Veglia di preghiera quaresima 2014

Veglia di Preghiera di inizio QUARESIMA
Massarosa 7 marzo 2014

“Mentre erano chiuse le porte
del luogo dove si trovavano i discepoli
per timore dei Giudei, venne Gesù…” (Gv. 20,19)

Canto iniziale, Chi siamo noi ( numero 48)

Celebrante: Nel nome del Padre…

A voi fratelli e sorelle, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, grazia e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
R. E con il tuo spirito

Viene presentato il manifesto della veglia di preghiera posizionato di fronte all’altare

Due sono i termini che descrivono la situazione storica in cui si compie la pasqua del Signore: le porte chiuse (simbolo che esprime la paura, la morte, il peccato…) e il mentre (che introduce l’azione del Cristo che distrugge le porte degli inferi e libera l’uomo).
Questa scelta tiene insieme il contenuto liturgico della pasqua che si prolunga fino a Pentecoste ed è preparata dalla quaresima e recepisce l’invito alla missione che descrive il cammino della nostra
Chiesa in questo anno.

L’immagine delle porte chiuse descrive bene situazioni in cui si trova la persona ma anche la chiesa:

chiuse sono le porte della stanza in cui sono i discepoli nel giorno della resurrezione, essi non hanno ancora compreso le Scritture, la loro fede è debole e la paura li domina, li tiene al chiuso;

chiuse erano le porte del paradiso dopo il peccato quando Dio “scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita” (Gen 3,24): è la descrizione della situazione umana di peccato che chiude in se stessi e rende incapaci di una relazione fiduciosa con Dio e responsabile con i propri simili e con il creato;

porte chiuse sono quelle delle comunità cristiane di ogni tempo e luogo quando perdono il senso della propria identità testimoniale, in questi casi l’esito è la perdita del senso della storia, la difesa dei propri privilegi, in rifugio in forme del passato che evocano miti della cristianità esistenti solo nella letteratura, chiusa è la riduzione dell’esperienza cristiana a proposta di una fede intimistica e disincantata

le porte chiuse descrivono infine il dramma cristiano del peccato che rompendo la relazione di fiducia col Padre rende incapaci di percepire la propria dignità e di aprirsi alla fraternità in Cristo.
Celebrante: Siamo riuniti per celebrare, lodare, ringraziare Dio nostro Padre, chiedergli di farci creature nuove nello Spirito e di aiutarci a camminare nelle sue vie.
Lo vogliamo fare con la mente e col cuore, con la parola, col canto:

Tutti: Noi t’invochiamo, Signore Iddio: Tu conosci ogni cosa e niente ti sfugge, maestro di verità. Hai creato l’universo e vegli su ogni essere. Tu guidi alla verità quelli che stanno nelle tenebre, nell’ombra della morte. Tu vuoi salvare tutti gli uomini e far loro conoscere la verità. Tutti insieme ti offriamo lodi e inni di ringraziamento per glorificarti con tutto il cuore e ad alta voce.

Ti sei degnato di chiamarci, istruirci, invitarci; ci hai concesso sapienza e intelligenza nella verità, per la vita eterna. Ci hai redenti con il sangue prezioso e immacolato del tuo unico Figlio da ogni traviamento e dalla schiavitù. Ci hai liberati dal maligno e ci hai concesso gloria e libertà. Eravamo morti e ci hai fatti rinascere, anima e corpo, nello Spirito. Concedici di guardare, cercare e contemplare i beni del cielo e quelli della terra. Così per la forza della grazia sarà resa gloria alla tua maestà onnipotente, santissima e degna di lode, in Gesù Cristo tuo Figlio diletto con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

Memoria del Battesimo e benedizione dell’acqua

Cel. Fratelli carissimi, preghiamo umilmente il Signore Dio nostro, perché benedica quest’acqua con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro Battesimo. Il Signore ci rinnovi interiormente, perché siamo sempre fedeli allo Spirito che ci è stato dato in dono.

Signore Dio nostro, sii presente in mezzo al tuo popolo, che veglia in preghiera, rievocando l’opera ammirabile della nostra creazione e l’opera ancor più ammirabile della nostra salvezza.
Degnati di benedire quest’acqua, che hai creato perché dia fertilità alla terra, freschezza e sollievo ai nostri corpi.
Di questo dono della creazione hai fatto un segno della tua bontà: attraverso l’acqua del Mar Rosso hai liberato il tuo popolo dalla schiavitù; nel deserto hai fatto scaturire una sorgente per saziare la sua sete; con l’immagine dell’acqua viva i profeti hanno preannunziato la nuova alleanza che tu intendevi offrire agli uomini.
Infine nell’acqua del Giordano, santificata dal Cristo, hai inaugurato il sacramento della rinascita, che segna l’inizio dell’umanità nuova libera dalla corruzione del peccato.
Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, il ricordo del nostro Battesimo, perché possiamo unirci all’assemblea gioiosa di tutti i fratelli, battezzati nella Pasqua di Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

il Celebrante asperge l’assemblea Canto: Acqua siamo noi n. 3

PRIMA LETTURA
Dal libro della Genesi. Capitolo 3
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?» Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutte e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?» Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?» Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto ed egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato: ”Non devi mangiarne”, maledetto il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba dei campi. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!». L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi. Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì. Poi il Signore Dio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora non stenda la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!». Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante per custodire la via all’albero della vita.
Parola di Dio

Cantiamo insieme il Salmo 50 (Purificami numero 137)

SECONDA LETTURA (Romani capitolo 5)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. Fino alla legge infatti c’era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini. E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia, perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.
PAROLA di DIO

