attualità (27-05-2018)

NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO

Con il segno della croce i cristiani iniziano le dose importanti della vita e della giornata. Spesso vediamo anche sportivi che, all’inizio della gara si fanno il segno della croce, magari un po’ affrettato e come una specie di talismano.
I fedeli con questo segno iniziano ogni preghiera comune, e soprattutto la celebrazione dell’Eucarestia, diventando così assemblea radunata Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. A tale proposito il teologo Romano Guardini scriveva: “Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce che cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l’animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all’altra.
Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, corpo e anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica.
Perché? Perché è il segno della totalità ed è il segno della redenzione. Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce egli santifica l’uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere”.
Con il battesimo, con la nostra partecipazione alla morte e alla risurrezione del Signore, veniamo inseriti nella vita trinitaria.
Noi cristiani siamo ad immagine della Trinità, chiamati alla comunione con Dio e con gli altri uomini. La carità fraterna, infatti, ha la sua sorgente nella vita trinitaria: “Se vedi la carità, vedi la trinità” scriveva S. Agostino.
“La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amore e viviamo per essere amati” (Benedetto XVI).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *