Vangelo della domenica (4-02-2018)

V domenica t.o. anno b -IL SIGNORE RISANA I CUORI AFFRANTI

La guarigione di persone malate è, nel vangelo di Gesù, uno dei segni della presenza del Regno di Dio tra gli uomini. Guarendo le persone, nel corpo e nell’anima, Gesù si manifesta come il Salvatore, anticipa la promessa di risurrezione per tutta l’umanità, presente nella sua risuscitazione: l’azione dello Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra. La guarigione è l’anelito di ogni ammalato, è l’anelito della creazione che sperimenta il limite e la morte. La grande speranza di cui l’esperienza cristiana si fa portatrice, e che la distingue da ogni altra forma di religione, è questa: una vita nuova, una pienezza di vita, la salvezza ad opera di Dio.
Il vangelo proclamato oggi nella liturgia conferma, attraverso tre quadri densi di significato, questo annuncio: Gesù è il nostro Salvatore, lui solo è il liberatore dal male che affligge l’umanità. Chi lo accoglie come tale e fa esperienza della sua presenza liberante si trasforma in testimone di questa grande speranza di vita.
La prima lettura, nel metterci a confronto con la biblica figura di Giobbe, ci richiama alla consapevolezza della nostra naturale fragilità e precarietà: un soffio è la nostra vita terrena. Dio soltanto può essere la risposta al nostro interrogarci sul senso ultimo dell’esistenza.
Per questo Paolo, nella seconda lettura, sente come compito specifico del cristiano l’annuncio del Vangelo: chi trova il senso della vita nel Vangelo non può non annunciarlo anche a tutti gli altri che sono in ricerca.

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