Attualità (9-07-2017)

IL PAPA A BOZZOLO E A BARBIANA

Papa Francesco il 20 giugno si è recato a Bozzolo, nel mantovano presso la tomba di don Primo Mazzolari, figura profetica, attenta ai bisogni degli ultimi, divenuto convinto operatore di pace e tenace assertore della nonviolenza dopo la dolorosa esperienza delle due guerre mondiali. Lo stesso giorno ha pregato sulla tomba di don Lorenzo Milani a Barbiana, nel Mugello, piccola parrocchia di montagna dove il prete fiorentino, morto 50 anni fa a soli 44 anni, fu parroco e avviò una scuola per i poveri.
Il Papa dunque ha reso omaggio a due figure profetiche del Novecento anticipatrici delle istanze conciliari. In entrambi c’è l’idea del cristiano che provoca e stimola coscienze e istituzioni, e insieme si coinvolge e si attiva accanto ai poveri.
Un esempio anche per le nostre comunità: siamo sollecitati a esserci, ad abitare con responsabilità il territorio, a sperimentare con coraggio nuove forme di carità. La visione di Mazzolari e Milani include anche la dimensione sociale, la costruzione nonviolenta della pace, l’impegno educativo, la responsabilità verso l’ambiente. In particolare don Milani, con tenacia, coerenza e sapienza profetica, è testimone di come l’amore cristiano spinge alla denuncia, alla proposta e all’impegno di progettazione culturale e sociale, a una fattiva operosità, che sprona chi ha sinceramente a cuore la sorte dell’uomo a offrire il proprio contributo.
“La sofferenza, le ferite subite, la Croce, aveva detto Papa Francesco a proposito di don Milani, non hanno mai offuscato in lui la luce di Cristo Risorto, perché la sua preoccupazione era una sola, che i suoi ragazzi crescessero con la mente aperta e il cuore accogliente e pieno di compassione, pronti a chinarsi sui deboli e a soccorrere i bisognosi, come insegna Gesù”.
Per il suo sostegno all’obiezione di coscienza al servizio miliare, don Milani subì un processo; ai giudici ricordò che, di fronte al comando di uccidere, “l’obbedienza non è una virtù”.

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