Attualità (11-03-2018)

IN CERCA DI UNA GUIDA

Uno dei dogmi della cultura attuale è l’autosufficienza dell’individuo. Ciascuno è padrone di se stesso, sceglie secondo il proprio gusto; il mondo appartiene ai vincenti e tutti mirano al primo posto; ciascuno deve essere protagonista. Si disegna così una cultura in cui l’io è enormemente gonfiato: le parole chiave sono autostima, affermazione, protagonismo. L’uomo non deve chiedere. Non ha bisogno degli altri. L’insicurezza o la titubanza sono viste come un male da curare. Ma la sensazione di inquietudine e di incertezza è palpabile. La società “senza padri” si rivela spesso smarrita, priva di veri punti di riferimento. Non lo si vuole ammettere, ma la sensazione di essere soli e insicuri è talvolta angosciante. Ne sanno qualcosa i genitori che non vogliono e non possono riferirsi ai modelli tradizionali di educazione e al contempo non sanno come comportarsi con i propri figli. In un mondo in cui tutti sanno tutto e in cui non occorre la parola altrui. Si rimpiange il tempo in cui le cose erano più chiare e i criteri della vita consolidati. Qual è la cosa giusta da fare o da dire? Quale strategia è meglio oggi e sarà meglio domani? Dove ho sbagliato e che cosa avrei dovuto fare? Queste domande attraversano le esperienze di molti. Sono nascoste dietro la maschera della sicurezza o addirittura della supponenza, come se si avessero sempre e comunque soluzioni.
Chi è incerto cerca una qualche forma di guida e di sostegno. Si incontrano così gli orientamenti più vari che a volte sfiorano il ridicolo. C’è chi si affida ciecamente all’oroscopo e ai tarocchi per scrutare il presente e prevedere il futuro, per decidere un cambiamento di lavoro o se avviare o no una relazione. Hanno una grande fortuna i siti internet che propongono i più fantasiosi e inutili test. Le librerie abbondano di pubblicazioni sull’autoaiuto, sulla crescita dell’autostima, sul dominio dell’ansia. Ma non eravamo noi i forti, i potenti, i padroni di noi stessi? Evidentemente no. Si manifestano fragilità inconfessate. Si chiede al test o al libro di dirci chi siamo, come se fossimo sconosciuti a noi stessi.
Un’altra guida sono gli esperti e di questi ce n’è in abbondanza e per ogni occasione. Ogni difficoltà educativa o di relazione spinge a consultare lo psicologo (ultimamente perfino nelle riunioni di condominio!). Se poi l’esperto appare spesso in televisione, la sua parola è accolta come oro colato.
Un’altra guida è la moda imperante, l’opinione comune, quello che tutti fanno e dicono, ritenendo che, se così fanno tutti gli altri, così va bene anche per noi.
Essere incerti, inquieti, consapevoli di non sapere tutto e di avere bisogno del confronto con altri è comunque in sé un’esperienza sempre positiva. Indica che si riflette e si sta con timore nelle situazioni. Vuol dire che si ha consapevolezza della complessità della vita e che si ammette il proprio limite di conoscenze e di esperienze. La persona incerta è spesso più intelligente di quella che sembra sapere sempre tutto. Se però si vuole uscire dall’incertezza cercando soluzioni facili per problemi difficili, risposte semplicistiche, parole e persone che decidano al nostro posto, si vanifica il momento opportuno per crescere e far crescere altri.
E’ necessario saper operare un sincero e libero discernimento, che, per chi è credente si realizza nell’ascolto e nel confronto con la Parola e nella preghiera, ma anche nel confronto con altre voci, con altre persone; in una parola nella comunità, che possiamo incontrare in gruppi di approfondimento e nell’incontro con specifiche guide. Un tempo si stabiliva un rapporto con un padre spirituale. Gli si chiedevano consigli e si verificavano le proprie scelte. Spesso è difficile trovare questa guida che per essere tale deve avere sapienza e discrezione, modestia e pazienza nell’accogliere le incertezze e gli errori. Se qualcuno si offre come guida ad un altro, deve a sua volta lasciarsi guidare e avere davanti sempre l’affermazione del Bene e non la soddisfazione di un personale successo.

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