Vangelo della domenica (19-01-2014)

2a DOM. DEL TEMPO ORDINARIO
GESU’ TOGLIE I PECCATI DEL MONDO

L’espressione “Agnello di Dio” richiama agli ascoltatori ebrei due immagini: quella del Servo di Dio di Isaia, che appare come “agnello condotto al macello” e quella dell’agnello del sacrificio pasquale. Il “servo di Dio” è una figura simbolica che incorpora in sé tutto il destino di un popolo, e che rivela Dio come salvatore e liberatore. Il compito del Servo di Dio non si esaurisce nell’ambito del popolo ebraico, ma acquista una dimensione ecumenica e universale. Riconoscendo in Gesù il Servo di Dio e “l’agnello che toglie il peccato del mondo”, le prime comunità cristiane esprimono la loro fede in Cristo liberatore e salvatore del mondo. Cosa può voler dire questo per l’uomo di oggi?. L’uomo moderno sembra convinto di essere padrone del proprio destino. Egli non appare più ai propri occhi come pellegrino che percorre frettolosamente la valle di lacrime di questo mondo, verso la terra promessa dell’aldilà. Alla mobile tenda ha sostituito una casa stabile e sicura. Alla speranza teologale ha sostituito una speranza umana e terrena.
L’uomo non attende più la salvezza dall’esterno, se la costruisce con le sue stesse mani. Questo fa dire a molti che Dio non esiste, e molti altri affermano coi fatti che, anche se esiste, non è rilevante. Questi non sono solo coloro che non cercano mai Dio, ma anche coloro che, pur cercandolo spesso, lo relegano in posti irrilevanti per la storia personale , della comunità e dell’umanità intera. Fanno così quanti credono che la considerazione di Dio consista in pratiche ripetitive e in preghiere autoesaurienti.
La crisi che viviamo in questi anni, che è globale, ci dice che la pretesa dell’uomo di salvarsi da solo e l’ubriacatura del progresso e del benessere goduti da pochi uomini, ciechi di fronte agli squilibri che esistono nel mondo e sordi rispetto alle numerose istanze di cambiamento che vengono da ogni parte, sono state delle chimere che hanno deluso anche coloro che vi hanno creduto.
Il mondo si presenta ancora pieno di problemi insoluti. Risolti alcuni problemi ne restano e se ne presentano altri la cui soluzione sembra lontana, o addirittura impossibile.
Questo progresso è fondamentalmente ambiguo, aperto cioè, sia al bene che al male, alla salvezza come alla perdizione dell’uomo. L’esperienza scottante di due guerre mondiali e di molte altre che si consumano ancora oggi in varie parti del mondo, i campi di sterminio, le paurose devastazioni delle bombe atomiche, lo squilibrio prodotto nell’ecologia, l’inquinamento atmosferico ripropongono all’uomo di oggi il problema di una “salvezza” che ha dimensioni più vaste e più profonde.

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