Attualità (24-03-2019)

I PRETI SCENDONO IN POLITICA?

La meraviglia e la sorpresa manifestata da alcuni cittadini e raccolta dagli organi di stampa per la candidatura di Don Silvio Righi, parroco della comunità pastorale di Camaiore, all’assemblea del Consorzio di Bonifica è comprensibile.
“E’ la prima volta” si è detto. “I preti scendono in politica”. (Si tratta di un impegno amministrativo non politico. ndr) E’ una novità legata ai nuovi indirizzi che Papa Francesco sta dando alla Chiesa. Egli vuole una “Chiesa in uscita”, cioè non rinserrata nei suoi luoghi e dedita solamente alle celebrazioni e alle devozioni. Anche il Card. Bassetti, presidente dei vescovi italiani e molti altri pastori sollecitano i fedeli e le comunità ad un maggiore impegno nel mondo del sociale, della cultura e della politica, intesa non come partitica, cioè “di parte”, ma in senso alto. Paolo VI affermava che “la politica è la forma più alta della carità”.
Da alcuni decenni la comunità cristiana e i cattolici sono rimasti afoni e quando si sono impegnati, l’hanno fatto a difesa dei propri privilegi e interessi o per la difesa di “valori irrinunciabili”
Ultimamente anche importanti uomini della cultura, osservando con preoccupazione l’attuale crisi etica, culturale e politica del nostro Paese, dell’Europa e del mondo, hanno sollecitato i cattolici ad una presenza più propositiva nella società. Tra questi ricordo Umberto Galimberti e Ernesto Galli Della Loggia.
Con Papa Francesco si sono scoperti anche alcuni ambiti di vita sociale, come quello dell’ambiente e della natura, “nostra Madre”, come ambiti di impegno dei cattolici e delle comunità. L’Enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune, del maggio del 1915, ha costituito un momento particolarmente significativo del suo Magistero.
La candidatura di don Silvio si colloca in questo alveo pastorale.
La Chiesa non si impegna in questi ambiti per obiettivi di potere o di interesse, ma di servizio alla società, nazionale, europea e mondiale, e in particolare, a sostegno dei più fragili.
Il Consorzio di Bonifica ha la possibilità di assegnare gare di lavoro per la manutenzione dei fiumi e dei fossi. Una gestione attenta di queste gare potrebbero offrire lavoro a organizzazioni che promuovono l’inserimento lavorativo di persone che provengono da situazioni di disagio e di difficoltà. Una sensibilità attenta a questi aspetti della vita sociale, più che a clientele e convenienze, potrebbe contribuire ad una maggiore giustizia e promozione vera dei poveri e degli esclusi.
Infine, don Silvio ha una formazione tecnica, è geometra, e può dare al Consorzio un apporto anche tecnicamente competente.
Naturalmente quando si parla di impegno della Chiesa nella società non vogliamo dire che debbano essere i preti ad assicurare questa presenza. Vogliamo sperare che don Silvio apra una strada sulla quale si incamminino tanti altri credenti e uomini e donne di buona volontà.

Un pensiero su “Attualità (24-03-2019)

  1. Brunella

    Bravo Silvio,perché un prete non dovrebbe occuparsi di politica quando è per il bene di tutti noi ? non tutti i preti sono stati in zone di conflitti come hai fatto tu,che nessuno ha deciso per te la tua esperienza è grande ,vai avanti Silvio.

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