Attualità (19-06-2016)

FRAGILITA’ E RISORSE DELLA FAMIGLIA

La famiglia non è un modello astratto, ma una realtà di carne. Una realtà imperfetta e sempre mancante, e perciò desiderante e aperta alla vita. E per questo bella e lieta. Una realtà inefficiente, dove si perde tempo e si è sempre in ritardo, e perciò un luogo dove si resiste alle logiche meccaniche e all’ossessione della prestazione e del successo. Un contesto ricchissimo e insieme sempre troppo stretto, un luogo di verità, nel quale vengono a galla i limiti e i peccati di tutti e dove quindi è più facile farsi male. Ma dove, proprio per questo, diventa indispensabile sapersi chiedere perdono. Insomma, un contesto che, nostro malgrado, ci si educa a essere umani, cioè insieme limitati e aperti; impastati di grandezza e di miseria, piuttosto che disumani.
La famiglia è un nucleo incandescente e la forma che assume deve essere in grado di ospitare il dinamismo e l’eccedenza della vita, non di controllarli e raffreddarli. Altrimenti vuol dire che qualcosa non va, e va cambiato.
La famiglia non è né liquida né solida. E’ resiliente: deve saper rimanere, ma sempre in dialogo con un altrove che la precede e la segue, deve saper essere aperta senza però dissiparsi, per ospitare movimento e cambiamento, dubbi ed errori, fallimenti e miracoli, nella pazienza della cura e nella fedeltà del durare. E’ un “restare” avventuroso, se si è capaci di viverlo nella sua pienezza.
La crisi oggi è innegabile. Ma “crisi” significa anche occasione di possibile guarigione e rinascita: “Ogni crisi nasconde una buona notizia che occorre saper ascoltare affinando l’udito del cuore” (n.232).
E’ in questa prospettiva, e non in quella del contrattacco, che papa Francesco, nell’Amoris Laetitia, ci invita a guardare la famiglia dei nostri giorni. Avendo il coraggio di ripensare e rinnovare: non per tradire, ma per essere più fedeli.

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