Vangelo della domenica (26/07/2015)

Riflessioni del Vangelo

IL PANE DEI POVERI

dom XVII t.o. anno bIl vangelo presenta il miracolo della moltiplicazione dei pani, già annunciato dai profeti, con un chiaro significato eucaristico, e come preludio di quel banchetto che il Signore ha preparato sul monte per tutti i popoli alla fine dei tempi. Le azioni che Gesù compie sono le stesse dell’istituzione dell’Eucarestia: “prese il pane e dopo aver reso grazie, lo distribuì…” L’Eucarestia viene così vista nel suo senso più genuino di abbondanza di vita e quindi capace di dare la vita eterna nell’ambito del banchetto messianico.

Il problema della fame nel mondo è certamente una delle questioni più angosciose del nostro tempo. La sua soluzione è ancora ben lontana. Lo squilibrio economico tra le nazioni sviluppate e le altre continua a registrare paurosi aumenti ed è causa di altri fenomeni come le migrazioni che le nazioni ricche cercano di contenere e respingere come se esse non avessero responsabilità.
Si afferma giustamente che queste popolazioni dovrebbero essere aiutate nei loro paesi, e sarebbe giusto, ma in realtà le risorse investite nei paesi in via di sviluppo dai paesi ricchi sono di fatto irrisorie.
Ci chiediamo se la Chiesa ancora oggi moltiplica i pani per coloro che hanno fame. Ma siamo convinti che la Chiesa siamo noi, che ogni domenica celebriamo l’Eucarestia?
Il pane che Gesù dona non è soltanto il simbolo del pane soprannaturale. Non è possibile rivelare il pane della vita eterna, senza impegnarsi davvero nei doveri della solidarietà umana. L’amore dei poveri, come quello dei nemici, è il test per eccellenza della qualità della nostra carità, è, per il cristiano e per la comunità dei credenti , tradurre con una nuova “moltiplicazione dei pani” su scala mondiali i benefici che hanno ricevuto da Cristo. Solo così la Chiesa sarà nel mondo un “segno” per tutti coloro che hanno fame di pane e di vita eterna.

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