Archivi autore: Michelangelo Galletti

Vangelo della domenica (20-05-2018)

Pentecoste -EFFONDI SU DI NOI IL TUO SANTO SPIRITO

Le letture di oggi ci chiedono di riscoprire lo Spirito Santo, questa presenza silenziosa e nascosta, questo sussurro di Dio che abita in noi e conduce la storia verso il suo compimento.
La prima lettura presenta l’icona della Pentecoste dipinta dall’evangelista Luca. Il “battesimo nello Spirito e fuoco” profetizzato da Giovanni Battista e promesso da Gesù finalmente accade: “…tutti furono colmati di Spirito Santo” .

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Attualità (20-05-2018)

VIENI, SPIRITO SANTO

Vieni, Spirito Santo, a ridestare la nostra fede! Strappaci alle paure, ai sospetti e ai pregiudizi che paralizzano la nostra esistenza e suscita in noi un coraggio nuovo.
Vieni, Spirito Santo, illumina la nostra intelligenza; donaci un cuore limpido perché possiamo aderire alla verità e cogliere la realtà profonda delle cose e degli avvenimenti. Non permettere che cadiamo vittime dello smarrimento. Rischiara la nostra esistenza con la luce e la forza della Parola che esce dalla bocca di Dio. Continua a leggere

Vangelo della domenica (13-05-2018)

Ascensione del Signore -COSI’ IL SIGNORE  RITORNERA’

L’Ascensione è una festa strana nella quale nostalgia ed esultanza si mescolano insieme. E’ una conclusione ed un inizio: termina la sequela fisica di Gesù ed inizia la nostra storia, l’intervallo di tempo in cui il Risorto scompare agli occhi dei suoi, per iniziare con loro un tipo diverso di rapporto. E’ un momento di transito in cui i discepoli sono chiamati ad abbandonare la sponda familiare dei modi di presenza per una terra sconosciuta.

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attualità (13-05-2018)

UNA MISSIONE CHE CONTINUA

Il Figlio di Dio se ne va; ma si fida di noi e ci affida il compito di portare un po’ di fraternità e di dolcezza su questa terra, che soffre di una crudele mancanza di tenerezza. Non pensiamo che egli sia stanco di seminare parole di vita nei solchi del mondo. Si attende da noi che prendiamo il testimone per annunciare agli uomini di questo tempo le meraviglie del suo amore.
Non pensiamo soprattutto che egli non abbia più nulla da dire. Egli sa che possiamo regalare il nostro tempo, offrire il nostro sorriso, che siamo capaci di costruire con i nostri fratelli una terra di solidarietà e di condivisione. Oggi egli ci invita a diffondere dovunque ottimismo e speranza… E conta veramente su di noi. Allora mettiamoci in cammino! Continua a leggere

Vangelo della domenica (6-05-2018)

VI domenica di Pasqua – DIO VEDE IL CUORE  DELL’UOMO

Non è difficile trovare la parola chiave della liturgia di oggi: amore. Ma che cosa significa amare? Ci sono, infatti, molti modi di essere qualificati con il termine “amore” che spaziano dall’avidità alla gratuità, dalla ricerca del piacere al dono della vita: “dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio, all’amore di Dio fino al disprezzo di sé” (S. Agostino).
Consapevoli di questa ambiguità, le letture ci conducono in un percorso di verifica della qualità del nostro amore.
Il vangelo è focalizzato sul “come” dell’amore ponendo al centro della nostra riflessione l’unico comandamento di Gesù: “che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. L’amore gratuito, l’amore che si fa servizio fino al dono della vita, diviene così l’unico “obbligo” del discepolo.
La prima lettura rivela uno scontro tra due tipi di amore: l’amore inclusivo e l’amore esclusivo che divide l’umanità generando sospetto e paura nei confronti dell’altro.
La seconda lettura presenta l’antidoto alla paura dell’altro: l’agape. L’autore afferma, infatti, che Dio non ci ha amato soltanto perché lo amiamo, ma perché impariamo ad amarci gli uni gli altri. Di fronte all’amore di Dio ogni risposta umana è insufficiente: l’unica vera risposta è lasciare traboccare il suo amore per noi sui nostri fratelli.

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Attualità (6-05-2018)

FARSI PROSSIMO

Uno dei profeti del nostro tempo, don Tonino Bello, sosteneva che amare è voce del verbo morire: “Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell’egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell’altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione” Continua a leggere

Vangelo della domenica (29-04-2018)

Quinta domenica di Pasqua – anno b – RIMANERE IN LUI
PER AVERE LA VITA

Continuando il nostro cammino pasquale, la liturgia di oggi ci invita a rimanere:
rimanere come condizione per vivere, portare frutto e crescere nella piena identificazione a Cristo (vangelo);
rimanere per conoscere il Signore ed essere confermati nella propria identità e missione (prima lettura);rimanere per gioire nel nostro presente e camminare con fiducia verso il futuro che Dio ha preparato per noi (seconda lettura).

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Attualità (29-04-2018)

UNITI A CRISTO COME IL TRALCIO ALLA VITE

Sono capace di rendere presente Dio nella mia vita? Le mie parole, i miei gesti, i miei silenzi e la mia vita interiore sono impegnati nella mia relazione con Dio?
Non basta che io segua tutte le indicazioni per essere un “buon cristiano”: devo prima di tutto lasciare che Dio abiti in me e che io abiti in lui. Solo così nascerà una relazione unica e originale.
Dio sarà presente attraverso di me con tutto quello che io sono. Trasmetterò la “vita di Dio” a mio modo. Se dunque si crea un’intimità fra Dio e ciascuno di noi, questa linfa vitale potrà circolare dalle radici fino ai tralci. Continua a leggere

Vangelo della domenica (22-04-2018)

IV domenica di Pasqua -NEL NOME DI GESU’ ABBIAMO SALVEZZA

In questa quarta domenica di Pasqua la liturgia ci invita a riflettere su due modalità di vivere il rapporto con l’altro, contrapponendo una sequenza di immagini: mercenario o pastore (vangelo); oppressore o pietra scartata (prima lettura); mondo o figlio di Dio (seconda lettura). Da una parte sta il desiderio di possesso, di conquista, di potere; dall’altra l’essere per, la logica del dono, della gratuità.
La liturgia della Parola ci invita dunque a operare una scelta. Che cosa vogliamo essere e chi vogliamo seguire? Essere per, è scegliere di vivere l’esistenza come vocazione, come offerta della vita, del tempo, delle energie, perché l’amore di Dio continui a essere incontrabile.

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Attualità (22-04-2018)

CRISTIANI, PARTE DI UN GREGGE, MA NON “PECORONI”

Oggi parlare di pastore e di gregge ha connotazioni più negative che positive. Basta pensare a quando si accusa qualcuno di essere “pecorone”!
E’ possibile essere discepoli di Gesù (“le mie pecore”) senza appartenere a un gregge (la chiesa, la comunità)?
Prendere sul serio il vangelo (= lieto annuncio) non corrisponde ad essere navigatori solitari.
La presenza di altre persone nei nostri progetti, l’abitudine a valutare e progettare insieme, ci permettono di crescere in saggezza e audacia, in capacità riflessiva e comunicativa.
Il cristiano, poi, se è fedele al suo Signore, si trova inevitabilmente a fare i conti con la croce, che non è una disgrazia inevitabile. La croce, nella vita di Gesù, non è stato un incidente di percorso, ma la logica conseguenza di una fedeltà a tutta prova alla missione che il Padre gli aveva affidato. Continua a leggere