incontro nelle famiglie novembre 2018

Novembre

Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,1-6
Convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. 2E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. 4In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. 5Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». 6Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

• Silenzio 5 minuti. Rileggiamo il testo.
• Con una penna sottolinea le frasi che ti hanno colpito
• Chi vuole legge una o più frasi sottolineate senza commentare


Commento – I CONTINUATORI DELL’OPERA DI GESÙ’ (Lc 9,1-6) Galizzi
Una comunità cristiana che ha esperienza della salvezza si sente naturalmente in dovere di comunicare la propria fede. Al suo interno sorgono persone che tralasciano come si dice che per vocazione ogni altro impegno per dedicarsi nel mondo a un compito evangelizzatore e catechistico, mentre altri si dedicano in modo particolare alla cura e all’assistenza dei malati.
Qual il motivo di questo loro impegno? Da dove trae la sua origine? Con quale autorità realizzano la missione a cui si sentono chiamati? In un momento di crisi del mondo e delle istituzioni come il nostro, necessario chiedersi i motivi del proprio agire cristiano, e il ricorso al Vangelo inevitabile.
La semplicità e chiarezza del brano in sé evidente. Eppure questa pagina di Vangelo pone un problema all’interno dell’opera di Luca. Nella conclusione del Vangelo (24,49) e all’inizio degli Atti degli Apostoli (1,8) noi leggiamo che Gesù dice ai suoi discepoli di aspettare ad assumere il loro compito di testimonianza e di annunzio fino al giorno in cui saranno rivestiti di una forza dall’alto. Senza il dono dello Spirito Santo infatti impossibile un vero annunzio del lieto messaggio. E quindi logico pensare che l’attività dei Dodici al tempo del Gesù terreno si riducesse a un compito di precursori del Maestro (cf 9,52), e che l’attuale pagina rifletta soprattutto un’esperienza e una riflessione della comunità sulla propria missione. La ricchezza del brano appare da un confronto di frasi all’interno dell’opera di Luca.
In 4, 18.43 Gesù dice di essere stato mandato ad annunziare il lieto messaggio del regno di Dio ai poveri, e in 5,17 leggiamo che la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ora vediamo Gesù che trasmette ai suoi discepoli il potere ricevuto dal Padre e li manda a predicare il regno di Dio e a guarire gli ammalati (9,2). Ed essi, proprio come Gesù e con la sua stessa autorità, andarono di paese in paese annunziando il lieto messaggio e sanando ovunque gli ammalati (9,6). La deduzione che si impone evidente in se stessa: ciò che si realizza nella comunità risale ad un mandato dello stesso Gesù. Il servizio dei deboli e degli ammalati non per la comunità cristiana un’opera di supplenza, un dovere, un inevitabile impegno. Ci si potrà mettere accanto ai non cristiani per fare questo, perché il fare il bene non monopolio di nessuno, ma il cristiano dovrà sempre stare in prima fila. Lo esige il dovere della testimonianza.
Anche il modo dell’evangelizzazione è indicato dal Vangelo. Gesù non manda i Dodici ad aiutare i poveri dall’esterno, ma a incarnarsi nella loro situazione.
Le parole di Gesù, anche se paradossali nelle immagini, sono chiare. Egli esige dai suoi inviati austerità di vita, semplicità, coerenza.

Domande
Quali sono i servizi, i “ministeri” presenti nella nostra Chiesa? Quali sono quelli mancanti? Pensi che qualcuno sia più importante degli altri? Perché?
La Chiesa annuncia il Regno di Dio con parole e opere (come Gesù): cosa succede se “chiacchiera troppo”? o se “fa troppo di fatto” (ovvero opera senza insegnare)?
Poveri con i poveri … quali difetti di coerenza vedi nella nostra Chiesa? Quali consigli proponi?