Attualità (15-07-2018)

SANKARA:  COME EVITARE LE MIGRAZIONI

“Aiutiamoli a casa loro” è uno slogan molto ricorrente per giustificare il rifiuto di aiutare i migranti. Thomas Sankara è stato presidente di quello stato dell’Africa occidentale subsahariana che si chiamava Alto Volta e poi lui chiamò Burkina Faso, che significa “paese degli uomini integri” dal 1983 al 1987. Il suo rifiuto di pagare il debito estero di epoca coloniale e di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate, attirò le antipatie di Stati Uniti, Francia e Inghilterra, che favorirono il colpo di stato del 15 ottobre del 1987, che culminò nell’uccisione del presidente carismatico ad opera del suo vice, Blaise Compaorè, che poi ha governato il paese fino a due anni fa.
Celebre il discorso di Sankara all’Organizzazione dell’Unità Africana contro l’imperialismo e il neocolonialismo, di cui riproduciamo alcune affermazioni.
“Il nostro paese produce cibo sufficiente per nutrire tutti i suoi abitanti. Ma, a causa della nostra disorganizzazione, siamo obbligati a tendere la mano per ricevere aiuti alimentari, che sono un ostacolo e che introducono nelle nostre menti le abitudini del mendicante. Molta gente chiede dove sia l’imperialismo: guardate nei piatti in cui mangiate: i chicchi di riso importato, il mais, ecco l’imperialismo. Non c’è bisogno di guardare oltre.
Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità.
Noi pensiamo che il debito si analizza prima di tutto dalla sua origine. Le origini del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro, sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Sono i colonizzatori che indebitavano l’Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e cugini. Noi non c’entravamo niente con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo. Il debito è ancora il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici anzi dovremmo invece dire “assassini tecnici”.
Il debito nella sua forma attuale , controllata e dominata dall’imperialismo, è una conquista dell’Africa, sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee, in modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario di quelli che hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia di investire da noi con l’obbligo di rimborso. Ci dicono di rimborsare il debito. Non è un problema morale. Non è un problema di onore, perché se noi non paghiamo, i nostri finanziatori non moriranno. Invece, se paghiamo, saremo noi a morire. Non possiamo rimborsare il debito perché non abbiamo di che pagare, perché non siamo responsabili del debito, perché gli altri ci devono ciò che le più grandi ricchezze non potranno mai pagare: il debito del sangue. E’ il nostro sangue che è stato versato”.
Il presidente Sankara, già negli anni ’80 aveva trovato la soluzione a quello che assai dopo sarebbe diventato il problema principale dell’Europa: le migrazioni: annullare il debito dei paesi africani verso i paesi ricchi; lasciare ai popoli africani lo sfruttamento delle risorse naturali dei loro paesi: petrolio, diamanti, minerali, foreste e terra; rispettare la democrazia interna ai paesi dell’Africa, liberando i poteri dalle corruzioni esterne per mantenere interessi e profitti dei paesi neocolonizzatori; abbandonare il neocolonialismo economico da parte dei paesi del nord del mondo, assai più negativo del vecchio colonialismo. Ma Thomas Sankara fu fatto fuori proprio perché le granti potenze del mondo non erano disposte a lasciare ai popoli africani lo sfruttamento e il profitto derivante dalle loro risorse.

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