Vangelo della domenica (9-03-2014)

1a DOMENICA DI QUARESIMA:
                           ADORA IL SIGNORE DIO TUO

In questo tempo di Quaresima, le letture trattano soprattutto il tema del Battesimo e dell’identità cristiana. Oggi il vangelo ci presenta lo scontro vittorioso di Cristo sul maligno e il suo fedele “sì” alla volontà del Padre. E’ un racconto-chiave che presenta la condizione pienamente umana nella quale Gesù vive la sua relazione col Padre. Si hanno qui le prime avvisaglie delle prove che attraverseranno tutta la vita di Gesù che culmineranno nella croce. Tra il battesimo del Giordano e il battesimo della croce si snoda un cammino di progressiva fedeltà alla vocazione ricevuta.
La tentazione va alla radice della condizione filiale di Gesù. Se Cristo avesse eluso la “povertà” della condizione umana e avesse percorso la “scorciatoia” del successo facile, non sarebbe stato autenticamente uomo, né Figlio di Dio. Questa è la tentazione di ogni uomo, e il cristiano deve fare i conti con una simile realtà che diventa il banco di prova della sua fede e della sua esistenza filiale. Il tutto avviene nel deserto, tradizionale teatro della prova e dell’intimità con Dio. Nel deserto, al tempo dell’esodo, il popolo di Israele conobbe la tentazione e ne fu sconfitto. Nel deserto Cristo, come nuovo Israele, esce vincitore di Satana. Il tentatore, con grande abilità, fa balenare a Gesù il miraggio di un facile messianismo: le suggestioni del potere, del prestigio, della ricchezza. Ma la scelta di Cristo è inequivocabile. Con un triplice: “Sta scritto…” mostra come la sua vita scorra all’ombra della parola di Dio.

La quaresima vuole portarci ad una piena consapevolezza della nostra vocazione, della nostra condizione di figli, che abbiamo acquisito attraverso il battesimo. Ma la tentazione dell’avere, del potere e del valere spesso offuscano questa nostra chiamata. Solo la Parola di Dio, ascoltata, meditata e pregata ci sostiene nella lotta contro queste terribili tentazioni. Affidandosi, come Cristo, alla parola di Dio, il credente testimonia e conferma la fecondità della sua scelta. Suo unico Signore è Dio e a Lui solo presta il suo culto filiale. Scegliere Dio è certamente scomodo e lo scontro può fare paura: ma la vittoria di Cristo pervade di fiducia e di ottimismo chi ha aderito alla sua parola.

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