Archivi categoria: Riflessioni del Vangelo

Vangelo della domenica (11-11-2018)

domenica XXXII del t.o. anno b – LA LOGICA DEL DONO

La contrapposizione tra avere tanto, ed essere poveri, rappresentata nel vangelo dall’antitesi tra la vedova povera e i ricchi benestanti, diventa l’occasione per Gesù di mettere in evidenza come donare ciò che si è vale molto più di ciò che si ha. E questa antitesi fa riflettere anche noi, nella nostra cultura del consumo, sulla differenza qualitativa tra “essere” e “avere”. Non si tratta di esaltare o condannare degli stati sociali, quanto piuttosto di marcare gli atteggiamenti che caratterizzano la logica del mondo rispetto alla logica del regno di Dio nel mondo.

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Vangelo della domenica (4-11-2018)

domenica XXXI del t.o. anno b -L’AMORE CHE SALVA

L’insegnamento di Gesù unisce insieme, in un unico comandamento, l’essenza della risposta di fede all’amore di Dio rivelato nella persona di Gesù: amare Dio e amare il prossimo è l’unica “legge” della vita cristiana. La carità fraterna diventa l’espressione concreta del nostro amare Dio, e perciò la realizzazione di ogni esigenza morale: chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede (1Giov 4,20). In questo senso ogni autentica fraternità ecclesiale diventa sacramento di salvezza.

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Vangelo della domenica (28-10-2018)

domenica XXX del t.o. anno b -IL CAMMINO DELLA FEDE

In quanto credenti siamo sempre come il cieco di cui narra il vangelo di questa domenica, possiamo gridare “Gesù, abbi pietà di noi” e “Che io abbia la vista!”.
Anche per noi, infatti, il credere non è un atto scontato, ma è piuttosto un cammino impegnativo che richiede sempre orientamento e scelte, ha bisogno di luce e di sostegno. Anche per noi è sempre necessario che Gesù “passi di là”, ossia si manifesti nella nostra quotidianità, così che lo si possa incontrare: una manifestazione che rimane misteriosa ed esige la nostra attenzione e apertura di cuore e mente.

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Vangelo della domenica (21-10-2018)

XXIX domenica del t.o. anno b-HA DATO LA VITA IN RISCATTO
PER MOLTI

Gesù ha posto tutto se stesso a servizio degli uomini, ha dato la sua vita per noi. Questo annuncio radicato nel vangelo è difficile da comprendere: come possono la sofferenza e la morte salvare? La risposta, non facile da tradurre in concetti e parole, è però intuibile: tutta la vita di Gesù, gesti e parole, fino alla morte è stata un continuo atto d’amore. E l’amore non può finire nel nulla: questa è la base anche per comprendere l’annuncio della risurrezione e la speranza di condividerla con chi ci ha tanto amato.

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Vangelo della domenica (14-10-2018)

domenica XXVIII del t.o. anno b -LA DISPONIBILITA’, UNA PROSPETTIVA NUOVA

Di fronte alla tentazione, così presente nella nostra cultura consumistica, di fare della ricchezza l’unico obiettivo dell’esistenza il vangelo di Gesù indica la via stretta della moderazione, la quale può insegnare l’apertura del cuore e la disponibilità a renderci sensibili alle necessità di chi sta nel bisogno. Infatti, non la ricchezza (il denaro) in sé è cattiva, ma l’uso distorto ed egoistico che se ne può fare. Disponibilità allora significa imparare la prospettiva sapienziale per cui “tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia”, imparare che gli idoli (di qualsiasi forma) allontanano dal regno di Dio.
Il vangelo pone anche a noi la domanda più fondamentale: che cosa fare per avere la vita eterna? Gesù risponde proponendo la scelta del distacco del cuore da tutto ciò che può creare schiavitù. La reazione dell’anonimo che poneva tale domanda a Gesù mostra quale ostacolo possa essere l’attaccamento alla ricchezza per la scelta di seguire Gesù.

