Attualità (6-10-2019)

COSA SIGNIFICA “ACCRESCERE LA FEDE”?

Tante giovani coppie che si preparano al matrimonio e tanti giovani che si apprestano ad affrontare la vita adulta si dichiarano “credenti non praticanti”. Cioè affermano di mantenere il riferimento al soprannaturale senza sentirsi vincolati ad una chiesa, alle sue leggi e precetti. Ma che cosa vorrà dire essere “credenti”?, e quali sono le note che caratterizzano la fede?
La fede non è un alibi per coprire la propria tirannide. “Gott mit uns” era scritto sui cinturoni del soldati nazisti: “Dio è con noi”. “Dio lo vuole” affermano le persone che non ammettono dialogo e vogliono imporre la legge della propria volontà malata di protagonismo. La shari’a islamica traduce il messaggio coranico in norme di comportamento al limite della disumanità. Continua a leggere

Vangelo della domenica (29-09-2019)

XXVI domenica del t.o. anno c -CAMBIARE L’ORDINE DEI VALORI

Le letture di oggi sono accomunate, pur con accenti diversi, dall’insegnamento sul corretto uso del denaro e della ricchezza. Se già nel vangelo di domenica scorsa Gesù aveva severamente ammonito che non si può servire Dio e la ricchezza, ora ritorna sull’argomento con il racconto del ricco anonimo e del povero Lazzaro, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla gravità delle omissioni compiute nei confronti dei più poveri e, di conseguenza, sul dovere di ciascuno di soccorrere i deboli e gli indigenti. Tale urgenza era emersa in più passi della Scrittura, come riconosce Gesù stesso menzionando Mosè e i Profeti.

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Attualità (29-09-2019)

DIO PRIVILEGIA I POVERI

In ogni parte del mondo si incontrano volti diversi della povertà: la povertà dignitosa di chi è felice di ciò che possiede; la povertà solidale di chi sa condividere; la povertà degradante di portatori di handicap che mendicano sulle strade; la povertà abusata dei bambini e delle donne venduti come schiavi del lavoro e del sesso; la povertà arrabbiata di chi non ha futuro; la povertà scelta per amore di Dio e dei fratelli. Continua a leggere

Vangelo della domenica (22-09-2019)

domenica XXV del t.o. anno c -COSTRUIRE FRATERNITA’

La parabola del vangelo di oggi ha come protagonista un amministratore furbo e disonesto. Viene da chiedersi se era proprio necessario ricorrere ad un esempio così meschino e imbarazzante. Già la prima lettura ci ricorda che non viviamo in un mondo idilliaco, ma dobbiamo quotidianamente fare i conti con l’egoismo e le fragilità degli uomini In mezzo ai quali siamo invitati a dare la nostra buona testimonianza. Gesù evidentemente non loda la disonestà dell’amministratore, ma la sua astuzia. E’ come se dicesse: i figli di questo mondo, cioè coloro che non credono in Dio, si preoccupano per il loro domani mondano, perché voi non vi preoccupate con altrettanta serietà, del domani che vi vedrà al cospetto di Dio? Perché i credenti non pongono in atto le medesime strategie e astuzie per custodire e salvare la propria anima?

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Attualità (22-09-2019)

NON RASSEGNARCI ALL’INGIUSTIZIA

Il panorama dell’ingiustizia è cambiato molto rapidamente negli ultimi 20 anni. Certamente esistono ancora paesi ricchi e paesi poveri, ma l’accesso al sapere si è molto ampliato; i poveri hanno molte più conoscenze di prima e molta meno riverenza verso le autorità costituite; i ceti medi sono in larga parte impoveriti. Nei paesi del così detto Terzo mondo la medicina ha aumentato la speranza di vita e con essa il numero degli abitanti, mentre l’istruzione ha fatto crescere il senso di dignità di ogni persona e con esso, spesso, il risentimento verso nazioni ricche che hanno corrotto governanti e depredato risorse. Il risultato di questo processo è l’enorme crescita di un ceto medio impoverito che per anni si è vergognato di chiedere, e ora è passato alla rivendicazione. Continua a leggere

Vangelo della domenica (15-09-2019)

domenica XXIV del t.o. anno c – IL PERDONO CHE RINNOVA

Il tema delle letture di oggi è la misericordia di Dio nei confronti degli uomini. Un tema delicato e complesso che, assieme a quello della giustizia, attiene all’identità stessa di Dio.
La rivelazione della misericordia di Dio giunge al culmine nella testimonianza resa da Gesù, in particolare nella vicinanza che egli mostra verso i peccatori e coloro che, a motivo di scelte senza dubbio sbagliate, si sono allontanati da Dio e perciò vengono guardati con sospetto dai custodi delle sacre tradizioni. Eppure, Gesù cerca proprio i peccatori, li incontra, li ascolta per aiutarli a comprendere l’immenso amore che Dio nutre per l’uomo, soprattutto per coloro che, a motivo della propria fragilità, disperano della salvezza. Continua a leggere

Attualità (15-09-2019)

PECCATO, MISERICORDIA, CONVERSIONE

Parabola del “figliol prodigo” o del “Padre misericordioso”? La tradizione ha sempre insistito sul ruolo del figlio che se ne va, che sperpera il patrimonio che il padre gli ha dato, che però si pente, che si umilia fino a chiedere di essere considerato uno dei servi… E’ la parabola “del figliol prodigo”, appunto. Spinta all’estremo, questa mentalità teologica potrebbe essere quella dei farisei. L’uomo si salva perché è buono. Dio, che è giusto, premia quella bontà. Ma è proprio per contestare quella mentalità che Gesù racconta la parabola. Le parabole del capitolo 15 sono la risposta alle mormorazioni degli scribi e dei farisei che dicevano: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”. Continua a leggere

Vangelo della domenica (8-09-2019)

domenica XXIII del t.o. anno c- RINUNCIA COME ATTO DI FEDE

La parola di Dio di oggi propone una ricca catechesi sulla natura e sul significato della sequela, soffermandosi su aspetti tanto diversi quanto complementari. Il vangelo descrive la sequela anzitutto come una rinuncia nei confronti di se stessi e di tutti quei legami che impediscono non solo lo slancio missionario, ma anche l’adesione piena alla persona di Gesù e alla volontà del Padre.

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Attualità (8-09-2019)

UNA DECISIONE COSTOSA

Se Luca scrivesse oggi il suo vangelo, avendo presenti noi, cristiani di questo tempo probabilmente scriverebbe: “se uno pensa di essere cristiano significhi semplicemente andare a messa la domenica, recitare qualche rosario e visitare qualche santuario… questo non può essere mio discepolo”. Possiamo immaginare la sorpresa di tanti! Ma poi Luca continuerebbe: “Se uno pensa di essere un cristiano impegnato perché partecipa al Consiglio Pastorale, o fa il catechista, o collabora con la Caritas… costui non può essere mio discepolo”. Continua a leggere