Vangelo della domenica (2-07-2017)

CHI ACCOGLIE VOI ACCOGLIE ME

“Chi accoglie voi accoglie me”: questa affermazione di Gesù che sembra legare l’accoglienza alla sua sequela, può apparire a molti inquietante e problematica, soprattutto di fronte all’uso retorico e privo di ogni discernimento che oggi se ne fa, specialmente in ambito politico. Può essere imposta, come un dovere, l’accoglienza? Ciò che è imposto può essere preso come un valore? L’affermazione di Gesù non implica una certa “reciprocità”? Accogliere non comporta forse anche la disponibilità (non la pretesa!) ad essere accolto, e questo in un dialogo reciproco e in reciproco rispetto?


La Parola di oggi interpella le coscienze con il richiamarci al valore dell’ospitalità. Nella pima lettura l’esempio di accoglienza che essa ci presenta mostra come l’ospitalità possa essere vissuta come fonte di benedizione: è una prospettiva comprensibile soltanto nella fede.
Il vangelo collega l’invito all’accoglienza alla sequela: Gesù afferma: chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me. In effetti la croce di Gesù è segno di amore prima che di un patibolo.
La seconda lettura è un invito a camminare in una vita nuova. In questo senso l’invito all’accoglienza si può leggere come una via per cambiare il nostro modo di vedere, come un’autentica trasformazione nel nostro orientamento esistenziale.

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