Attualità (4-11-2018)

LONTANI

Spesso in ambito ecclesiale si parla di “lontani” per indicare persone che non frequentano la chiesa, o perché se ne sono distaccate o perché “laiche”, cioè atee o agnostiche. Ma spesso questo termine viene riferito anche a noi, credenti e praticanti, che siamo lontani da loro.
La chiesa non è autentica se non è missionaria, e la sua missionarietà, cioè la capacità di raggiungere i lontani e di avvicinarsi a loro, segna l’origine e le tappe della sua crescita.
Papa Francesco esprime questo concetto quando parla di “Chiesa in uscita”.
Nei secoli passati, all’interno della chiesa, si distinguevano i paesi del mondo in paesi cristiani, in cui la società era informata dal cristianesimo, e paesi di missione, nei quali di doveva fondare la Chiesa.
Oggi è chiara la consapevolezza che la missione ha una funzione rigenerativa della Chiesa. Essa, cioè, è continuamente generata dallo Spirito Santo, che si rende presente anche grazie all’annuncio permanente della Parola che suscita la fede e convoca i fedeli intorno a Cristo.
Il rapporto tra la chiesa e il mondo non è di distinzione e separazione, ma la chiesa è parte del mondo e ha sempre a che fare con le sue culture. La chiesa si deve distaccare e distinguere dalla mondanità che si oppone a Dio. Bisogna distinguere, ma non tra mondo e chiesa. ma tra mondo e mondanità.
Il regno di Dio è una realtà più ampia di quella della chiesa ed è presente nel mondo senza identificarsi con essa. La chiesa esiste ed opera in funzione del Regno.
Sii può così ricomprendere il rapporto con i lontani. Andare incontro ai “lontani” e stupirsi del fatto che hanno valori e comportamenti vicini al vangelo è una ingenuità e una presunzione. E’ frutto di una mentalità in cui la vicinanza e la lontananza si misurano col metro del rapporto che una persona ha con la chiesa, una mentalità che vede la chiesa al centro, e i “lontani” debbono venire verso di essa. Secondo questa mentalità la missione deve tendere all’accrescimento del numero di persone che appartengono alla chiesa.
La stella polare, invece, è il vangelo, nella compagnia degli uomini, soprattutto se “ultimi” e “peccatori”.
Si è vicini o lontani nei confronti del Vangelo, del regno di Dio, non nei confronti della chiesa. E la somiglianza dei comportamenti e degli atteggiamenti di amore, rispetto e accoglienza tra “credenti e “lontani” non deve suscitare stupore, ma rendimento di grazie.
I comportamenti umani sono così misurati dai criteri del Regno di Dio e i lontani possono essere drammaticamente gli stessi credenti.

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