Vangelo della domenica (1-09-2019)

domenica XXII del t.o. anno C -INVITO ALL’UMILTA’

Le letture di oggi ci danno un prezioso insegnamento sull’umiltà, atteggiamento che, almeno agli occhi del mondo, non gode di grandissima stima. L’umile, infatti, secondo i criteri della mondanità, spesso è ritenuto un perdente, e, in quanto tale, viene relegato ai margini della società. Non così per la Bibbia. Ad una lettura attenta del testo sacro, in una maniera tutta paradossale, Dio si rivela come l’umile per eccellenza, dal momento che costantemente si abbassa per dialogare con l’umanità peccatrice.

Tale rivelazione giunge al culmine con Gesù, il quale, come afferma S. Paolo, “Pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce” (Fil 2,5-8).
Il vangelo, in particolare, conferma tale prospettiva perché descrive Gesù nell’atto di condividere la mensa con i poveri, i sofferenti e con colo che apertamente contestano i suoi insegnamenti, i farisei. E’ proprio a questi ultimi che egli rivolge un appello non solo alla conversione, ma anche all’umiltà, perché si rendano conto che la salvezza più che essere frutto di meriti particolari, è un dono gratuito di Dio.

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