Vangelo della domenica (18-11-2018)

DOMENICA XXXIII del t.o. anno b -IN CAMMINO VERSO DOVE?

Le domeniche conclusive dell’anno liturgico ci fanno riflettere sulle realtà “ultime”, quelle decisive agli occhi della fede. La riflessione non ha come obiettivo di creare paura o di gettarci nell’angoscia, ma di fare luce nella nostra esistenza con uno sguardo peno di speranza. Il cristiano sa di essere “in cammino” non verso il nulla, ma verso la pienezza anticipata nella risurrezione di Gesù. In questo cammino terreno, a volte anche molto difficile, non si è soli: Gesù, infatti, ci accompagna con il suo Spirito in questa avventura terrena e ci conduce verso il Padre che ci attende.


Il vangelo, con il linguaggio velato della parabola, parla di una primavera ricca di un germogliare che richiede occhi attenti per saperla cogliere: per immagini ci viene evocato il mistero pasquale, di morte e risurrezione, capace di trasfigurare la vicenda umana: tutto potrà passare, non la promessa presente nella parola e nella persona di Gesù.
La prima lettura, dal libro di Daniele, è anch’essa una “profezia” della salvezza finale, attraverso immagini di speranza: quelli che dormono nella polvere si risveglieranno. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento.
La prima lettura, dalla lettera agli Ebrei, continua a mettere in evidenza il valore unico del dono di Cristo. Questa offerta di sé rende perfetti per sempre quelli che egli santifica.

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