Attualità 2 (24-05-2015)

Con l’articolo che segue vorremmo aprire una discussione in particolare con i più giovani. Leggete e inviateci i vostri commenti sul sito.

GENERAZIONE “SOCIAL”
Di Simona Genovali

Le dita si muovono velocemente sulla tastiera del computer. Il cuore di Tommaso, da qualche minuto, ha un ritmo più accelerato. Un certo Matteo P. , ha appena messo “mi piace”, alla foto che Jennifer ha postato sul suo profilo “Facebook”. Tommaso si è preso una cotta per lei, la sua compagna di scuola ma la ragazza pare non degnarlo della minima attenzione. Nel giro di qualche minuto la testa del ragazzo si riempie di mille domande: chi è Matteo ? La sua Jennifer ha una cotta per lui ? Quando si sono conosciuti ? Adesso lui la chiamerà e usciranno insieme a mangiare un gelato ? Allora Tommaso afferra il suo telefono cellulare e controlla sulla chat di “WhatsApp” a che ora si è collegata l’ultima volta la sua innamorata: alle ore 11.31.
Adesso sono le 11.36. Jennifer si è collegata in chat con Matteo ? Ecco, in quel momento Tommaso vorrebbe avere il numero del cellulare del suo antagonista, per controllare i suoi accessi e verificare se gli orari coincidono con quelli di Jennifer. Un incubo. In quei cinque minuti di buco, tra le 11.31 e le 11.36 la ragazza potrebbe aver parlato con chiunque, tranne con lui. I pensieri di Tommaso vengono interrotti da un breve suono acustico. Il cellulare inizia ad agitarsi su se stesso, come se fosse in preda a delle convulsioni e si muove lungo il bordo della scrivania. Sul display appare un unico e inequivocabile nome: Jennifer.
“Ciao”
“Ciao”
“Come stai ?”
“Bene, e tu ?”
“Bene. Bè ci vediamo”
“Certo, a presto”
Stavolta è la parola “fine” a comparire. Fine della conversazione. Fine dell’amicizia tra Jennifer e Tommaso ? Perchè la domanda che lo tormenta da molto moltissimo tempo, è sempre la stessa:
“Ciao, e poi ?”
E poi ti connetti per scrivere un messaggio ad un tuo amico e avvisarlo che sei in ritardo, ma per farlo ci metti più tempo del tempo che sei già in ritardo! C’è un problema con il “T 9”, quella fantastica funzione del telefono che mentre scrivi suggerisce le parole, ma se la parola che appare non è quella che avresti voluto usare, allora sono guai, perché ci vuole tempo per cercare, memorizzare e inserire un termine nuovo. Ecco perché invece di “che” si scrive “ke”, e al posto di “comunque” si scrive “cmq”, per risparmiare tempo ! E quel tempo ci serve per disattivare il T 9 e scrivere semplicemente “sono in ritardo”. Sono ritardo perché sto guardando il profilo di Matteo P. , quello che stamani ha messo “mi piace” alla foto di Jennifer. Tu lo conosci Matteo ? Allora sono andato a vedere il suo profilo e ho scoperto che abbiamo più di quindici amici in comune, ma io proprio questo Matteo non lo conosco. Il suo profilo è privato, quindi l’unica possibilità che ho è quella di inviargli una richiesta di amicizia, poi cercare di capire come mai anche lui conosce Jennifer. Ma Matteo ha così tanti amici che non può accettare altre richieste. Ha più amici di me, vi rendete conto ? Sono fregato. Forse è per questo che Jennifer si è innamorata di lui. Ancora un’occhiata a WhatsApp: nessuna notifica, nessun accesso, nessun amico. Intanto il mio amico, quello vero, che conosco dalle scuole elementari, è sotto casa che mi aspetta.
“Vieni o no ?”
Il tempo passa e Tommaso è ancora alla ricerca di informazioni sul famigerato Matteo P., ma nessuno dei suoi amici virtuali pare conoscerlo.
Forse la vita è quello che succede mentre sei on line e un amico vero è quello che ti aspetta sotto casa, poi corre da te preoccupato, ti da una mano a scollegarti e a riportarti nella vita reale.

 

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