Archivi autore: Michelangelo Galletti

Incontro nelle famiglie aprile 2019

 Lc 24,13-35
Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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Incontro nelle famiglie marzo 2019

Lc 19,1-10
Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a veder-lo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la me-tà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tan-to». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

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Vangelo della domenica (5-05-2019)

III domenica di Pasqua anno c-ESSERE SUOI TESTIMONI

Il dialogo tra Gesù e Pietro, dopo il racconto della pesca miracolosa, richiama i discepoli al loro compito nella storia: essere testimoni diventando pescatori di uomini. Per tre volte Gesù chiede a Pietro se lo ami, e per tre volte risuona l’invito di Gesù a pascere i suoi agnelli. La triplice domanda d’amore evoca il triplice tradimento di Pietro. E come lui, siamo chiamati in causa anche noi credenti di oggi: l’essere discepoli non solo ci mette a confronto con le nostre debolezze e i patimenti, ma soprattutto con l’essenza del discepolato : l’amore.

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Vangelo della domenica (28-04-2019)

II domenica di Pasqua – GESU’ CRISTO, IL PRIMO E L’ULTIMO

Nella Pasqua di risurrezione Gesù rappresenta per l’umanità l’anticipo della venuta finale del Figlio dell’uomo nell’ultimo giorno. Per questo viene riconosciuto dai credenti in lui come il principio e la fine della storia, il senso dell’esistenza personale e comunitaria. Il Risorto è capace di raggiungere la sua comunità anche quando essa vive rinchiusa in se stessa, come i discepoli di cui parla il vangelo odierno, quando vinti dalla paura tendono a mettersi sulla difensiva. Ponendosi in mezzo a loro, Gesù dona speranza e apre alla vita.

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Attualità (28-04-2019)

RICOSTRUIRE COMUNITA’ IN EUROPA

“Invitiamo i nostri concittadini europei a non cadere nella tentazione di guardare indietro, ma a esercitare i loro diritti nella costruzione dell’Europa. Facendo sentire la loro opinione le persone hanno il potere di orientare l’Unione nella direzione che auspicano”. Il 12 febbraio i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea hanno pubblicato una Dichiarazione in vista delle elezioni per il Parlamento europeo che si terranno tra il 23 e il 26 maggio 2019 intitolata “Ricostruire comunità in Europa”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (21-04-2019)

domenica di Pasqua -UNA NUOVA CREAZIONE

“Questo é il giorno che ha fatto il Signore”. La chiesa riconosce nella Pasqua di Gesù, l’agire meraviglioso di Dio dentro la storia degli uomini. E’ in atto una “nuova creazione” e, se ci lasciamo coinvolgere, può condurci ad una trasfigurazione fuori e dentro di noi. La Pasqua di Gesù, infatti, non ci lascia inerti e passivi, ma ci rende collaboratori di Dio per la rinascita del mondo. Questa è la grande speranza: la vita nuova nasce dall’abbandono del vecchio mondo, poiché il dilagare del male è stato definitivamente sconfitto in Cristo risorto dalla morte.
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Attualità (21-04-2019)

APRIRSI AL MISTERO DI DIO

Non si può combattere la paura della morte con il ragionamento, con i nostri sforzi umani, ma stando con Gesù e Maria che hanno già vinto ogni timore. “La morte è il simbolo di ogni altra paura, ultimo atto di ciò che non vorremmo: malattia, vecchiaia, solitudine. E’ la roccia dura che ci impedisce di affondare nella superficialità cercando una meta per cui valga la pena vivere. Ma senza superare questo timore non siamo davvero con Gesù” scriveva il Cardinal Carlo Maria Martini. Il Figlio di Dio, partecipe della nostra condizione umana, nel Getsemani è turbato prima di entrare in questo mistero. Lo consolano la preghiera e l’abbandono al Padre. Continua a leggere

Vangelo della domenica (14-04-2019)

Domenica delle Palme anno c – BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE

La celebrazione di oggi introduce alla settimana santa. Perciò tutta la liturgia parla di gloria e di passione allo stesso tempo. La liturgia evidenzia infatti il paradosso del cristianesimo: Gesù è festeggiato come l’inviato di Dio, ma subisce anche proprio il rifiuto di quelli a cui è inviato. Per amore si umilierà fino alla morte, ma con la sua risurrezione dai morti diventerà speranza per tutti. Il racconto della passione che sta oggi al centro della Parola, è fatto secondo il vangelo di Luca, che intende evidenziare in particolare la sua innocenza, in modo che tutti possano riconoscerla e comprendere come attraverso l’evento della croce viene rivelata la misericordia divina: durante la passione si compie per Luca il processo di autenticazione di Gesù, e si prepara il definitivo atto con cui Dio Padre riconosce il Figlio, risuscitandolo dai morti. Continua a leggere

Attualità (14-04-2019)

CREDO LA VITA ETERNA

La nostra vita è monitorata e orientata, nelle sue scelte quotidiane, da ricerche di mercato e sondaggi di opinione. E’ un settore della comunicazione sociale che troppo spesso, più che al benessere delle creature, mira al tornaconto di pochi, secondo piccole categorie umane, mosse da interessi immediati. L’immagine e il tempo storico, dati importanti nella vita dell’uomo, rischiano di diventare il solo parametro dell’esistere.. L’”oltre” che per noi cristiani significa “credere nella vita eterna”, al pari di un’altra parola, “santità”, sembrano suscitare fastidio e rischiano di essere rimosse dalle nostre prospettive esistenziali. Continua a leggere