Vangelo della domenica (4-08-2019)

domenica XVIII del t.o. anno C-LE FALSE SICUREZZE

A tutti è capitato nella vita, soprattutto nei momenti più duri, di porsi alcune domande non certo banali: perché vivere? Vale la pena impegnarsi nel bene, credere in Dio e nella sua Parola? La realtà dei fatti spesso non dice il contrario? E allora: perché non abbandonarsi alla ricerca istintiva del piacere, mille volte più gratificante? Perché non perseguire la logica del guadagno, del successo, del proprio interesse? Infine: perché a chi crede spesso tocca soffrire, mentre a chi si comporta superficialmente o, peggio, disonestamente, gli affari vanno a gonfie vele? Continua a leggere

Attualità (4-08-2019)

LETTERA DELLE SUORE DI CLAUSURA A MATTARELLA E CONTE
(seconda parte)

La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone. Siamo anche profondamente convinte che non sia ingenuo credere che una solidarietà efficace, e indubbiamente ben organizzata, possa arricchire la nostra storia e, a lungo termine, anche la nostra situazione economica e sociale. E’ ingenuo piuttosto il contrario: credere che una civiltà che chiude le proprie porte sia destinata ad un futuro lungo e felice, una società tra l’altro che chiude i porti ai migranti, ma, come ha sottolineato papa Francesco, “apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti”. Ciò che ci sembra mancare oggi in molte scelte politiche è una lettura sapiente di un passato fatto di popoli che sono migrati e una lungimiranza capace di intuire per il domani le conseguenze delle scelte di oggi. Continua a leggere