Attualità (1-09-2013)

PER UNA COMUNITA’  TUTTA EVANGELIZZATA ED EVANGELIZZANTE

Nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 agosto a Casoli di Camaiore si è svolto il programmato incontro per catechisti di studio e preghiera sul tema della evangelizzazione, aperto anche alla libera partecipazione di chiunque fosse interessato ad una generale riflessione sull’ ”essere comunità” che tutta insieme annuncia la Parola e rende vivo il Vangelo.
Le due giornate hanno costituito una opportunità di conoscenza reciproca ed una occasione di approfondimento e riflessione, a partire dal vissuto di ciascuno, riguardo i temi portati all’attenzione dalla lettura della lettera della CEI alle comunità nel 40° del Documento di Base (DB) “Il rinnovamento della Catechesi”.
Il DB risente decisamente della grande apertura al mondo conseguente alla celebrazione del Concilio Vaticano II – evento che ha riportato alla essenzialità, alla freschezza, alla purezza della proposta evangelica di Gesù, Signore ed amico dell’uomo – e per questo si premura della “crescita della vita di fede degli uomini e delle donne come compagni di vita”, in modo che possa dare risposta alle inquietudini ed agli interrogativi più profondi dell’esistenza.
In particolare ci sembra di aver compreso che le fonti tradizionali della Catechesi non possono non misurarsi con la realtà attuale del mondo, il cui contesto storico e sociale, con gli occhi della fede, è il luogo privilegiato in cui Dio si manifesta attraverso i “segni dei tempi”.
Si tratta quindi, in concreto, di tradurre la fede nel linguaggio dell’oggi, con una disponibilità all’accoglienza delle diverse situazioni e dei diversi linguaggi, con una cura alla reciproca ospitalità delle posizioni, anche culturali, in modo che si crei un clima favorevole alla narrazione del messaggio evangelico, come proposta di vita non imposta, ma “accettata per intima convinzione” e senza rinunciare alla ragione.
Un impegno quindi ad aggiornare la fede per meglio testimoniare ed annunciare la novità di Cristo all’uomo moderno, a partire da uno sforzo per meglio comprendere il mondo ed interpretarne i segni, ed in esso ri-pensare e ri-tradurre la nostra fede, in modo da “tradurre una sostanza antica per l’uomo moderno”.
Con questa impostazione potrà essere possibile individuare nel nucleo essenziale del vangelo le priorità di Dio nel “moderno”, purificandolo di tutte le incrostazioni di cui si è contaminato nel tempo quando la Chiesa ha, purtroppo, voluto esprimere posizioni di potere ed agire prevalentemente come “istituzione”.
Partendo da queste premesse Il linguaggio più adatto ci è parso quello della ”testimonianza” – come coinvolgimento diretto e personale in una dinamica di relazione interpersonale e comunitaria – con la quale ognuno valorizza nel modo migliore i carismi sviluppati nelle proprie direzioni di vita.
Ci è parso di aver intuitoi che la proposta di evangelizzazione non poteva limitarsi a quella classica del catechismo ai bambini ed ai giovani, o rimanere circoscritta alla fase di preparazione per la celebrazione di sacramenti, ma doveva essere concepita come una attività continuativa per tutte le età, compresa quella avanzata, in modo da costituire sia un “primo annuncio”, per chi non ha ancora incontrato la novità evangelica o per chi ne ha sostanzialmente perso il vero significato, sia una verifica della progressione di maturità nel percorso di fede.
Non quindi una serie di servizi a domanda, come in un percorso professionalizzante, ma un mettere sempre e comunque al centro la Parola, con la vita ed i segni di Gesù, che si offre nell’eucaristia per rendere vivo ed attuale il suo amore per l’uomo, e su questa Parola incontrare l’esistenza degli uomini come soggetti nella storia.
Gli ambiti di proposta, che abbiamo immaginato di poter sviluppare con un coinvolgimento dell’intera Comunità, potrebbero quindi essere ricondotti a questi diversi approcci:
Catechesi familiare (nelle diverse fasi di Matrimonio, vita di coppia e Battesimo);
Catechesi dell’iniziazione, con coinvolgimento strutturato delle famiglie;
Catechesi giovanile dopo la Cresima, con la creazione di gruppi ben identificati;
Catechesi in età avanzata;
Per la catechesi familiare si tratta di attivare percorsi di preparazione che non devono essere vissuti come parentesi finalizzate alla celebrazione dei sacramenti, ma momenti di impegno continuativo a crescere nella fede nella dimensione della coppia, attraverso i vari passaggi.
Per l’iniziazione è necessario superare il catechismo come ora di lezione di tipo scolastico basato prevalentemente su nozioni, integrando la figura del catechista con il gruppo dei nuclei familiari genitoriali in momenti di ricreazione, animazione e convivialità, ma allo stesso tempo di riflessione e preghiera, così da avvicinare in modo simpatico a Gesù, come amico, come persona speciale che i genitori vogliono far conoscere ai loro figli, perché è stata importante per loro e vogliono che lo sia anche per i figli.
Per la catechesi giovanile non ci si può rassegnare al fatto che dopo la celebrazione della cresima, salvo rare eccezioni, la comunità non riesca ad esercitare alcuna attrattiva e quindi andrà stimolata la capacità aggregante su nuove modalità di relazione e di comunicazione in forma creativa, narrando un Gesù che esprime gioia ed amicizia, che è accanto ai giovani nelle prime decisioni importanti della vita.
Per la catechesi in età avanzata, andrà fatto leva sulla valorizzazione delle esperienze di vita, inserendo in modo significativo la lettura della parola accanto alle manifestazioni più tradizionali dell’espressione devozionale, con una cura all’accompagnamento della fase matura dell’esistenza.
Restano certo fuori da tale schematizzazione una serie di situazioni, da considerare non più marginali, che devono essere anch’esse oggetto di attenzione e di amore pastorale – come single, vedovi, separati e divorziati, particolari orientamenti sessuali e di genere – che potranno senza preclusione essere integrati in modo premuroso, con le giuste occasioni, entro i gruppi sopra descritti o coinvolti in specifiche esperienze.
Particolare attenzione andrà posta anche nell’individuare i luoghi e le formule dei momenti di incontro e formazione, senza trascurare le nuove modalità di comunicazione, con una costante tensione a trovare occasioni ed opportunità che proiettino la Comunità all’esterno dei luoghi tradizionali della fede, in un incontro privilegiato con le “periferie” esistenziali.
Per questo riteniamo che, indipendentemente dai contenuti sopra esposti emersi nell’esperienza di approfondimento che abbiamo vissuto, ogni membro della Comunità debba meditare sulle seguenti domande:

– Quali devono essere le caratteristiche del nuovo modello di Fede, Chiesa e Comunità?
– Quali sono i comportamenti e le consuetudini da superare perché costituiscono un ostacolo al nuovo modello ?
– Quali percorsi attivare, a quali destinatari rivolgersi e con quali modalità?
Se sapremo dare risposte e soluzioni concrete a questi interrogativi, siamo certi che avremo una Chiesa veramente protagonista della costruzione del Regno di Dio.

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