Archivi autore: Michelangelo Galletti

Vangelo della domenica (11-11-2018)

domenica XXXII del t.o. anno b – LA LOGICA DEL DONO

La contrapposizione tra avere tanto, ed essere poveri, rappresentata nel vangelo dall’antitesi tra la vedova povera e i ricchi benestanti, diventa l’occasione per Gesù di mettere in evidenza come donare ciò che si è vale molto più di ciò che si ha. E questa antitesi fa riflettere anche noi, nella nostra cultura del consumo, sulla differenza qualitativa tra “essere” e “avere”. Non si tratta di esaltare o condannare degli stati sociali, quanto piuttosto di marcare gli atteggiamenti che caratterizzano la logica del mondo rispetto alla logica del regno di Dio nel mondo.

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attualità (11-11-2018)

UNA CHIESA POVERA E PER I POVERI

Il tema della Chiesa povera, ripetuto con insistenza da papa Francesco, ha radici profonde nel Concilio Ecumenico Vaticano II°. Il suo grido “Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!” riprende il principio conciliare: “Come Cristo, così la Chiesa” (LG 8). Purtroppo il suo insegnamento risuona come nuovo e irritante per le orecchie di molti. È perché la Chiesa ha faticato ad assumere la lezione conciliare in genere, quella sulla povertà della Chiesa in particolare. D’altra parte, basta seguire la declinazione della Chiesa povera di questi anni, per rendersi conto di come sia diventata un tema marginale dopo il Concilio. Il tema è quasi del tutto scomparso dal dibattito teologico e dal vissuto ecclesiale, anche perché “puzzava” di Teologia della Liberazione”. In effetti, la Chiesa dei poveri è diventata subito un banco di prova per la Chiesa in America Latina alle prese con dittature che domandavano la contiguità se non la complicità della Chiesa per rinforzare il loro potere. La Chiesa ha avuto coraggio in quel frangente, prendendo la strada del Vangelo. Continua a leggere

incontro nelle famiglie novembre 2018

Novembre

Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,1-6
Convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. 2E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. 4In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. 5Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». 6Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

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Vangelo della domenica (4-11-2018)

domenica XXXI del t.o. anno b -L’AMORE CHE SALVA

L’insegnamento di Gesù unisce insieme, in un unico comandamento, l’essenza della risposta di fede all’amore di Dio rivelato nella persona di Gesù: amare Dio e amare il prossimo è l’unica “legge” della vita cristiana. La carità fraterna diventa l’espressione concreta del nostro amare Dio, e perciò la realizzazione di ogni esigenza morale: chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede (1Giov 4,20). In questo senso ogni autentica fraternità ecclesiale diventa sacramento di salvezza.

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Attualità (4-11-2018)

LONTANI

Spesso in ambito ecclesiale si parla di “lontani” per indicare persone che non frequentano la chiesa, o perché se ne sono distaccate o perché “laiche”, cioè atee o agnostiche. Ma spesso questo termine viene riferito anche a noi, credenti e praticanti, che siamo lontani da loro.
La chiesa non è autentica se non è missionaria, e la sua missionarietà, cioè la capacità di raggiungere i lontani e di avvicinarsi a loro, segna l’origine e le tappe della sua crescita.
Papa Francesco esprime questo concetto quando parla di “Chiesa in uscita”.
Nei secoli passati, all’interno della chiesa, si distinguevano i paesi del mondo in paesi cristiani, in cui la società era informata dal cristianesimo, e paesi di missione, nei quali di doveva fondare la Chiesa. Continua a leggere

Vangelo della domenica (28-10-2018)

domenica XXX del t.o. anno b -IL CAMMINO DELLA FEDE

In quanto credenti siamo sempre come il cieco di cui narra il vangelo di questa domenica, possiamo gridare “Gesù, abbi pietà di noi” e “Che io abbia la vista!”.
Anche per noi, infatti, il credere non è un atto scontato, ma è piuttosto un cammino impegnativo che richiede sempre orientamento e scelte, ha bisogno di luce e di sostegno. Anche per noi è sempre necessario che Gesù “passi di là”, ossia si manifesti nella nostra quotidianità, così che lo si possa incontrare: una manifestazione che rimane misteriosa ed esige la nostra attenzione e apertura di cuore e mente.

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attualità (28-10-2018)

LA RICERCA DI DIO

La Chiesa di oggi è sempre più chiamata a “prendere atto” di modi di ricercare Dio che lei non ha inventato, che non propone. Si potrebbe dire che la Chiesa, in fondo, non sa nulla del “come” di quella ricerca. Per cui la ricerca degli uomini del nostro tempo diventa ricerca per la Chiesa stessa, domanda sulle domande, indagine sulle indagini. Continua a leggere

Incontro nelle famiglie ottobre 2018

Ottobre

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11 La missione di Pietro)

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-10-2018)

XXIX domenica del t.o. anno b-HA DATO LA VITA IN RISCATTO
PER MOLTI

Gesù ha posto tutto se stesso a servizio degli uomini, ha dato la sua vita per noi. Questo annuncio radicato nel vangelo è difficile da comprendere: come possono la sofferenza e la morte salvare? La risposta, non facile da tradurre in concetti e parole, è però intuibile: tutta la vita di Gesù, gesti e parole, fino alla morte è stata un continuo atto d’amore. E l’amore non può finire nel nulla: questa è la base anche per comprendere l’annuncio della risurrezione e la speranza di condividerla con chi ci ha tanto amato.

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Attualità (21-10-2018)

I CRISTIANI E IL POTERE

Spesso si è pensato che essere discepoli di Gesù comporti la distanza da qualsiasi ruolo di autorità. Il potere è un male in sé? Cercarlo, anche nell’ambito politico, è un male?
La cultura cattolica non ha sempre affrontato questi interrogatici nel migliore dei modi, anzi ha contribuito alla diffusione di due discutibili atteggiamenti. Continua a leggere