Vangelo della domenica (14-01-2018)

II domenica t.o. anno b – TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA

Nella prospettiva cristiana la vita è intesa come vocazione, come chiamata a realizzare noi stessi attraverso la relazione con Dio, a realizzare quel progetto che Dio ha su di noi: ai suoi occhi siamo unici, ma egli ci conduce alla pienezza del nostro essere non senza la nostra collaborazione. Per questo diventa importante l’ascolto della sua Parola. E la parola di Dio si è fatta carne nella persona di Gesù, che diventa dunque per noi la via per scoprire la nostra personale vocazione e anche per rispondere in maniera positiva: attraverso di lui, come fondamento e guida, possiamo sperare nella piena riuscita della nostra vita.

Compito del cristiano è dunque quello di cercare Gesù per seguirlo. Il vangelo racconta le prime esperienze dei discepoli e sottolinea, in particolare, il loro “fermarsi presso di lui”. Qui la risposta alla chiamata si concretizza in un atteggiamento di fede. Essa rappresenta la base di ogni risposta al progetto che Dio ha su di noi.
Ne è esempio la vocazione di Samuele nella prima lettura: la chiamata di Dio viene avvertita, riconosciuta e accolta solo gradualmente, ma sarà la disponibilità ad accoglierla che può dare avvio ad una missione profetica a beneficio di un popolo.
E’ proprio di questo progetto di vita vissuto come vocazione coinvolgere tutta la persona, incluso il suo corpo, espressione delle sue molteplici e diverse relazioni: la seconda lettura ne trae indicazioni impegnative. Glorificare Dio nel proprio corpo acquista qui un significato speciale per l’unità e la qualità della comunità.

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