Canto al Vangelo. Gloria a te numero 79

Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 20)

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore

Lode a te, o Cristo

OMELIA

PREGHIERA CORALE Efrem – sec. IV

Si recita insieme la preghiera :

Cado alle tue ginocchia, Signore, per adorarti…
Tu ami gli uomini e io ti glorifico, o Cristo, Figlio unico e Signore di tutte le cose,
che solo sei senza peccato:
hai voluto subire, per me peccatore e indegno, la morte, e la morte di croce.
In tal modo hai liberato le anime dal male. Che cosa ti darò in cambio,
Signore, per tanta bontà! Gloria a te, amico degli uomini!
Gloria a te, misericordioso! Gloria a te, longanime!
Gloria a te, che assolvi i peccati.
Gloria a te, che sei venuto per salvare le nostre anime!
Gloria a te, che ti sei fatto carne nel seno della Vergine!
Gloria a te, che fosti legato!
Gloria a te, che fosti flagellato!
Gloria a te, che fosti inchiodato sulla croce!
Gloria a te, che fosti seppellito e sei risuscitato! AMEN

Preghiere dei fedeli
Sac. Si apre davanti a noi il cammino della Quaresima, con le sue tappe, le sue leggi, i suoi traguardi. E’ un grande impegno per tutti. E il tempo prezioso, la primavera dello Spirito, la grande scuola della fede.
Chiediamo al Signore che ci renda docili alla sua Parola, per giungere completamente trasformati alla santa Pasqua.

Ripetiamo insieme : Converti i nostri cuori Signore!

Perché in questa Quaresima impariamo a seguire il nostro maestro e modello, Gesù Cristo, uomo nuovo, progetto di una umanità riconciliata con il Padre, preghiamo. Rit.

Perché, specialmente in questo tempo, riscopriamo la domenica come un giorno diverso dagli altri: il giorno del Signore, il giorno della comunità, il giorno della riconciliazione e dell’amicizia aperta a tutti i fratelli, preghiamo. Rit.

Perché in ognuno di questi quaranta giorni troviamo spazio e tempo da dedicare alla preghiera e alla meditazione della Parola, per conoscere ciò che Dio vuole da noi e attuarlo nella nostra vita, preghiamo. R.

Perché ogni famiglia scopra la dimensione domestica della Quaresima: apra il libro del Vangelo, crei occasioni di preghiera comune e, cordialmente unita nella carità, faccia di ogni casa un luogo di accoglienza fraterna, preghiamo. Rit.

Perché l’itinerario della Quaresima abbia per ciascuno di noi il suo culmine nel rito della penitenza e nella comunione pasquale, come segni sacramentali della nostra conversione, preghiamo. Rit.

Si aggiungono preghiere spontanee……

Sac. Obbedienti alla Parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, insieme cantiamo:

Padre nostro cantato
O Signore, che ci offri ancora una volta un tempo propizio per ricuperare il vero senso della vita e riconciliarci con te e con i fratelli, fa’ Che tutti insieme, sulle orme di Gesù, camminiamo giorno per giorno verso la gioia pasquale. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

4. Congedo dell’Assemblea

Canto finale: Io sarò con voi numero 99

 

PROPOSTE PER VIVERE LA QUARESIMA

Ogni domenica: partecipazione più attenta alla messa.
Ogni martedì a Massarosa, e con scadenze diverse in altri luoghi: incontro sulla parola di Dio.
Ogni venerdì, ore 21.00: Via Crucis in un paese della comunità:
21 marzo a Piano del Quercione
28 marzo a Gualdo
4 aprile a Montigiano
11 aprile a Massarosa
18 aprile (venerdì santo) dalla Pieve a Massarosa
Ogni sabato pomeriggio un sacerdote è disponibile a Massarosa per le confessioni.
Tutti i giorni: ore 7.45, a Massarosa: preghiera delle lodi; ore 18.00:
s messa e vespri.

SOLIDARIETA’ COL BURKINA FASO

Nel tempo di Quaresima siamo particolarmente invitati a gesti di solidarietà e di condivisione con i fratelli e le sorelle più bisognosi.
La nostra comunità pastorale è collegata con la missione di Yalgo, in Burkina Faso (Africa) e la aiuta in vari modi nelle opere di promozione umana (pozzi per l’acqua potabile, servizi sanitari, scuole, attività agricole).
Durante la quaresima invitiamo bambini, giovani, adulti e famiglie ad una maggiore sobrietà nel cibo e nei consumi (digiuno) per condividere con chi è in situazioni di necessità (elemosina).
Il venerdì è il giorno della settimana particolarmente dedicato alla penitenza
Le offerte raccolte le porteremo all’altare all’offertorio della messa del giovedì santo, e saranno destinate:
al Cren (centro nutrizionale) di Yalgo (Burkina Faso), impegnato nella lotta alla malnutrizione infantile e cura dei bambini affetti da gravi patologie alimentari; nella educazione delle mamme e campagna di sensibilizzazione nelle aree rurali;
alla maternità di Yalgo, che svolge assistenza pre-parto/neo-natale grazie alla recente realizzazione di un reparto di ostetricia/ginecologia per assistere le donne in stato di gravidanza e garantire ambienti sterili e idonei all’esercizio delle attività da parte del personale adeguatamente formato. Il cren e la maternità servono la popolazione di tutta la missione di Yalgo (26 villaggi, 47 mila persone), è diretto dalle suore della missione con la collaborazione di infermieri e operatori.
In ogni chiesa si trovano dei cartoncini che, composti come salvadanaio e posti in evidenza nella casa, ricorderanno questo impegno.