Vangelo della domenica (5-01-2020)

II domenica dopo Natale – LA PAROLA SI E’ FATTA CARNE

Presa tra la solennità di Maria, Madre di Dio e l’Epifania, questa domenica rischia di essere vissuta un po’ in sordina. Essa rappresenta una felice opportunità per approfondire il mistero dell’Incarnazione nel quale non si entra d’improvviso, ma a piccoli passi.
La storia di Israele è storia di un incontro voluto da Dio per stringere un’alleanza con il suo popolo. Alleanza vuol dire relazione, rapporto continuo e fedele. E Dio ha fatto la sua parte, ha assicurato la sua presenza, “ha piantato la sua tenda”, legandosi in modo particolare ai discendenti di Abramo (prima lettura).Il disegno di Dio ha trovato compimento in Cristo Gesù. Il suo Figlio, infatti, che è la Luce e la Vita del mondo, ha assunto il volto di un uomo, “la Parola si è fatta carne”. Ormai chi vuol partecipare alla gloria di Dio, ricevere grazia e verità, deve passare attraverso di lui. Solo così può essere trasformato nel profondo, diventando un “figlio di Dio” (vangelo).
Paolo rende grazie per il dono della sapienza, con cui siamo in grado di decifrare il progetto di Dio. L’esistenza cristiana, infatti, assume una direzione un traguardo e il discepolo, abitato dalla speranza, diventa erede di un tesoro di grazia (seconda lettura).

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