Archivi autore: Michelangelo Galletti

Incontri nelle famiglie febbraio 2019

 Lc 18,9-14
Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». 14 Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Continua a leggere

Incontro nelle famiglie gennaio 2019

Lc 15,11-32
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: «Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!  Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;  non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati». Si alzò e tornò da suo padre. Continua a leggere

Vangelo della domenica (10-02-2019)

Va domenica del t.o. anno c -UNA COMUNITÀ’ DI INVIATI

Gesù chiama i suoi discepoli ad essere nel mondo “pescatori di uomini” coinvolgendoli così direttamente nella realizzazione del progetto di salvezza di Dio. Dio infatti ci salva per grazia, ma non senza la nostra risposta collaborativa. La grazia divina non elimina, ma perfeziona la disponibilità umana. La chiamata ad essere cristiani, dunque, diventa inevitabilmente “missione”: vocazione e missione definiscono allora l’esperienza cristiana nella storia. Il senso della missione sta in un cuore che accoglie la Parola e la diffonde perché porti frutto in ogni parte della terra. Continua a leggere

Attualità (10-02-2019)

PRECONCETTI E PREGIUDIZI

Persistono ancora nella fede di molti cristiani e comunità dei “filtri, per giunta intasati, che stanno all’origine di molti rifiuti e bollano la possibilità di una recezione integrale del Vangelo e del genuino messaggio cristiano.
Sono quelle immagini deformate di Dio che non pochi cristiani si trascinano dietro come, ad esempio quella di Dio come di un padre-padrone, permaloso e vendicativo, sempre pronto ad arrabbiarsi per una minima monelleria. Oppure di uno spauracchio, impegnato a fulminare minacce, ricatti e castighi, pur di farsi obbedire e rispettare. Od anche di rischio opposto, quello di pensare Dio come un paparino tenerone e buonista, che anche se arriviamo a chiamarlo “Abbà-Padre, gli attribuiamo il vizio di pensare sempre alla sua gloria, attribuendogli una perenne sete del nostro tributo di onori, incensi e complimenti. Continua a leggere

Vangelo della domenica (3-02-2019)

IV domenica del t.o. anno c -UNA COMUNITA’  CHE E’ PROFETICA

La comunità cristiana è chiamata a continuare la missione di Gesù nel mondo: annunciare la sua Parola di liberazione, la promessa di “grazia” che egli proclama nella sinagoga di Nazareth. La comunità cristiana è chiamata in ogni tempo ad essere “profetica proprio in quanto portatrice di questa Parola e della promessa ad essa legata. Attraverso di essa Dio può continuare ad agire nella storia umana. E’ dunque auspicabile che nella Chiesa non venga mai meno il coraggio dell’annuncio e della testimonianza. Continua a leggere

Attualità (3-02-2019)

PRECONCETTI E RIFIUTI

Un peccato, inteso come azione od omissione, si perdona; un preconcetto si può perdonare solo se c’è l’impegno dichiarato a cambiare mentalità. E poiché questa condizione si incontra difficilmente in chi è portatore di preconcetti, viene da concludere che il preconcetto difficilmente è perdonabile.
Nella sua vita terrena Gesù ha avuto da fare più con i preconcetti di scribi e farisei che con i peccati di prostitute e pubblicani. Più con i pregiudizi , le prevenzioni, e gli ipocriti pretesti dei primi, che con le miserie, le magagne e le sbandate dei secondi. Continua a leggere

Vangelo della domenica (27-01-2019)

III domenica del t.o. anno c -UNA COMUNITA’ CHE ASCOLTA

La liturgia richiama la nostra attenzione sul ruolo della Parola, l’ascolto della quale crea comunità. L’ascolto è un atto di fiducia, con il quale ci affidiamo a colui che riteniamo “affidabile” nella e per la nostra vita. Per i cristiani è il Padre che Gesù rivela mediante la sua parola: essa diventa la vera parola di Dio, sulla quale possiamo fare affidamento. Essa crea quel legame di comunione, con lui e tra di noi, che ci rende credibili anche di fronte al mondo come suoi testimoni.
Il vangelo di oggi ci porta nella sinagoga di Nazareth: qui Gesù annuncia l’”oggi” della liberazione, un “oggi” che si fa sempre attuale ogni volta che la comunità credente fa memoria di questo evento. Anche il rifiuto di allora ad accettare Gesù come parola di Dio ha forza di provocazione per i cristiani di tutti i tempi.

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Attualità (27-01-2019)

GUERRA GIUSTA?

Ho sempre partecipato con un certo imbarazzo alle commemorazioni della vittoria della prima guerra mondiale presso i monumenti ai caduti presenti in quasi tutti i paesi. Presenziavano le autorità civili e militari, le associazioni di ex combattenti e le scuole. Ho provato un po’ di sollievo quando non sono più stato invitato, come “autorità religiosa”, forse anche perché le mie brevi riflessioni e preghiere non erano in linea con l’enfasi e la retorica di tali celebrazioni. Continua a leggere

Vangelo della domenica (20-1-2019)

II domenica del t.o. anno c – LA GIOIA CHE CREA COMUNITA’

Il primo dei “segni” che accompagnano la missione di Gesù è stato compiuto in un contesto gioioso di una festa di nozze. A Cana di Galilea Gesù offre un assaggio del regno di Dio che egli annuncia: la trasformazione dell’acqua in vino allude, in un linguaggio chiaramente simbolico alla “novità” che lui è venuto a portare, e alla gioia di una liberazione. La Legge viene superata dalla Grazia, il tempo messianico della salvezza annunciata trova in lui il suo compimento. Nella gioia nasce una nuova comunità!

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Attualità (20-1-2019)

IL VANGELO E LA GIOIA

Il vangelo delle nozze di Cana, che leggiamo nella liturgia di oggi, ci presenta il tema della gioia e sembra chiederci: cosa sarebbe la nostra vita senza la gioia?
Nelle omelie si dice spesso che il vangelo è gioia, quella vera, non quella cercata nella droga, nell’alcool, nello stordimento dei weekend.
Come portare questo annuncio in modo efficace? Papa Francesco ci ha provato con l’Evangelii Gaudium, “la gioia del vangelo”.
Quando la predichiamo nelle nostre chiese, la gente, lì per lì, ci crede. ma poi… la realtà è un’altra. Se uno oggi cerca la gioia, non ricorre al vangelo, neanche se è credente. Cerca altre strade. Continua a leggere