Vangelo della domenica (17-04-2016)

IV DOMENICA DI PASQUA –  GESU’ BUON “PASTORE”

IV DOMENICA DI PASQUA ANNO CNel clima di anonimato e di massificazione tipico della nostra cultura, e spesso di disprezzo nei confronti della persona e della sua dignità, l’immagina di Gesù “pastore” capovolge queste logiche e mostra la possibilità di rapporti personali accoglienti e valorizzanti, soprattutto nei confronti dei più deboli. Il suo amore ci coglie nella nostra identità, egli ci “conosce” e in lui noi “riconosciamo” colui che ci salva. Attraverso di lui ci sentiamo nelle mani buone di un Padre che nutre interesse per la nostra umana avventura.


E’ questo il tema del vangelo: la metafora del pastore pronto a dare la vita indica la disponibilità di Gesù a farsi carico del nostro destino. Allo stesso tempo indica che cosa si aspetta da noi: non è importante il numero di chi fa parte del suo gregge, quanto la qualità della relazione che si stabilisce. Per questo si è invitati all’ascolto della sua voce e all’accoglienza della sua sollecitudine.
In modo simile nella prima lettura diventa centrale l’invito a conformarsi a Cristo. Vivendo personalmente il mistero del proprio battesimo, trova realizzazione la dimensione missionaria della fede di ogni cristiano. Di fronte alla chiusura della comunità, incapace di cogliere la novità del vangelo, la parola di vita si diffonde per altre vie, superando barriere razziali e nazionalistiche; i pagani l’accolgono e diventano così partecipi della vita eterna.
E in questa tensione a conformarsi a Cristo anche le tribolazioni vissute in questo mondo possono diventare, come assicura il libro dell’Apocalisse (seconda lettura), segno di appartenenza a lui.

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