attualità (18-11-2018)

GIORNATA DEI POVERI

“Questo povero grida e il Signore lo ascolta” (Sal 34,7). Sono le parole che il Papa riprende nella Giornata dei poveri, invitandoci a farle nostre. Tre sono i verbi principali da sottolineare gridare, rispondere, liberare. “In una giornata come questa, aggiunge, siamo chiamati a un serio esame di coscienza per capire se siamo davvero capaci di ascoltare i poveri”. Inoltre ci ricorda che “la risposta di Dio al povero è sempre un intervento di salvezza per curare le ferite dell’anima e del corpo, per restituire giustizia e per aiutare a riprendere la vita con dignità”. Così deve essere anche per le nostre risposte. Infine, riprende le parole dell’Evangelii Gaudium per ribadire che “ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati a essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società: questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e a soccorrerlo”.
L’impegno dei cristiani deve tradursi in una sempre maggiore capacità di analisi delle situazioni, di proposta per la giustizia, di promozione del sostegno ai più deboli, di controllo delle procedure in rapporto ai fini da conseguire. Da una parte, occorre sveglaire l’attenzione delle amministrazioni pubbliche, e, dall’altra, far sì che le presenze che già ci sono non si sentano abbandonate a se stesse, ma che siano rafforzate con supporti e reti. Un servizio dal punto di vista sociologico, ma anche uno stimolo pastorale. A servizio di una pastorale non astratta, che si confronta quotidianamente con le persone, i problemi e lo sviluppo di un territorio. L’obiettivo è di non fermarci i bisogni immediati.
Bisogna puntare a rilanciare l’impegno nel campo delle politiche sociali, con maggiore attenzione alla loro efficacia nei confronti dei destinatari, da valutare sulla base di “parametri di umanizzazione” da applicare soprattutto nella dimensione locale. Esemplificando, potrà dirsi valido un intervento sociale se emancipa i poveri, realizza giustizia, suscita libertà, diffonde umanità, promuove accoglienza, stimola partecipazione. Così orientati, i percorsi pedagogici che possiamo sviluppare, devono portare gli amministratori a valorizzare sia i soggetti deboli che i soggetti solidali. Concepire gli uni e gli altri come risorse per il vero sviluppo integrale delle comunità locali.

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