Attualità (2-10-2016)

POTENZA E IMPOTENZA  DELLA FEDE

Come faccio a sapere se ho la fede? Gesù racconta la parabola del servo e del padrone. Ho fede quando sono disposto a farmi servo e a mettere la mia vita a servizio.
Servizio, servo: parole escluse dal vocabolario di oggi: sinonimi di fallimento. Oggi vogliamo tutti contare, affermarci, realizzarci. Abbiamo tante strategie per farlo: la carriera, relazioni funzionali con gli altri, una posizione di prestigio, i soldi, una bella macchina… siamo tutti, più o meno, alla ricerca di un ruolo sociale di rilievo, di un conto in banca ben fornito, di oggetti che dicano simbolicamente la nostra posizione sociale. Difficile passare da questa mentalità a quella che il vangelo ci propone: essere a disposizione degli altri, non cercare noi stessi e la nostra affermazione, ma dare tutto di noi, il meglio di noi. Lo ha fatto per primo Gesù, nostro Signore e Maestro. Dietro l’immagine del servo, vediamo in filigrana proprio lui, nella sala dell’ultima cena, chino a lavare i piedi ai suoi; lo vediamo salire il Calvario portando la croce, lui servo dell’umanità perché l’umanità fosse liberata dalle proprie logiche di potere e dalla convinzione che per essere forti bisogna essere serviti.
L’amore, come la fede, si realizza nell’impotenza, nella fragilità accettata con pace, nella gratuità assunta come criterio della vita di ogni giorno, nel mollare gli ormeggi della nostra esistenza lasciando che sia Dio attraverso la nostra stessa vita, a guidarla secondo il suo disegno. Alla persona che ama non interessa altro se non colui cui si dedica; è una persona libera dalla preoccupazione per se stessa: per questo è forte!
Allora il servo senza pretese potrà sperimentare che Dio stesso si mette a servizio, e sarà l’albero frondoso della fede cresciuto dal piccolo granello di senape: la dimenticanza di sé, l’affidamento a Dio e il dono della vita ai fratelli.
La fede è potente quando sa riconoscere di aver bisogno di Dio. La fede è potente quando si affida a Dio senza pretese. La fede è potente quando non pretende di insegnare a Dio ciò di cui abbiamo bisogno. La fede è potente quando riconosce che la carità ha il primato sulla fede stessa, come insegna S. Paolo ai Corinzi: “se possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla” (1Cor 13,2). La fede è impotente quando è come quella del fariseo, che pretende di accampare meriti di fronte a Dio. La fede è impotente quando è frutto dei nostri sforzi e pretende di avere la regia di tutto, anche della relazione con Dio. La fede è impotente quando blocca la persona sui suoi bisogni e la chiude all’orizzonte dell’altro.

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