Attualità (1-05-2016)

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MISERICORDIOSI  COME IL PADRE

C’è un serio percolo che la chiesa, oggi, corre: l’imborghesimento nel benestante mondo occidentale. In molte comunità accade che tante persone che non adottano uno stile di vita borghese sono emarginate e fanno fatica ad inserirsi nelle comunità. Questa è una situazione che non si concilia con la prassi di Gesù. Nella sua vita terrena nulla diede tanto scandalo quanto il suo interessamento per i peccatori. Come può intrattenersi familiarmente con i pubblicani e i peccatori? Si domandavano molti in tono di meraviglia e di scandalo. A costoro Gesù rispose: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mc 2,16). Tra i pubblicani e le prostitute egli trovò più fede che tra la gente perbene.
Agli accusatori che gli avevano trascinato davanti una donna sorpresa in flagrante adulterio, disse: “Chi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”, mentre alla donna, dopo aver constatato che nessuno voleva più condannarla, disse: “Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più”. (Gv 8,7-11).
La critica più grave che può essere mossa alla chiesa è che parla di misericordia, ma che molte persone la percepiscono come rigorosa e dura. Queste accuse si sono sentite finora riguardo, ad esempio al modo con cui la chiesa ha trattato le persone che hanno sbagliato e sono fallite, i divorziati risposati, le persone omosessuali, o altre persone che non si comportano secondo le norme e la morale della chiesa.
Papa Francesco ha percepito con chiarezza questa difficoltà, e, con i suoi insegnamenti e atteggiamenti ha avviato un percorso ecclesiale che induce la chiesa a vivere il messaggio di Gesù sul Padre che perdona. La recente esortazione postsinodale “Amoris Laetitia” (la gioia dell’amore) è l’ultima sua testimonianza.
La chiesa deve uscire dal circolo delle persone pie e devote per andare verso le “periferie” per andare incontro ai poveri, ai malati, ai disabili, ai senza tetto, gli immigrati, i carcerati e tante altre persone che, data la loro grande miseria, debbono subire pesanti umiliazioni.
La chiesa non può giustificare il peccato, ma deve occuparsi con misericordia dei peccatori.

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