Vangelo della domenica (25-01-2015)

Il regno di Dio è vicino

III dom t.o. anno bTra le prime parole che Gesù dice all’inizio della sua vita pubblica c’è questo annuncio.
A ben vedere queste parole possono essere intese come una minaccia o come una rivelazione. Nel secondo caso si può parlare più propriamente di Vangelo, buona notizia.
L’interpretazione della vicinanza del regno di Dio come minaccia, o meglio come avvertimento, non è fuori luogo. Basta guardare, tra l’altro, alla prima lettura di oggi. Giona sprona gli abitanti di Ninive alla conversione con un annuncio che appare proprio come una minaccia: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. Sicuramente Giona, da bravo israelita, aveva dei risentimenti contro la città di Ninive che più volte aveva sconfitto e fatto soffrire proprio il suo popolo; leggendo la sua storia e il rapporto di scontro-collaborazione forzata che ha con Dio possiamo anche pensare a Giona come un profeta più incline alla durezza che alla misericordia, ma tutto questo non toglie niente alla forma quasi terrorista con cui annuncia il giudizio di Dio. Le sue parole suonano come un ultimatum. Nonostante ciò la popolazione di Ninive si converte: “grandi e piccoli” e Dio ritrae la mano già pronta al castigo.
Una breve riflessione accessoria mi sorge spontanea: quante volte il miracolo di Dio avviene per la Sua Misericordia e l’umile accettazione dei suoi figli nonostante l’impropria azione di noi Suoi ministri!
Ma torniamo al tema dell’annuncio della vicinanza del regno. Sulle labbra di Gesù questo annuncio è rivelazione, Vangelo. Il regno di Dio è vicino, guardatevi attorno e scopritene i segni. Aprite gli occhi e gioite della prossimità di Dio!
Detto così questo annuncio è una vera lieta novella una grande e gioiosa notizia che Gesù ci rivela con la sua autorità di figlio di Dio. A dire il vero non è il primo ad annunciare un mondo di giustizia e di pace, ricordiamo per esempio Isaia che poche settimane fa ci esponeva il sogno di Dio: “Il lupo dimorerà con l’agnello … il bambino si trastullerà con la vipera …” ma in Isaia si parlava di profezia, visione futura, Gesù invece parla di presente “il tempo è compiuto”. Con Gesù si realizza il sogno di pace che Dio ha in mente fin dall’eternità.
Sento già i commenti tristi ed un po’ sarcastici di chi, con i piedi per terra, scuote la testa: Giorgio ma te non li vedi i telegiornali? Riconosco in quei commenti la mia stessa amarezza e sconforto di fronte a notizie di cui come uomo mi vergogno. Ma nondimeno, anzi con ancora più forza la mia anima, la mia Fede e quel Dio che inspiegabilmente mi ha voluto cristiano e prete oggi devono urlare che il Suo regno è vicino, è qui. Parlo dello stupore infantile e francescano che ognuno di noi prova di fronte alle meraviglie della natura: “In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso” Mc 10,15. Parlo delle centinaia di persone che con mente, braccia e soprattutto cuore si dedicano a servizi spesso gratuiti per i più disagiati e per le nostre parrocchie ed associazioni. Parlo di quelle infinite offerte di dolore fisico e morale che tanti ammalati, genitori e giovani presentano al Signore ogni giorno con una corona in mano … E notate, per favore, che non ho detto niente di argomenti principe come Papa Francesco, Taizé, Giornate Mondiali dei Giovani ecc.
Il regno di Dio è vicino, è qui. Magari noi siamo un po’ distratti, tentati dal Demonio a non farci caso. Forse Gesù potrebbe dirci: siate furbi, godetevi i segni della mia presenza e la conversione potrebbe diventare un gioioso lasciarci alle spalle usanze tristi e umilianti per seguire Lui.
O come ci ha detto il Papa: “Non siate mai uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo” (Palme 2013).