Incontro nelle famiglie dicembre 2018

Dicembre

Luca 1, 39-56
39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44 Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
46 Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
50 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
54 Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55 come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

commento
L’esplosione del cantico del Magnificat si inserisce nel contesto di un incontro tra due donne, Maria e la cugina Elisabetta che, sul piano umano, è sicuramente un incontro di grande gioia, in quanto è l’incontro tra due parenti e tra due donne in attesa di un figlio … ma il loro incontro è soprattutto di esultanza nello Spirito Santo: “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo …” è un incontro che si realizza ad un livello superiore rispetto a quello prettamente umano. Maria, “la vergine”, ha da poco ricevuto l’Annuncio dell’Angelo che il Figlio di Dio è stato concepito nel suo seno ed Elisabetta “sterile e avanti negli anni”, ha avuto una grazia particolare, con la gravidanza di Giovanni Battista. E’ un saluto dunque, quello fra Maria ed Elisabetta, donne che hanno fatto esperienza di Dio e che ne portano segni evidenti nel corpo e nella propria vita. Il cantico di Maria era uno dei cantici delle comunità dei primi cristiani. Cantato nelle comunità, questo cantico di Maria insegna a pregare e a cantare. Questo inno si sviluppa come un mosaico di citazioni e di allusioni bibliche, che trova un parallelo nel Cantico di Anna (1Sam 2,1-10), considerato generalmente come la sua fonte principale sia dal punto di vista della situazione che della tematica e della formulazione. Qualche esegeta suggerisce di leggere questo cantico di Maria anche sullo sfondo della grande liberazione dell’Esodo e in particolare del celebre Cantico del passaggio del mar rosso (Es 15,1-18.21). In questo canto Maria si considera parte degli anawim, dei ‘poveri di Dio’, di coloro che ‘temono Dio’ riponendo in Lui ogni loro fiducia e speranza e che sul piano umano non godono nessun diritto o prestigio. I poveri, nel senso strettamente biblico, sono coloro che ripongono in Dio una fiducia incondizionata; per questo sono da considerarsi la parte migliore, qualitativa, del popolo d’Israele. Gli orgogliosi, invece, sono coloro che ripongono tutta la loro fiducia in se stessi. La Chiesa, ieri, oggi e sempre, proclama il Magnificat quando Cristo è risorto, ma rimangono ancora gravi ingiustizie sociali e il male continua a imperversare. Maria, e in lei e con lei la Chiesa, è talmente sicura che Dio porterà a compimento l’opera iniziata da parlarne come di un disegno già realizzato. Come dirà Gesù: “Il Regno di Dio è presente, il Regno di Dio è in mezzo a voi:” e come discepoli del Risorto continuiamo a cantare il Magnificat dei poveri e degli impoveriti della storia che sanno di farcela perché Dio resta l’eterno fedele alla vita di tutti.

Domande per la riflessione e la discussione
Mettendomi al posto di Maria e di Elisabetta: sono capace di percepire e sperimentare la presenza di Dio nelle cose semplici e comuni della vita di ogni giorno? Racconta.
L’atteggiamento di Maria dinanzi alla Parola esprime l’ideale che Luca vuole comunicare alle comunità: non rinchiudersi in se stessi, ma uscire da sé, essere attenti ai bisogni concreti delle persone e cercare di aiutare gli altri, soprattutto i poveri, nella misura delle loro necessità. Parliamone.
Come vivo la mia preghiera? E’ solo espressione di un sentimento o atteggiamento di ascolto e accoglienza della Parola di Dio, per riconoscere l’azione di Dio? A cosa mi porta nella vita concreta?

Preghiera finale MARIA, DONNA DELLA LODE
«Maria, donna che sa gioire e che sa esultare, che si lascia invadere dalla consolazione piena dello Spirito Santo, insegnaci a pregare perché possiamo anche noi scoprire la fonte della gioia.
Nella casa di Elisabetta, tua cugina, sentendoti accolta e capita nel tuo intimo segreto, prorompesti nell’inno di esultanza del cuore, parlando di Dio, di te in rapporto a Lui, e della inaudita avventura già avviata di essere madre di Cristo e di noi tutti, popolo santo di Dio.
Insegnaci a dare un ritmo di speranza e fremiti di gioia alle nostre preghiere, a volte logorate da amari piagnistei e intrise di mestizia quasi d’obbligo.
Il Vangelo ci parla di te, Maria, e di Elisabetta: ambedue custodivate nel cuore qualcosa, che non osavate o non volevate manifestare a nessuno. Ciascuna di voi, però, si sentì compresa dall’altra, quel fatidico giorno della visitazione e aveste parole e preghiera di festa.
Il vostro incontro divenne liturgia di ringraziamento e di lode al vostro ineffabile Dio.
Tu, donna della gioia profonda, cantasti il Magnificat, rapita e stupita di quanto il Signore andava operando nell’umile sua serva.
Magnificat è il grido, l’esplosione della gioia, che scoppia dentro ciascuno di noi, quando si sente accolto e compreso».

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