Attualità (14-04-2019)

CREDO LA VITA ETERNA

La nostra vita è monitorata e orientata, nelle sue scelte quotidiane, da ricerche di mercato e sondaggi di opinione. E’ un settore della comunicazione sociale che troppo spesso, più che al benessere delle creature, mira al tornaconto di pochi, secondo piccole categorie umane, mosse da interessi immediati. L’immagine e il tempo storico, dati importanti nella vita dell’uomo, rischiano di diventare il solo parametro dell’esistere.. L’”oltre” che per noi cristiani significa “credere nella vita eterna”, al pari di un’altra parola, “santità”, sembrano suscitare fastidio e rischiano di essere rimosse dalle nostre prospettive esistenziali.
Credere nella vita eterna significa innanzitutto accogliere la testimonianza della risurrezione di Gesù. Ed è un racconto che nasce da un’esperienza, indica Paolo nella prima lettera ai Corinzi: “prima di tutto vi ho trasmesso l’insegnamento che anch’io ho ricevuto; Cristo è morto per i nostri peccati, è stato sepolto, è risuscitato il terzo giorno come è scritto nella Bibbia ed è apparso a Pietro e quindi ai dodici. Alla fine è apparso anche a me, benché io tra gli apostoli sia come un aborto, io che ho perseguitato la Chiesa di Cristo”. La fede nella vita eterna presuppone allora il coraggio di dire: Cristo è risorto. “questo Gesù Dio lo ha fatto risorgere e noi tutti ne siamo testimoni. Egli è stato innalzato accanto a Dio ed ha ricevuto lo Spirito Santo che era stato promesso. Ora egli ci dona quello stesso Spirito come anche voi potete vedere e udire (Atti 2,22-23). La Risurrezione introduce a una festa senza fine.
Nella lettera agli Efesini Paolo così si esprime: “dovete lasciarvi rinnovare nel cuore e nello spirito, diventare uomini nuovi, creati simili a Dio per vivere nella giustizia e nella santità della vita. Non rendete triste lo Spirito santo che Dio ha messo in voi come un sigillo, come garanzia per il giorno della completa liberazione”.
Si può dire che con la Pasqua comincia a rifiorire il sorriso nei credenti aprendo il loro orizzonte a nuove possibilità: la festa della vita eterna non è un’euforia passeggera; è animata dal Cristo che ci fa leggere in piena lucidità il tempo, tra dolore e speranza, ma senza pessimismo. Animati da lui e sostenuti dalla sua presenza, si può vincere il male.

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