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Vangelo della domenica (7-10-2018)

domenica XXVII del t.o. anno b -L’AMORE, MISTERO DI COMUNIONE

L’amore è il segno di Dio nella storia dell’umanità. La chiesa lo ha elevato alla dignità di “sacramento” nella forma della comunione di vita tra gli sposi, a fondamento della famiglia: Sacramento vuol dire “segno efficace” e visibile della presenza di Dio, per costruire una storia di comunione. L’amore reciproco diventa così il segno più elevato della dignità umana messa al servizio della comunità degli uomini: l’amore che vuole la vita, non la morte degli altri, perciò l’amore come fonte e garanzia di eternità. Anche la risurrezione di Gesù è opera dell’amore del Padre, così anche la speranza della nostra personale risurrezione è fondata sullo stesso amore divino, del quale siamo chiamati a dare testimonianza. Continua a leggere

Vangelo della domenica (30-09-2018)

domenica XXVI del t.o. anno b -CONTRO LA TENTAZIONE DI                                                                                           MONOPOLIZZARE DIO

La relazione di fede non segue la logica del mondo, e false sono le nostre immagini di Dio quando ci conducono a volerlo assoggettare ai nostri bisogni o desideri. Il credente non può rinchiudere Dio nelle istituzioni e nelle tradizioni entro le quali pur esprime la sua fede. Dio è sommamente libero e la sua volontà non coincide con le nostre pretese, la sua azione di salvezza può arrivare a noi attraverso canali imprevedibili. Il suo Spirito soffia dove vuole e la sua iniziativa trascende ogni istituzione e ogni forma in cui si manifesta la fede stessa: la vera religiosità comporta il lasciare che Dio sia Dio!

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Vangelo della domenica (23-09-2018)

domenica XXV del t.o. anno b- CONTRO LA RICERCA DEI PRIMI POSTI

La contestazione più radicale ad una concezione del potere come dominio e sfruttamento degli altri è la vita stessa di Gesù. La ricerca dell’onore di Dio e del suo primato, che sta alla base della visione del “regno di Dio” da Gesù annunciato, è contrario alla ricerca di onori e primi posti. Gesù chiede di seguirlo nella sua missione di Servo, nella mitezza e umiltà, nell’aiuto ai poveri, nell’essere in mezzo a loro “come colui che serve”. La chiesa, al vertice e alla base, trova qui delineata la sua missione nel mondo, ed anche la scala dei valori da proporre e da difendere.

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Vangelo della domenica (16-09-2018)

domenica XXIV del t.o. anno b – LA CROCE E’ MESSAGGIO DI SPERANZA

La liturgia di oggi ci pone di fronte a Gesù “Messia sofferente”, che fin dall’inizio e anche oggi rimane “follia” per molti. Il “Cristo”del Calvario nel quale soltanto tuttavia c’è salvezza, resta il grande mistero dell’esperienza cristiana. Questa sua “croce” però, paradossalmente, parla di amore e non di odio, e perciò parla anche a noi di speranza e non di disperazione. Il grande mistero della salvezza dell’uomo e del mondo non passa attraverso la logica del potere di dominio e sfruttamento, ma attraverso il dono della vita: questo ha inteso Gesù con l’annuncio del “Regno di Dio” in cui la storia del mondo va trasformata. Continua a leggere

Vangelo della domenica (9-09-2018)

XXIII domenica del t.o. anno b -LA FEDE NASCE DALL’ ASCOLTO

Ascoltare, nel linguaggio della Bibbia, non significa soltanto udire superficialmente, ma piuttosto “obbedire”, non nel senso di un subire o eseguire un volere altrui, quanto nel senso di riconoscere il primato di Dio nella nostra vita. Le immagini della Bibbia presentano spesso l’uomo, o addirittura il popolo, come chiuso alla parola di Dio, come sordo e muto, incapace di comprendere e di riconoscere la strada della vita come la Parola indica. Per questo l’iniziazione alla fede viene spesso intesa come una “guarigione”, che ridona vita e fa capaci di lode.

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