Vangelo della domenica (6-10-2013)

XXVII DOM. TEMPO ORDINARIO: LA FORZA DI CHI HA FEDE

Noi diamo troppo alla leggera per presupposto che religione e fede siano sempre la stessa cosa. Ciò, in realtà, risulta vero solo in maniera limitata…” (J. Ratzinger).
Credere è darsi a Dio (prima lettura) fidarsi di Lui. Dio “sembra” assente dalla storia. Il profeta lo interroga sull’enigma dell’oppressione e dell’ingiustizia che dilagano nel suo stesso popolo e nel mondo intero. Dio risponde che la fede è l’unica via per comprendere il mistero della storia.
La risposta di Dio non è però una facile consolazione: Egli parla di una ancor lunga attesa. Ciò che conta è restare saldamente e unicamente ancorati a Dio, credere nel suo amore nonostante ogni apparenza contraria, perché la sua parola non ci può ingannare.
La fede dunque non consiste tanto in una adesione ad una serie di verità astratte, ma è l’adesione incondizionata ad una persona, a Dio che ci propone il suo amore nel suo Figlio Gesù, morto e risorto.
Per questo la fede è obbedienza a Dio, comunione con lui, vittoria sulla solitudine.
E’ un dono di Dio che aspetta anche la nostra libera risposta, che vuole diventare l’anima della nostra vita quotidiana e di quella della comunità cristiana.
E’ anche una conoscenza nuova, un modo di leggere la realtà con gli occhi di Cristo e di starvi dentro con fiducia e speranza, sostenute dalla sua parola.

Ecco perché la fede nasce e si sviluppa alla luce della sua parola, ascoltata, meditata e praticata.
La fede è virtù, atteggiamento abituale dell’anima, inclinazione permanente a giudicare e ad agire secondo il pensiero di Cristo con spontaneità e vigore.
Il cristiano, animato dalla fede, trova in essa la critica permanente ad ogni ideologia e la liberazione da ogni idolo. “Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1Gv 5,4).
Viviamo in un mondo secolarizzato dal quale Dio sembra essere assente; un mondo che vive e si organizza senza di Lui. Ma è proprio in questo mondo che il cristiano e la comunità, con la loro fede, smantellano le false sicurezze, ponendo interrogativi fondamentali e proponendo a tutti la loro grande speranza.
La fede cristiana è quindi sfidata a farsi propugnatrice di problemi che nessun laboratorio, nessun esperimento e nessun calcolatore elettronico possono risolvere e che tuttavia decidono il destino dell’uomo e del mondo.
Per i cristiani e le loro comunità è più che mai attuale l’invocazione dei discepoli: “Signore, aumenta la nostra fede!”.

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